Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

IL CORSIVO – Non c’è peggior sordo di chi non vuol vedere

“Dobbiamo ripartire da zero”, “è impossibile controllare tutto”, “i nostri poteri, purtroppo, sono limitati”, “questo malcostume deve finire”, “bisogna eliminare il marcio dal calcio”, “non sapevo che si potesse scommettere anche sulle partite dei campionati dilettantistici” e via dicendo. Queste sono sono alcune delle indisponenti frasi pronunciate dai vertici del mondo del calcio, locale, nazionale e internazionale, dopo gli scandali lo stanno riducendo a brandelli.

BANANE ED ESTETICA – Toccato il fondo, si continua a scavare ancora per toccarne un altro, sempre più in giù. Lo stato di salute del calcio – e non da oggi – si conferma essere da allarme rosso. Che credibilità possono avere certi personaggi che vanno oltre il ridicolo e non sentono, nemmeno lontanamente, il dovere di fare un passo indietro? Il presidente federale Carlo Tavecchio è ancora lì, che pontifica, dopo essere scivolato su una… buccia di banana (vedasi caso “Opti Pobà” a stampo, vagamente, razzista) e riscivolato con delle deliranti dichiarazioni sul calcio femminile (“Noi siamo in questo momento protesi a dare una dignità anche sotto l’aspetto estetico della donna nel calcio”, “finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sulla resistenza, sul tempo, sull’espressione anche atletica e invece abbiamo riscontrato che sono molto simili“).

“PERSINO AL MATRIMONIO DI MIA FIGLIA!” – D’altronde, personaggi di questo tipo sono il simbolo del nostro Paese cialtrone in cui contano solo le amicizie, le spalle coperte, gli agganci giusti, la faccia tosta, la voglia di apparire a tutti i costi, l’arrivismo sfrenato. Ed è inutile attendere degli scatti morali da personaggi di questo tipo. Come il presidente della Figc non sente il bisogno di fare un passo indietro, così anche il suo omologo della Lega Dilettanti, Felice Belloli, dopo la raffinatissima “Basta dare soldi a queste quattro lesbiche”, riferito alle società calcistiche femminili che pur dovrebbe rappresentare. Pietosissimo il velo da stendere sul tentativo di discolpa: “Io omofobo? Ma se uno dei miei amici, da oltre trent’anni, è omosessuale! Al matrimonio di mia figlia non c’erano, forse, tra gli invitati, quattro o cinque ragazzi gay?“. Per la serie: quando la ‘pezza’ è peggio della buca.

VELI PIETOSI – Certo, di questi tempi, forse converrebbe aprire un negozio di veli pietosi. Si farebbe una fortuna. Tanti, i veli pietosi, da stendere sull’ennesimo caso calcioscommesse, in cui tutti sanno come funziona il sistema e in cui tutti “cadono dal pero” ogni volta che vien fuori l’ennesimo scandalo. Serve a qualcosa, come ha auspicato il presidente Tavecchio nei giorni scorsi, “vietare in Italia le scommesse sui dilettanti e le serie giovanili”, quando, con un click, si può scommettere come, cosa e quanto si vuole su un bookmaker dell’Estremo Oriente? Quando finiranno le dichiarazioni del tipo: “Non ne sapevo nulla”, “sono sconvolto”, “dobbiamo ripulire il calcio dal marciume”, “i responsabili vanno individuati e puniti” se non sono mai seguite da atti che, in modo inequivocabile, puntano al cambiamento e al ripristino della legalità?

VIVA LA FIFA – Chi lo avrebbe mai detto che la Fifa puzzava di marcio? E che il suo capo supremo, Joseph Blatter, non si fosse mai accorto di nulla? D’altronde, poverino, lui non poteva “vedere tutto”. A volte, non c’è peggior sordo di chi non vuol vedere.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment