EURO 2016 – Day #04: Pellè, che pasticciotto al Belgio! Spagna col minimo sforzo, poco Ibra

Foto: L'esultanza dei calciatori spagnoli (@giornalettismo.com)

Il primo lunedì di Euro 2016, quello del debutto azzurro, si è aperto con la gara che è andata a chiudere la prima giornata del gruppo D: Spagna-Repubblica Ceca. Le furie rosse hanno rispettato in larga parte il pronostico e reso onore al loro battagliero soprannome, mettendo sotto quella che per un’ora di gioco è stato esclusivamente una Repubblica Cech (dal nome del portierone che, da solo, ha tenuto vive fino all’ultimo le speranze di colpaccio dei suoi connazionali). L’undici di Del Bosque non ha dovuto strafare per conquistare i tre punti, ma si è dovuto armare di pazienza per attendere una marcatura decisiva arrivata solo all’ottantasettesimo con la testata del match-winner Piqué.

Nel tardo pomeriggio è toccato aprire le danze al gruppo E, quello dell’Italia, la cui prima sfida ha visto di fronte Irlanda e Svezia. Un incontro coloratissimo da folletti verdi e vichinghi gialli sugli spalti ma a bassissimo tasso tecnico in campo, complice anche la latitanza dell’uomo del ghetto, quello Zlatan Ibrahimovic che aveva fatto preannunciare la sfida come uno one man-show e che è invece finito nella morsa di O’Shea e compagni. Il vantaggio targato Hoolahan aveva fatto sognare i mai sobri supporter irlandesi, che hanno però dovuto poi fare i conti con il più ubriaco del pomeriggio di Saint-Denis, il loro connazionale Clark che ha deciso di deviare nella sua porta il cross teso dello spento Ibra.

Non poteva che essere Belgio-Italia, però, il match of the day. L’unico vero scontro diretto di tutto il primo turno della rassegna continentale non ha deluso le aspettative, mostrandosi spettacolare, tirato e ricco di colpi di scena dal primo all’ultimo minuto, sorprendendo soprattutto per quello che è stato il risultato finale. La Little Italy dello chef Conte ha sovvertito i pronostici, schiantando con merito la temibile armata rossa di Marc Wilmots. Già pluricandidata al successo finale anche oltre la realtà dei fatti, la nazionale belga non è riuscita ad arginare il Pirlo di Viterbo, quel Leonardo Bonucci a cui ormai il paragone con Beckenbauer inizia a stare stretto. Il lancio dello juventino finalizzato dalla mezzala di origine brasiliana Giaccherinho ha aperto le danze e lanciato gli Azzurri verso quei tre punti meritatamente messi in cascina grazie al pasticciotto sfornato a tempo scaduto dal cuore salentino Graziano Pellè. Che sia solo l’inizio.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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