NARDÒ – Le rivincite di Menichelli: “Sono eroi, non ragazzini. Grazie speciale ai tifosi, anche a quelli assenti…”
Nel giro di pochi giorni si è ritrovato catapultato dalla juniores alla prima squadra. Al pari dei suoi ragazzi mister Menichelli era un esordiente nella categoria eppure ha saputo sovvertire ogni genere di pronostico, gettando il cuore oltre l’ostacolo e stoppando il Bisceglie sul risultato di 1-1. Un’impresa vera e propria. Ora per il tecnico di Leuca è tempo di togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “Li avevano chiamati ragazzini -esordisce in conferenza stampa- qualcuno parlava di baby. Quelli che magari non sono da appoggiare come qualcun altro aveva fatto capire. Quelli che andavano incontro al massacro contro la corazzata Bisceglie. I ragazzi invece hanno dato il 300% di quello che potevano dare. Solo giovedì intorno alle 15 abbiamo saputo di dover scendere in campo domenica, quando ero già pronto a dire ai ragazzi che forse il loro sogno non si sarebbe realizzato. Un grande ringraziamento prima di tutto a loro che non hanno mai mollato, dimostrando grandissima serietà, applicazione e impegno. Noi rispetto alla corazzata del Bisceglie eravamo dei dilettanti, nel vero senso della parola. C’è un pizzico di rammarico per non aver vinto, anche se prima del fischio d’inizio avrei messo la firma per un pari. Dopo il nostro vantaggio ci ho sperato veramente. Grazie di cuore a chi ha collaborato con me in questo mese, senza pretendere nulla in cambio”.
Elogi anche ai sostenitori granata accorsi sugli spalti: “Ringrazio il pubblico, tutti coloro che ci hanno incoraggiato. Grazie anche a chi non è voluto venire e che forse ha impedito a qualcun altro di venire. Noi, se il calcio è pulito, siamo con loro. Se invece ci stanno dei secondi scopi per buttare in aria tutto, allora ci avranno sempre contro. Che lo sappiano. Però noi siamo con loro. Noi abbiamo bisogno degli ultras. E non posso certo dire che, anche se i tifosi organizzati non erano presenti, l‘incoraggiamento sia mancato. Chi è venuto allo stadio ha avuto il coraggio di mettersi dalla parte del giusto, chi è rimasto fuori avrà avuto le sue buone motivazioni, però le spieghi in modo più chiaro”.
Poi mister Menichelli analizza le prestazioni dei singoli, con degli elogi particolari: “Passaseo ha messo tre belle toppe che nemmeno i calzolai professionisti, tre autentici miracoli. Antico ha rimediato una pallonata sul petto pur di intercettare un tiro, peccato che l’arbitro abbia concesso il rigore per fallo di mano. Il capitano è stato l’allenatore in campo. Prinari ha realizzato un gol strepitoso, nato da una bella ripartenza. Rizzo e Pati, due ’95, hanno delle potenzialità enormi. Mi hanno permesso di giocare con la difesa a tre”.
Un aneddoto accaduto a fine gara: “Lorusso mi ha detto -racconta il tecnico granata- che dovrei mandare i miei ragazzi a scuola, perché secondo lui dovrebbero imparare a comportarsi. A suo dire i miei hanno preso in giro i calciatori del Bisceglie. Dovrebbe invece imparare lui a dimostrare di essere un professionista”.
Menichelli analizza poi il problema del “Giovanni Paolo II”: “Per circa due mesi non avremo l’impianto perché inizieranno dei lavori di ristrutturazione. Fuori tempo, secondo me. Noi, inteso come juniores, sabato dovremo giocare in casa col Real Metapontino lontano da Nardò. La prima squadra fra quindici giorni non sa dove dovrà scendere in campo. Questo perché c’è ancora gente in questa città che invece di venire incontro alle esigenze, aggira i problemi e non li affronta”.
Sul futuro l’allenatore di Leuca ostenta ottimismo: “Immagino che se veramente il calcio a Nardò deve finire allora non saremmo scesi in campo col Bisceglie. Poi se ci chiederanno di giocare anche domenica saremo pronti. Spero che qualcuno abbia preso spunto dall’impegno dei ragazzi per ritrovare l’amore per il calcio. I neretini il calcio ce l’hanno nel sangue”.
“Ci sono in giro tantissimi calciatori liberi in giro -conclude Menichelli pensando a possibili rinforzi- gente che non viene a cercare la luna come stipendio. In altre parte d’Italia, nel campionato nazionale Dilettanti, c’è chi di giorno lavora, la sera si allena e la domenica gioca. Ed è gente che si accontenta di 400 euro al mese come rimborso spese. Qui invece qualcuno ha un po’ esagerato. Non è giusto pensare a rimborsi spese da avvocato. Se si vuole si può mettere in piedi una squadra competitiva con calciatori che vantano molte meno pretese economiche. E magari anche più cuore: perché poi quando qualcuno va via e va a giocare da qualche altra parte con tanta spontaneità, senza fare nomi, forse vicino al cuore ha il portafoglio e il conto corrente”.
Infine una simpatica stoccatina all’ex tecnico Sgobba: “Lui aveva pronosticato che la partita col Bisceglie non avrebbe dovuto avere storia? Lo saluto, spero faccia questo genere di previsioni ogni sabato…”.
