MONDIALI – Ora si fa sul serio: scattano gli ottavi di finale. Ma quante emozioni nei gironi!

Dalle effusioni tra Putin e Salman alla super coppia Higuita-Valderrama, dal Maradona-show alle auto-gufate dei tedeschi. La rassegna russa sta regalando soddisfazioni anche a noi italiani "spettatori"

Higuita-Valderrama-web

Foto: René Higuita e Carlos Valderrama

A Mosca e dintorni il gioco inizia a farsi duro. Tra poco meno di due ore scatteranno infatti gli ottavi di finale di Russia 2018, con il big match Argentina-Francia seguito in serata dal non meno affascinante Portogallo-Uruguay. Un campionato mondiale che entra dunque nel vivo, con i migliori ad affrontarsi faccia a faccia dopo le sfide a distanza di una fase a gironi che ha regalato emozioni a non finire sia sul campo sia sugli spalti. Gruppo per gruppo, dal “casalingo” A al modestissimo H, le abbiamo raccolte nella nostra rubrica.

VOTO 8 all’egiziano El Hadary. Strapotente, eterno, quasi mitologico come i faraoni suoi antenati, il portiere nordafricano si prende la copertina nonostante l’ultimo posto a 0 punti della sua Nazionale (riuscita nell’impresa di far sembrare buona l’Arabia Saudita) esordendo a un Mondiale alla veneranda età di 45 anni. Non contento, para un rigore ad Al-Muwallad, battendo nella volata del romanticismo persino il rapporto d’amore nato a suon di strette di mano solidali tra un sorprendentemente buonista Vladimir Putin (attendiamo la reazione all’eliminazione della sua Russia) e il Che Guevara del medio oriente, il monarca saudita Salman, colui che ha concesso la storica possibilità di guidare alle donne per la prima volta nella storia d’Arabia. Rischioso come concedere a Suarez una punizione dal limite, direbbe con irriverenza qualcuno

VOTO 7 a Iran e Marocco. Anche nel gruppo B premiamo i “deboli”, perché asiatici e africani meritano una menzione di straordinario impegno per essere riusciti a relegare due big come Spagna e Portogallo a un bottino misero, qualità alla mano, di nove punti in due, con tanto di mini-brivido circa la qualificazione nell’ultimo turno. Non saranno stati bellissimi da vedere, ma nonostante la preventivabile eliminazione hanno reso orgogliosi i due Paesi

VOTO 5,5 al biscottone danese. L’ennesimo, si sente urlare a Roma e dintorni. La nazionale rossocrociata è certamente la meno meritevole tra quelle qualificata, in quanto riuscita a strappare tre punti ad un Perù (menzione speciale ai tifosi andini, i più simpaticamente caciaroni tra tutti) capace di metterla sotto per 80 minuti e uno scialbo pareggio alla modesta Australia prima del palese biscottone finale con la Francia, ad oggi l’unico 0-0 del Mondiale e per distacco la partita più brutta. Sarabbero passati comunque visto il ko aussie con l’orgoglioso Perù, ma a Copenaghen lo stile non sanno cosa voglia dire

VOTO 6,5 al Diego show. Di certo la mano de Dios ha dato spettacolo sugli spalti della Zenit Arena, varcando tuttavia spesso e volentieri il limite della compassione scatenata negli spettatori alla visione di quello che ha scatenato un’ondata di meme sul web senza precedenti o quasi. Voto che lo accomuno alla sua tanto amata Argentina, meno modesta del solito ma decisamente fortunata nell’avere meglio di un’ottima Nigeria nella gara da dentro o fuori che ha regalato alla comunque forte Albiceleste la qualificazione forse più immeritata della sua storia mondiale

VOTO 4 al flop tedesco. In assenza dell’Italia (proprio grazie agli “odiati crucchi” mai così felice a un Mondiale dal 2006), si prende di forza la palma di più grande e clamorosa delusione di Russia 2018. A differenza degli Azzurri, eliminati sì in passato dalle discrete Slovacchia e Costa Rica che però lottavano per il passaggio del turno effettivamente ottenuto, alla Germania è toccata l’umiliazione di essere fatti fuori da una Corea del Sud non solo mediocre, ma di fatto già out. Non sono stavolta bastati i tentativi autoerotici in diretta mondiale dell’ex vate Lowe, né gli sfottò all’Italia degli ineleganti Ballack e Schweinsteiger, diventati auto-gufanti come non mai. Tornano a Berlino, Beppe

VOTO 7,5 al Brasile. Magari non saranno stati spettacolari e brillanti come Croazia, Belgio o Inghilterra, ma i verdeoro hanno dato una grande prova di forza in uno dei gruppi meno facili della prima fase, superando la deludente Serbia, l’ostico Costa Rica e strappando la vetta alla quadrata e precisa (ma va?!?) Svizzera. E nel caso alla Selecao andasse male il Mondiale, ci sarebbero le Olimpiadi tra due anni. Con un campione di tuffi come Neymar, un appuntamento dall’oro assicurato

VOTO 6 alla signorilità di Belgio e Inghilterra. “Prego, prima lei”, “Ma no, si figuri, vada prima lei”. Forse spinti dal galateo a cui le famiglie reali che governano le due Nazioni, Martinez e Southgate le hanno provate davvero tutte per perdere lo scontro diretto per il primo posto, cosa che avrebbe fatto evitare alla seconda la parte del tabellone meno forte, sulla carta. Un ragionamento stupido, ma unico elemento che rende comprensibili le scelte di schierare le squadre-b, con due soli titolari a testa, con annessa prestazione deludente da parte di entrambi. Alla fine l’Inghilterra ha avuto il “merito” di crederci meno, venendo punita dall’arcobaleno disegnato da Januzaj. Sarebbe stato meglio vedere Tunisia-Panama

VOTO 8,5 Higuita e Valderrama. Così, senza un vero motivo, giusto per avere un’immagine romantica e simbolica di una fase a gironi, bella, equilibrata, divertente. Come equilibrato e divertente è stato il modesto girone H, che all’ultimo turno ha regalato scossoni come la vittoria della Colombia dei due soprascitati e folklorisitici eroi cafeteros (il primo famoso per lo “scorpione”, il secondo per la grande tecnica ma soprattutto per il taglio afro biondo), vincente sul deluso Senegal. Per gli africani la più clamorosa delle beffe: eliminati per più ammonizioni rispetto al Giappone. Eppure lì è pieno di gialli

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già redattore de Il Giornale di Puglia, Tagpress e, dal 2013, di SalentoSport.net.

Articoli Correlati