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IL CORSIVO – Lecce, un risveglio da circoletto rosso dopo sette anni di Via Crucis

Duemilacinquecentocinquantaquattro giorni (2.554/00). Oppure 365 settimane. Oppure 84 mesi. Oppure, semplicemente, sette anni. Sono quelli trascorsi dall’amara notte di Verona – in cui il Lecce di Cosmi diede l’anima ma non riuscì a strappare la permanenza in massima serie – sino al pomeriggio di ieri, quando, in massima serie, i giallorossi ci sono tornati con tutti gli onori.

Quanta acqua è passata sotto i ponti in sette anni. Quante amarezze, quante speranze vane, quanta tristezza ha accompagnato i tifosi del Lecce nel corso del viaggio dall’inferno della Lega Pro/Serie C al ritorno.

Quello di oggi, nonostante pioggia e cielo da novembre pieno, è però un risveglio che vale la pena segnare con un ‘circoletto rosso’, per dirla alla Rino Tommasi. Spesso, quando si fa un bel sogno, ci si sveglia di soprassalto sperando che ciò che di bello si è sognato corrisponda effettivamente al vero. O, quantomeno, al verosimile. Ed è tutto vero, non c’è nulla di onirico. I tifosi, la società e tutti coloro che amano i colori giallorossi, possono stare tranquilli. Il Lecce ritorna in Serie A, la sua sede naturale. Ma ora comincia la sfida più difficile: confermarsi.

Il gruppo guidato da Fabio Liverani, sapientemente costruito da una società ambiziosa, ha dimostrato una solidità e una compattezza raramente vista in passato. Tutti, dal primo all’ultimo componente di questa fantastica rosa, hanno dato il massimo e hanno lavorato per portare a casa un obiettivo insperato, in estate. Chi ha giocato di meno e ha sofferto dalla panchina o dalla tribuna non si è perso in sterili polemiche o in chiacchiere da bar, ma ha contribuito alla causa come – e forse ancor di più – rispetto a chi è stato protagonista. Perché un vero gruppo lo si distingue da queste piccole, grandi, cose.

E allora, l’auspicio è che si riparta da questo gruppo per costruire la prossima squadra che dovrà lottare coi Cristiano Ronaldo, coi Mauro Icardi, coi Fabio Quagliarella, l’anno prossimo. Il successo di ieri, lascia in eredità proprio questo: un gruppo granitico, fatto di persone semplici e che danno tutto se stesse per aiutare il compagno in difficoltà e per raggiungere l’obiettivo comune, guidato da una persona semplice, come Fabio Liverani. Sì, questo è essere squadra. E da queste basi si riparta per l’anno venturo.