SERIE A – Dalla miseria all’Atalanta passando per il Salento: la storia di Moustapha Cissè, match-winner al Dall’Ara
Diciassette minuti dopo l’esordio assoluto in Serie A, poche settimane dopo aver esordito nella Primavera dell’Atalanta (segnando tre gol in tre partite) e dopo aver militato nella Rinascita Refugees, una formazione multietnica composta da calciatori richiedenti asilo e ospiti degli Sprar gestiti da “Rinascita Cooperativa” di Copertino. È la storia di Moustapha Cissè, nativo della Guinea, classe 2003, attaccante.
Arrivato in Italia a 16 anni, orfano del padre, a caccia di speranze e di una vita normale, Cissè è stato uno dei perni della Rinascita, squadra attualmente in Seconda Categoria pugliese. Poi, un giorno, un osservatore dell’Atalanta si è accorto di lui, decidendo di concedergli l’opportunità di provare a cimentarsi col calcio professionistico. E Cissè coglie subito l’occasione.
Sabato, a Bologna, complici infortuni e indisponibilità, Gasperini decide di mandarlo in campo al posto di Muriel, quando mancava mezzora alla fine e il punteggio non si era ancora sbloccato. All’82’, Pasalic ll serve al limite dell’area felsinea. Stop col destro, sinistro di prima intenzione e palla nel sacco. L’Atalanta vincerà 1-0 a Bologna e, per Cissè, si apre un nuovo palcoscenico, decisamente diverso da quello a cui era stato abituato nei suoi primi 16 anni di vita. In bocca al lupo, Moustapha!.
(foto: l’esultanza di Cissè)
