[ESCLUSIVA SS] MAGLIE – Manco, un occhio alla ‘Toma’ e l’altro al futuro: “Salvezza vicina. E se la società…”
Nemmeno trent’anni, ma già una discreta esperienza nel mondo del calcio. L’allenatore (o, meglio, il preparatore atletico) della Toma Maglie, Cristian Manco, ha idee chiare e obiettivi ben precisi. E i numeri, almeno per il momento, sono con lui: da quando ha ereditato la guida della compagine giallorossa da Luigi Colagiorgio (qualche giorno prima di Natale), il giovane tecnico melissanese ha collezionato tre vittorie, due pareggi (ultimo in ordine di tempo, quello rocambolesco di San Giorgio Jonico di domenica scorsa) e due sole sconfitte, contro due delle big del girone B di Promozione: Leverano e Ostuni. La zona “rossa”, ora, è un po’ più lontana.
Manco si racconta, in esclusiva ai microfoni di SalentoSport, parlando del passato da calciatore, del presente da preparatore atletico e allenatore, guardando, soprattutto, al futuro. “Sono un giovane con la mentalità da ‘vecchio’ – ammette, scherzando ma non troppo – perché buona parte della mia vita l’ho trascorsa su un campo da calcio, assorbendo la mentalità da due professionisti del calibro di Antonio Calabro e Fabrizio Caracciolo, grazie ai quali mi sono ritrovato subito nel calcio che conta”.
L’attuale allenatore del Maglie, infatti, ha, nel suo curriculum, anche delle importanti esperienze, da calciatore (difensore centrale), nell’Eccellenza lucana (con la maglia del Ferrandina) e abruzzese (con il Montesilvano), oltre ad aver calcato i campi dilettantistici locali difendendo i colori del Taurisano e dell’Atletico Nardò, in Promozione. Poi, la “chiamata” al Casarano, come preparatore atletico e vice allenatore di Caracciolo (foto Stefanelli), dato che, durante la scorsa stagione, Calabro ancora era un calciatore. “Essere accanto a loro – aggiunge Manco – mi ha aiutato tantissimo perché entrambi hanno messo la loro esperienza al mio servizio. E per questo li ringrazio di cuore”. Oltre ai due ex casaranesi, e alla sua famiglia, Manco ha due ringraziamenti particolari per mister Salvatore Botrugno (“che è stato il mio padre calcistico”) e per il preparatore atletico Paolo Traficante, che fa parte dello staff di Checco Moriero (“gli auguro di cuore un buon corso da professionista, a Coverciano”).
Si passa all’esperienza sulla panchina giallorossa, in un ambiente che vive diverse vicissitudini, legate a qualche ritardo nel pagamento delle spettanze per i calciatori: “L’avere il doppio ruolo, di preparatore atletico e di allenatore – aggiunge l’ex vice di Caracciolo – facilita l’approccio con i miei ragazzi, ma il periodo che si sta vivendo qui a Maglie non permette all’intero ambiente di esprimersi come dovrebbe e potrebbe. La situazione, comunque, si dovrebbe risolvere nel giro di qualche giorno, anche per l’intervento del sindaco”.
Sul Leverano: “Quello fu un risultato un po’ bugiardo (3-0 per la squadra di Branà, ndr), anche perché pagammo l’espulsione di Di Santantonio”. Riguardo l’Ostuni, Manco afferma che “i nostri avversari non mi fecero una grandissima impressione, fummo puniti solo da due disattenzioni difensive”, mentre sulla Virtus Francavilla, l’ex calciatore del Taurisano osserva che “pur essendo la rivale più seria per il Casarano e avendo una squadra di un certo livello, la squadra non riesce ad ingranare nel modo giusto”. Su chi vincerà il campionato, invece, nessun dubbio: “Il Casarano, parlano i risultati. Non si vince mai esclusivamente sul campo, ma serve anche una perfetta organizzazione societaria e tecnica, come quella dei rossazzurri”.
Chiusura sul suo Maglie: “Non ci dovrebbero essere problemi per la salvezza – commenta Manco – fisicamente siamo cresciuti tantissimo, se la società ci darà la tranquillità necessaria, proveremo a toglierci qualche soddisfazione. La squadra non è da retrocessione. Chi tra i miei ragazzi si sta mettendo più in luce? Marco Cortese (foto), sta facendo grandi progressi sul campo ed è anche un ragazzo di sani principi a cui piace ascoltare”. E un auspicio: “Quello di affermarmi nel mondo del professionismo. Io ci provo: i sacrifici, il lavoro e la passione pagano sempre. O quasi”.
