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L’INTERVISTA – Parola agli esperti, parla Parabita (prep. atl. Arzachena): “Le tre prerogative per ritrovare una buona condizione…”

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta del mondo atletico e dei preparatori. Oggi voliamo in Sardegna, dove abbiamo raccolto le impressioni del preparatore atletico Christian Parabita, attualmente protagonista in Serie D con l’Arzachena (dal 2017), ma ex, tra le altre, di Nardò, Casarano, Grottaglie e Taranto e quindi vecchia conoscenza del panorama calcistico pugliese.

LAVORO CON LA SQUADRA – “Quello che stiamo attraversando è un momento molto difficilenon solo per l’Italia, ma ormai per tutto il mondo e ovviamente, in questi momenti, la priorità assoluta è rappresentata dalla salute e quindi conseguentemente dalla risoluzione di questo avversario invisibile che oggi non ci consente di vivere la quotidianità. Qui ad Arzachena, con l’avvento della nuova società guidata dal patron Volpi e dal direttore sportivo Fabrizio De Poli, si stava provando a costruire un percorso importante. Una volta subentrato questo problema legato al virus, in comune accordo con mister Giorico e tutto lo staff tecnico e dirigenziale, si è deciso di tracciare alcune linee guida da far seguire ai ragazzi, dando vita ad un mesociclo, con un lavoro di monitoraggio che veniva e viene tutt’ora effettuato la sera. I ragazzi che vivono ad Arzachena, hanno la fortuna di avere un po’ più di spazi a disposizione, considerando che molti di loro abitano in dei residence molto attivi durante la stagione estiva, che oggi quindi sono da considerarsi praticamente vuoti. Nella composizione del lavoro fisico, la priorità è rappresentata dal mantenere una buona base di fitness, provando a tenere alti anche i livelli di forza attraverso dei percorsi che già venivano utilizzati negli allenamenti quotidiani, il tutto con l’ausilio di alcuni attrezzi. Guardando l’attuale situazione, credo che sia abbastanza difficile ritornare in poco tempo alla vita quotidiana e soprattutto a quella di campo, ma ragionando in maniera positiva, è molto importante provare a tenersi quanto più attivi possibile, in maniera tale da non arrivare ad un lungo periodo di inattività. Assodato tutto ciò, credo che qualora si dovesse ritornare in campo, ci sia bisogno di almeno quindici giorni per poter ritrovare una discreta condizione atletica, utilizzando sempre tre prerogative fondamentali: semplicità, gradualità e buon senso“.

CONSIGLI PER LA VITA QUOTIDIANA – “Come già detto, l’errore più grande che si potrebbe commettere in questi giorni è quello di ricadere in un lungo periodo di inattività, quindi è fondamentale fare sempre qualcosa, provando a sfruttare al meglio gli spazi che si hanno a disposizione. Ovviamente chi può contare su attrezzi di cardio come cyclette oC. Paraboitam a tapis roulant, o chi può avere a disposizione alcuni spazi liberi, può comodamente svolgere anche alcuni lavori aerobici, altrimenti, ripeto, occorre adattarsi a ciò che si ha a disposizione, provando a sfruttarlo nel migliore dei modi. Ricordiamo sempre che ‘il muscolo ha memoria‘, quindi ora serve tenersi comunque attivi, in maniera tale da farsi trovare pronti quando occorrerà riavviare la macchina”.