NARDO’ – Majella: “Toro, sono il tuo Inzaghi”
«Quando scendo in campo penso solo a fare goal». Non potevamo aspettarci una musica diversa da uno come Rosario Majella. Finalizzatore puro, bomber implacabile, una manna dal cielo nel mercato di riparazione del Nardò.
Majella, classe '79, napoletano doc, vanta una carriera a spasso tra i campi di Serie D. Il goal gli scorre nel sangue: i numeri dicono uno ogni due partite, mica male. Per conferma chiedere ai tifosi di Isernia, Campobasso, Avellino e Angri.
E proprio dai grigiorossi campani il Toro lo preleva nel mese di dicembre. E poi? «Poi a Nardò ho trovato un ambiente fantastico che mi ha fatto sentire subito a mio agio».
Rosario, con la maglia granata è stato amore a prima vista: 6 gol in 8 partite, se l'aspettava?
«Avevo una gran voglia di riscatto. Dovevo raddrizzare una stagione nata storta ad Angri. Mi trovo benissimo e non posso che ringraziare tutti per l'accoglienza».
A proposito di Angri: senza il suo gol nel girone di andata, quando ancora militava con i grigiorossi (la partita finì 1-1), il Nardò probabilmente avrebbe due punti in più. Ci ha mai pensato?
«Scherzosamente sì (ride…). Sono un professionista, è il mio lavoro. Allora non avrei mai pensato che di lì a poco la situazione societaria sarebbe precipitata. Chi l'avrebbe immaginato un futuro a Nardò? E invece è stato proprio così».
Fra i tanti, quale pensa sia stato il più bello in maglia granata?
«Sono legato a tutte le mie marcature, ognuna ha un ricordo diverso: dalla più semplice alla più complicata. Ma se devo scegliere, per la piega che aveva assunto il match e per l'importanza del goal, dico quello con la Fortis Murgia».
Da napoletano conoscerà sicuramente bene le realtà campane. Pensa che l'Arzanese sia destinata a restare al comando ancora a lungo?
«Stanno facendo un gran campionato e non sono in vetta per caso. Se lo meritano. L'Arzanese, rispetto alle altre, è la squadra che ha mostrato più continuità di risultati. In ogni caso non credo che siano una corazzata, possiamo giocarcela anche con loro!»
Chi è il suo idolo? Vista la fame di goal azzarderemmo Inzaghi…
«Indovinato! Pippo è un calciatore straordinario. Si trova sempre al posto giusto nel momento giusto, sa dov'è la porta. Scende in campo come se dovesse segnare il primo goal in carriera, e in questo siamo uguali. Io, in Serie D, ho segnato 135 reti in circa 260 presenze. Ma una cosa è certa: non sono ancora sazio…»
L'Arzanese può contare sui panzer Montaperto e Carotenuto, Mortelliti e Niscemi stanno invece trascinando il Gaeta. Per combattere ci vogliono i cannonieri, e i tifosi granata possono stare tranquilli: ai goal del Toro ci pensano Montaldi e Majella.
