LECCE – Baroni, pre-Ascoli: “Dubbio Tuia-Meccariello. Voglio corsa, aggressività e ritmo alto”
Prima della partenza per Pescara, sede del mini ritiro in vista della gara di Ascoli di sabato, mister Marco Baroni ha incontrato i giornalisti in sala stampa. Queste le parole del tecnico del Lecce.
ASSENTI. “Bjarnason è rientrato ieri sera. Il giocatore era uscito dopo 45 minuti della prima gara giocata con l’Islanda per un affaticamento, poi ha recuperato ma ha ancora fastidio all’adduttore e dopo un test abbiamo deciso di lasciarlo a riposo. Gli esami strumentali scongiurano problemi ulteriori ma abbiamo preferito non rischiarlo. Gallo ha lavorato con gli altri in questi giorni, sta bene ma è una scelta di condizione e preferisco che stia qui a lavorare. Dermaku è in ripresa, abbiamo un piano di pienissimo ricondizionamento ma è arruolabile così come Helgason, che, escluso un piccolissimo fastidio, sta bene. Majer era raffreddato ed ho preferito non fargli fare la seduta di giovedì, ma si è sempre allenato e sta bene”.
ASCOLI. “È un campo complicato, in cui troveremo una squadra accesa e che vorrà fare una partita importante. Lì ho giocato tante volte con risultati alterni e preferisco guardare avanti, guardando noi e non l’avversario. Molto passa da noi, l’Ascoli però è allestito in modo importante in tutti ruoli ed infatti sta facendo un gran campionato. Dai miei ad ogni modo mi aspetto una gran prestazione, di corsa ed aggressività, dopo la sosta”.
ULTIME DUE SETTIMANE – “Abbiamo fatto due settimane di lavoro con la prima più sul piano metabolico, poi per il resto dobbiamo abituarci a recuperare a prescindere dalle settimane a disposizione. L’importante è sempre tenere un ritmo alto di lavoro, perché giochi come ti alleni. La squadra sta bene dal punto di vista fisico e mentale, ora proprio con la testa dobbiamo sapere che quanto fatto non conta, anzi servirà proprio alzare l’attenzione perché troveremo avversari più pronti. Proprio perché consapevoli di quanto bene abbiamo fatto, che ormai è il passato”.
EQUILIBRIO E DETTAGLI. “Vincerà chi sbaglierà meno, come sempre in questa categoria. Poi il gioco a centrocampo sarà cruciale, dovremo stare attenti alle loro transizioni anche perché il calcio moderno vive di dinamicità. Loro hanno forza fisica e tiro, peculiarità a cui, come sempre, servirà prestare attenzione come a tutti gli altri dettagli”.
FASE DIFENSIVA. “A Cittadella noi eravamo partiti piano, nel primo tempo eravamo rientrati in partita ma è chiaro che concedendo si rischia che la partita scivoli via. Invece nelle gare mi piace non regalare nulla, come con il Monza, ma comunque abbiamo ripreso il filo della partita quando è successo nelle ultime gare. Difensivamente non sono abituato a vedere solo la linea arretrata, anzi quando si è lavorato bene il tutto è sempre partito dagli attaccanti e questo è stato fondamentale. Gli attaccanti sanno cosa voglio e sanno i benefici e l’equilibrio che porta questo tipo di lavoro”.
PUNTE. “Non mi piace fare elogi anche perché rischi di cullarti. Di Coda però conoscete l’importanza. Può fare molto di più anche se tantissimo sta facendo soprattutto per la squadra. In questa settimana ho parlato con Rodriguez, credo molto in lui e ci sto lavorando tantissimo. Voglio che si costruisca la possibilità di avere 40 partite da 90 minuti all’anno e questo necessita un gran lavoro, lui sta lavorando moltissimo e voglio che mi metta in difficoltà costringendomi a lasciar fuori Coda, per intenderci”.
GIOVANI. “La squadra che vuole fare cose importanti non si costruisce in undici titolari, c’è bisogno di tutti. Figuratevi se io metto in secondo piano elementi che hanno talento, ma serve portare avanti un percorso. Lo faccio con Rodriguez e lo faccio con Listkowski che necessitano di lavoro. Il polacco deve giocare a tre tocchi, muoversi senza palla. Sono ragazzi che non possono fare meglio, ma che devono fare meglio. La nostra attenzione sui ragazzi è sempre e solo su questo. Lo facciamo con le carezze e lo facciamo con le pacche più dure. Noi e i tifosi vogliamo la stessa cosa”.
INTESNITA’. “Il calcio statico è un calcio passato. Ora è dinamismo in entrambe le fasi e l’unico modo per mettere in difficoltà l’avversario in entrambe le fasi è muoversi. Se non fai tanto l’avversario è facilitato e con la squadra stiamo lavorando molto perché abbiamo ampi margini di miglioramento”.
DIFESA. “Tuia o Meccariello? È uno dei dubbi ma sono contento perché c’è Meccariello che è entrato facendo benissimo. Io ho bisogno di essere in difficoltà perché più lo sono, meglio sto facendo. Questo è uno dei due dubbi di formazione che mi porto dietro”.
