SERIE C – A Lecce fra astinenza dal gol e dossier sugli arbitraggi sfavorevoli: la Casertana di D’Angelo
Dopo aver pareggiato sul campo di una Fidelis Andria che vedeva nella fase offensiva il suo punto debole, il Lecce di Fabio Liverani si appresta ad ospitare, per il turno infrasettimanale in programma domani, un’altra compagine che non fa certo dell’efficacia in zona-gol la propria arma migliore. Si tratta della Casertana di Luca D’Angelo, formazione che sta attraversando un periodo sfortunato che la vede penultima a +1 proprio sull’Andria e tormentata dalle polemiche sugli arbitraggi. Verosimilmente, quella che scenderà in campo al Via del Mare sarà dunque una squadra campana arrabbiata e pronta a tutto per fare risultato, anche ad arroccarsi per novanta minuti e più a protezione del proprio portiere, come d’altronde avvenuto negli ultimi precedenti tra i due club nello stadio leccese.
La data della fondazione della Casertana Football Club è tradizionalmente fatta risalire al 1908, quando l’allora Robur disputava le proprie gare interne addirittura sul verde prato della famosa Reggia. I rossoblù sono ben presto divenuti un habitué della terza serie, che hanno abbandonato temporaneamente al rialzo solo per due sporadiche apparizioni in B, nel 1970-71 e nel 1991-92. Dopo la crisi che ha coinvolto il club da fine anni novanta ai primi Duemiladieci, i falchetti hanno fatto ritorno tra i pro nel 2013, e un anno più tardi hanno ritrovato il vecchio “nemico”, un Lecce che non affrontavano da oltre vent’anni. In totale si contano ben 44 incontri tra salentini e campani, con i primi che vantano 15 vittorie contro le 9 avversarie (ben 20 i pareggi). I giallorossi non battono però gli avversari di domani da ben tre anni (2-0 nel Salento con gol di Moscardelli e Doumbia), che al contrario hanno esultato nell’ultimo incrocio assoluto, avvenuto lo scorso inverno in Terra di Lavoro (1-0, Ciotola). In compenso, i rossoblù al Via del Mare non hanno mai vinto (14 successi locali e 8 “x”), sebbene le ultime due gare si siano concluse in parità con copione grossomodo simile: salentini all’attacco e ospiti in strenua difesa della propria porta con l’obiettivo di prenderle il meno possibile. Missione compiuta.
Anche il prossimo Lecce-Casertana si presenta come una gara dal copione già scritto, con una squadra, quella di Liverani, riversata in attacco e un’altra, quella di D’Angelo, pronta a resistere e ripartire per cercare di colpire a sorpresa. Un copione giustificabile, vista la classifica rossoblù, ben peggiore di quelle a cui si erano abituati nel recente passati i tifosi nella città della Reggia. Per tre anni di fila infatti i campani si sono costantemente mantenuti in zona playoff, conquistandoli in due stagioni in cui non sono mancate le velleità di vittoria del campionato. Ben altra storia nell’annata attuale, in cui il club del presidente D’Agostino ha optato per seguire il trend discendente delle ambizioni casertane allestendo una rosa il cui unico obiettivo è la salvezza diretta, e che solo con qualche altrui passo falso di troppo potrebbe ambire a bissare il nono posto-playoff di un anno fa.
Per il campionato attuale la società aveva puntato forte su un tecnico di qualità per la categoria come Cristiano Scazzola, e la partenza aveva fatto ben sperare. Alla seconda giornata, infatti, i rossoblù battevano di misura il quotato Catania, dando continuità all’importante risultato con un buon pari ad Andria nel turno seguente. Peccato che quelli siano rimasti poi gli unici quattro punti conquistati dalla gestione-Scazzola, esonerato dopo la sesta in favore di Luca D’Angelo. Il tecnico pescarese, reduce da due stagioni altalenanti con Fidelis Andria e Bassano, non ha poi fatto molto meglio del predecessore, raccogliendo un punto in più con una gara in più, una sola vittoria (un illusorio 0-3 a Cosenza) e una preoccupante astinenza offensiva. Le zero reti nelle ultime quattro partite (valse due pari a reti bianche con Fondi e Reggina) hanno fatto scivolare i campani al penultimo posto con annesso peggior attacco del torneo (sono 7 reti all’attivo; molto meglio la difesa, ferma a 12 reti incassate, quanto il Lecce). A complicare il clima attorno alla squadra ecco le contestazioni dei tifosi e quelle della società alle direzioni arbitrali, con annesso probabile dossier che il club potrebbe presto inoltrare in Lega.
Da questo momento difficile la Casertana proverà a uscirne puntando sulla qualità della rosa, non da primi posti ma nemmeno da ultimissimi. A difendere la porta c’è l’esperienza dell’ex Lecce Max Benassi, davanti al quale spiccano i nomi di Finizio, Forte, Polak e del “solito” Rainone, da anni leader della difesa rossoblù. A centrocampo chiavi in mano all’eterno Rajcic e ad un altro calciatore dal passato giallorosso, Ciccio De Rose, coadiuvati dal promettente Carriero e dall’esperto D’Anna. Un calciatore dal passato leccese anche in attacco: è Gianluca Turchetta, voglioso di riscatto dopo essere stato scartato da Rizzo e Meluso in favore in un mediano “over” in più. A lui e a Marotta è affidata la fantasia, ad Alfageme e a Padovan la ricerca di quella rete che manca da troppo tempo.
