MONDIALI – Bel gioco d’Hazard, Brasile e Germania passano (quasi) da grandi. E il Marocco ci ricasca
Nel giorno della conclusione della seconda giornata che ha sancito le prime qualificazioni e le prime eliminazioni, ci ritroviamo a “dare i numeri” con le pagelle delle gare disputate da mercoledì a ieri sera. Buon divertimento!
VOTO 6,5 al morso di Suarez. Tenete tranquillo Chiellini, niente di violento (stavolta). Il pistolero celeste abbatte un’Arabia Saudita meno esaurita del solito e qualifica i suoi ai quarti, pur senza brillare al cospetto della nazionale più scarsa del mondiale. Due 1-0 bastano per garantirsi la qualificazione. Uruguay all’italiana.
VOTO 5 al vizietto del Marocco. Allora non è un caso! Prima Aldo, poi l’own-goaler Bouhaddouz, ora Cristiano Ronaldo. Non conta il realizzatore, conta solo che se a subire ci sono i maghrebini, la marcatura in tuffo di testa è assicurata
VOTO 6 al soldato Mohammadi. Un voto di stima, di simpatia al personaggione iraniano che, nel finale del sorprendentemente combattuto match con la quotatissima Spagna si improvvisa freestyler e cerca il fallo laterale lungo ad effetto preceduto da una clamorosa capriola. Resosi conto della fagianata d’altri tempi, corregge il tiro fermandosi in tempo per battere decentemente. Sia mai che Azmoun fosse riuscisse ad infilare De Gea
VOTO 9 ai brasiliani d’Europa. Soprannome da sempre affibiato alla Croazia, che fanno proprio il soprannome esotico e si improvvisano come protagonisti del Superclasico de las Americas, sostituendosi ai colleghi verdeoro in qualità di matadores di un’Argentina depauperata da Messi, improvvisata da Sampaoli ed umiliata da Caballero, che si improvvisa assistmen alzando la palla a Rebic come neanche il più presuntuoso di noi faceva da piccolo per cercare di mandare il più scarso della “tedesca” in porta. Per la nazionale a scacchi sono ottavi in scioltezza. E se fosse solo l’inizio?
VOTO 7,5 alla Musa ispiratrice. Il bomber riscopre grande un Nigeria che sembra l’agnello sacrificale sull’altare dell’Islanda simpatia. L’illusione dei gyser-men di far fuori l’Argentina dura un tempo, il giusto per far scatenare Ahmed Musa, al quarto gol negli ultimi due mondiali. E il girone D diventò improvvisamente il più entusiasmante di tutti
VOTO 7 all’eterno Brasile. No spaghetti, si party. Neymar cambia capigliatura e ai verdeoro porta bene, perché sul gong di una gara stradominata contro un Costa Rica mai così noioso arrivano le magie di Coutinho e O’Ney a far esultare Rio e dintorni, esplosa per la gioia e per la voglia di sfottere i nemici biancocelesti sull’orlo del baratro. Mai dare per scontato il passaggio del turno: nella terza giornata c’è la Serbia che, messa ko dalle “aquile” svizzere (a cui basta un pari con i centramericani per passare), darà filo da torcere ai ragazzi del funambolo (per le cadute in esultanza) Tite
VOTO 4 alla Svezia smontata. Kroos, all’ultimo respiro e Germania salva. Tapiro d’oro per i carnefici dell’Italia di Ventura, che sull’1-1 e sopra di un uomo si fanno beffare a trenta secondi dal termine dall’undici di Low, praticamente eliminato prima della prodezza dell’8 merengue. E ora da un possibile trionfo, la gara con il Messico (agevolmente vittorioso dinanzi una Corea formato-caricatura) diventa match da dentro fuori, a rischiare di far terminare con largo anticipo i voli pindarici dei gialloblù di Stoccolma e dintorni. Succede quando di fronte non hai Gabbiadini, De Sciglio o Belotti
VOTO 8,5 al Belgio(co). Per i fiamminghi il 5-2 con la Tunisia non è solo il match che vale la qualificazione, ma una prepotente prova di forza in chiave futura. Lukaku e compagni gridano al Mondiale la loro presenza, e soprattutto mettono in chiaro che stavolta non partecipano solo per far divertire: l’obiettivo è, senza troppi giri, quello di vincere. Sarà un Hazard?
