NARDÒ – Bomber Molinari si è tolto un peso: “Vincere i playout era il minimo. Stagione sfortunata”

La punta argentina, a lungo infortunata così come tanti tra i suoi compagni, non parla di festa: "Più che altro abbiamo evitato il peggio. Purtroppo con tutte le assenze subite non era semplice fare meglio"

Foto: Hernan Molinari (©blunote)

La vittoria per 3-1 nel playout con il Gragnano ha fatto tirare un sospiro di sollievo al Nardò e ai suoi tifosi, che hanno potuto esultare per la salvezza. Tra i marcatori del match con i napoletani c’è stato anche Hernan Molinari, autore del primo e dell’ultimo gol del campionato granata. La punta argentina ha raccontato l’ultimo match e la stagione neretina in esclusiva ai nostri microfoni.

Dopo tanta la sofferenza, domenica scorsa è arrivata la festa grazie al successo sul Granano. Salvezza meritata?

“Eravamo costretti a vincere con il Gragnano, perché per noi era una beffa trovarci a giocarci la permanenza in questa categoria. Non eravamo squadra da playout, sicuramente nemmeno da primi tre posti, ma avremmo potuto tranquillamente lottare per gli spareggi promozione. Purtroppo oltre quindici giocatori hanno subito infortuni importanti, avevamo sempre almeno dieci assenti a gara e così è quasi impossibile giocare. Quando eravamo in tanti abbiamo dimostrato di potercela giocare con chiunque. E con il Gragnano, infatti, non c’è stata storia. Abbiamo dominato la gara non soffrendo mai. Però non parlerei di festeggiare, bensì di essersi tolti un peso”.

Con i campani in gol tre Mingiano, Cassato e Molinari, tre tra i più assenti quest’anno. Segno del destino?

“E’ quasi un segno del destino. Sia Mingiano che Cassano hanno subito due infortuni che li hanno a lungo tenuti fuori. Io poco dopo l’inizio del campionato sono andato ko, tornando a gennaio di fatto senza preparazione per il finale di torneo, vista la necessità di tornare subito. Gli infortuni sono stati decisivi per la nostra stagione, quantomeno siamo riusciti a raggiungere il minimo obiettivo, ovvero mantenere la Serie D”.

Ci sono delle colpe specifiche di qualcuno per questa stagione di grande sofferenza in casa granata?

“Mister Taurino è stato molto  sfortunato, e anzi va ringraziato perché i tanti punti fatti nel girone d’andata ci hanno consentito di arrivare in una situazione meno drammatica in questo periodo. Penso che il cambio di guida tecnica sia stato più dettato dal voler dare una svolta psicologica alla squadra, e mister Bitetto è stato bravissimo in questo. Non credo ci siano state colpe specifiche, poi è chiaro che quando le cose non vanno i primi colpevoli sono i calciatori che scendono in campo, è giusto così. Se devo segnalare un punto debole, forse il fatto di avere una squadra così giovane ci ha fatto pagare in termini di esperienza in alcuni momenti in cui saremmo potuti essere più smaliziati”.

Sul piano personale sei soddisfatto della stagione?

“Per me è stato un anno deludente. Potevo dare di più in termini di gol, non ho mai segnato così poco. Però l’infortunio purtroppo ha avuto un peso importante, per me come per tantissimi compagni che non hanno mostrato le loro qualità. In ogni caso sono felice di aver almeno evitato la retrocessione, e soprattutto di aver avuto a che fare con queste brave persone e con una piazza fantastica come Nardò. Grazie quindi ai tifosi, che ci hanno sostenuto così tanto”.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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