NARDO’ – De Giorgi, i cavalli del Toro. “Play-off? Ci giochiamo tutto”
Un'ala per il Toro. Detta così potrebbe sembrare uno stravolgimento delle leggi della natura, ma la frase rende bene l'idea. L'ala in questione, o meglio il terzino quanto a posizione, è Francesco De Giorgi. Vestitosi di granata in estate, fortemente voluto dal tecnico Maiuri che lo aveva già con sé a Grottaglie, De Giorgi si è seriamente candidato, a suon di corsa e tenacia, tra i migliori under della categoria, divenendo ben presto pedina fondamentale nel canonico 4-4-2 disegnato dall'allenatore milanese.
Francesco, nei play-off può succedere di tutto. Pomigliano, Nardò, Gaeta e Casarano: chi parte con i favori del pronostico?
«Hai detto benissimo: tutto può succedere, i play-off sono sempre imprevedibili. Certamente, qualora la classifica dovesse rimanere questa, il Pomigliano parte avvantaggiato. Se il campionato terminasse oggi noi andremmo ad affrontare il Gaeta. Non sono preoccupato, con i laziali non abbiamo mai perso. In questo momento noi dobbiamo sperare in un passo falso delle squadre che ci precedono, e ovviamente dobbiamo vincere le nostre partite».
Hai già avuto Maiuri la passata stagione a Grottaglie. Che rapporto c'è tra voi due?
«C'è grande feeling con il mister. Il rispetto, per me, è la cosa più importante».
Di recente Irace ti ha indicato come il calciatore più promettente, in prospettiva futura, del Nardò. Hai un sogno nel cassetto?
«I complimenti del capitano mi riempiono di orgoglio. Irace non è uno che parla a sproposito e per questo le sue parole valgono doppio. Il mio sogno nel cassetto è quello di arrivare in alto, giocare con i più grandi campioni. Ma ora devo concentrarmi sul presente granata: il primo obiettivo è centrare la premiazione con il Nardò».
Chi è il tuo modello?
«Non ho un idolo in particolare. Cerco di imparare molto da Maicon e Dani Alves, i migliori nel mio ruolo».
Hai dei soprannomi?
«Praticamente i miei compagni di squadra non mi chiamano mai col mio nome (sorride, ndr). L'anno scorso ero Winnie the Pooh, questo nomignolo lo conservo tuttora perché Cornacchia, che era con me a Grottaglie, ha contagiato tutti. C'è anche chi mi chiama Cavallo Pazzo».
Di sicuro, nonostante gli svariati nomignoli, Francesco De Giorgi sarà ben evidenziato nelle agendine dei talent scout. Magari, un giorno, l'ala destra riuscirà a spiccare il volo.
