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SERIE A – Cosa cambia nel pre e post-gara con l’emergenza Coronavirus

Una circolare della Lega di Serie A, datata 6 marzo, elenca le disposizioni generali per la disputa delle gare a porte chiuse per l’emergenza Coronavirus, dal momento del cerimoniale alle fasi successive alla partita. Ecco cosa cambia. Le società devono predisporre:

– un servizio medico sanitario di scanner per la rilevazione della temperatura agli ingressi dello stadio;

– un documento riassuntivo con le norme igienico-sanitarie adottate in ogni impianto;

un’autocertificazione in cui si attesta che i soggetti ammessi all’interno dell’impianto abbiano attivato le misure preventive di controllo;

Per ogni gara saranno ammessi, oltre allo staff arbitrale, tecnico e dirigenziale delle due squadre:

– personale tecnicoorganizzativo nel numero massimo di 100 unità;

– rappresentati della Procura federale, Lega, medici antidoping e della Commissione antidoping;

– addetti della Pubblica Sicurezza, steward, Vigili del Fuoco e operatori di Pronto Soccorso;

operatori tv e giornalisti delle sole emittenti titolari aventi diritti di trasmissione;

fotografi ufficiali e social media manager di entrambe le squadre;

giornalisti e fotografi autorizzati nel numero massimo di 50 unità; per gli operatori dell’informazione ci sarà un ingresso dedicato che non permetta la commistione coi tesserati; ognuno dovrà stare a distanza di almeno due metri dall’altro; gli altri fotografi eventualmente ammessi dovranno essere collocati o in tribuna stampa o in altro settore autorizzato;

– uso di auricolare monouso e di microfonoboomdirezionale per le interviste da parte degli operatori autorizzati titolari di diritti;

non ci saranno interviste all’arrivo dei pullman, né conferenza stampa post-gara,mixed zone, né interviste flash a bordo campo; i giornalisti sono invitati a lavorare dalle proprie postazioni in tribuna stampa;

– il Cerimoniale di gara non prevederà la presenza dei bambini; i calciatori non effettueranno il saluto; c’è da immaginare, benché non sia espressamente previsto, che i capitani e lo staff arbitrale non si saluteranno con la stretta di mano nel pre-gara.