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CALCIO – Masiello accusa gli ultrà del Bari: “Ci intimavano di perdere le partite con schiaffi e minacce”

Nuove clamorose rivelazioni sulle vicende legate allo scandalo-calcioscommesse relativo al finale della stagione 2010/2011 (quella del tristemente famoso derby Bari-Lecce 0-2), con Andrea Masiello ancora protagonista. In uno dei tanti processi in cui è chiamato a testimoniare (nello specifico quello che vede imputati tre capi ultrà del Bari), il difensore, ora tornato regolarmente a giocare nelle fila dell’Atalanta, ha svelato, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nuovi retroscena su quanto accaduto nella primavera del 2011.

In particolare, Masiello ha parlato di minacce ed aggressioni da parte di esponenti del cuore del tifo organizzato barese, che intimarono a lui ed ai suoi compagni di perdere alcune gare: “Un giorno, dopo l’allenamento, ci aspettarono nel parcheggio dello stadio e volarono parole grosse e uno schiaffo da Sblendorio (un ultrà del Bari, ndr) sul viso di Parisi, invece Savarese (altro ultrà biancorosso indagato, ndr) disse che era in debito con parecchie persone e aveva bisogno di soldi, quindi ci chiese di perdere per scommettere. Dopo l’incontro andammo dall’allenatore Bortolo Mutti e dal direttore sportivo Guido Angelozzi a riferire la cosa e loro ci dissero di tapparci il naso e giocare. Infatti quelle partite, anche se poi le abbiamo perse, ce le giocammo fino in fondo. Il risultato non è stato influenzato dalle pressioni dei tifosi, anche perché dopo quell’episodio Bellavista e altre persone mi offrirono soldi per perdere”.

Per gli ulteriori sviluppi di una vicenda che sembra essere senza fine bisognerà attendere il 10 febbraio 2016, giorno in cui è in programma l’esame degli imputati e l’ascolto di quattro altri testimoni, tra cui gli stessi Mutti ed Angelozzi.

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