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LECCE – L’analisi del girone di ritorno e la prospettiva playoff: c’è da riempire il serbatoio, se no è dura

Nonostante il quarto posto finale, il Lecce, comunque, ha raccolto qualche record. Innanzitutto: è il miglior attacco della Serie B con 68 reti (insieme all’Empoli). Dopo il girone d’andata, era il secondo miglior attacco. Media: 1,78 reti a partita.

La coppia Coda-Stepinski (22+9, 31), soprattutto per merito del primo, è la migliore del campionato, ma, anche in questo caso, a pari merito con quella empolese Mancuso-La Mantia (20+11).

Con 47 reti subite in 38 partite, però, quella giallorossa è la seconda peggior difesa tra le prime otto classificate (ma anche tra le prime undici), dopo il Brescia (53). Media: 1,23 gol subiti a partita. Impercettibile il miglioramento della squadra dopo il girone d’andata: dopo la 19esima, il Lecce subiva una media di 1,26 gol a partita. Solo in nove occasioni, Gabriel è riuscito a mantenere inviolata la sua porta, anche se – è notorio – quando si prende gol non è quasi mai colpa esclusiva del portiere. In sostanza: l’equilibrio della squadra, a livello difensivo, non è mutato granché.

Il brasiliano è l’unico atleta giallorosso che ha giocato, per intero, tutte e 38 le partite; insieme a lui, ma con un minutaggio minore, Henderson; poi Lucioni (37), Majer e Coda (36). Mai utilizzati, nella regular season: Bleve, Vigorito e i primavera Monterisi, Felici. Sono 15 i calciatori giallorossi andati in gol: Coda (22), Stepinski (9), Mancosu (8), Rodriguez (6), Pettinari (4), Henderson, Majer e Maggio (3), Falco (2), Dermaku, Paganini, Tachtsidis, Calderoni, Adjapong, Bjorkengren e Meccariello (1).

Passiamo alle prestazioni dei singoli calciatori, analizzando i numeri che emergono dalle nostre pagelle (QUI). Per il momento, prendiamo in considerazione il rendimento nel solo girone di ritorno, per poi tracciare un bilancio finale al termine dei playoff. Come fatto all’andata, consideriamo esclusivamente chi ha almeno 1/3 delle presenze (ossia almeno sette presenze – arrotondate per eccesso – su 19).

Il migliore del girone di ritorno è stato Coda (6,41); a seguire: Hjulmand (6,35), Rodriguez (6,25), Pettinari (6,19), Maggio (6,17). Sopra la sufficienza anche Majer (6,10), Bjorkengren (6,09), Lucioni (6,05) e Meccariello (6,03), Gallo (6). Tutti gli altri sono o non giudicabili (per numero di presenze inferiore a sette), o insufficienti. Di poco sopra la sufficienza la coppia tecnica Corini-Lanna (6,07).

Numeri a parte, ciò che emerge dalle prestazioni della squadra è un preoccupante calo di forma, specie nelle ultime giornate della stagione regolare. Fino alla gara vinta con la Salernitana, i giallorossi lasciavano pensare che, in Serie A, ci si potesse andare in carrozza. Già a Pisa (0-1), il risultato ha premiato Coda e compagni forse più del dovuto. Dalla gara interna con la Spal, poi, c’è stato il tracollo, gara di Vicenza a parte. A fine stagione, è normale che la benzina sia agli sgoccioli, ma se queste sono le forze in campo, in vista dei playoff, beh c’è da preoccuparsi. I playoff sono un torneo a parte: prendendo in considerazione le ultime cinque giornate di campionato e le squadre qualificate agli spareggi-promozione (Monza, Lecce, Venezia, Cittadella, Brescia, Chievo), le due squadre che arrivano coi favori del pronostico sono Brescia e Monza (12 punti nelle ultime 5); a seguire: Cittadella 10, Chievo 8, Venezia 6, Lecce 4.

Mister Eugenio Corini avrà tanto da fare in questi giorni per risollevare un gruppo che sembra a terra, sia fisicamente, sia psicologicamente. L’esperimento del 3-5-2, messo in atto ieri a Empoli, ha lasciato più di qualche perplessità, perché non basta essere in superiorità numerica in mezzo al campo, se poi gli esterni non sono pronti e ricettivi nel coprire anche la terza linea. A livello di centrali, Dermaku ha dimostrato delle buone potenzialità, ma lo stato di forma è ancora da rivedere. E il tempo è ormai quasi scaduto. Ciò che ha preoccupato un po’ di più è stata la prova di Pisacane, apparso distratto e in ritardo in più di un’occasione. L’impressione è che, nei playoff, non si vedrà il modulo utilizzato ieri e che si potrebbe ritornare al 4-3-1-2. Ma nei playoff non si potranno più concedere così tante occasioni agli avversari. Nei playoff, ogni gol preso pesa come un macigno.

Domani la squadra si ritroverà per dare il via all’operazione playoff. C’è una carta e va giocata sino in fondo e con onore, per non lasciare nulla d’intentato. Non c’è tempo per i rimpianti e per le recriminazioni: c’è da abbassare la testa e correre, se lo si è in grado di fare. Per i bilanci, se ne riparlerà tra qualche giorno.