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AVETRANA – Indirli: “Non crediamo ad un Maglie scarico, sottovalutarli sarebbe un grave errore”

Due partite per la storia, due partite per la gloria. Centottanta minuti che potrebbero sancire il trionfo dell’Avetrana, facendole toccare il punto più altro della sua storia calcistica. La buona notizia è che i biancorossi hanno in mano le sorti del proprio destino: basta vincerle tutte e due per mettersi in tasca il titolo. La brutta notizia è che nel campionato di Promozione non ti regala niente nessuno. E così bisognerà affrontare gli ultimi due match come se fossero delle finali, a partire da domani, quando gli uomini di mister Pellegrino andranno a fare visita a un Maglie che oramai non ha più nulla da dire ma che, come traspare dalle dichiarazioni della vigilia, non ha intenzione di congedarsi dal proprio pubblico con un sconfitta.

Sottolinea le difficoltà del match Francesco Indirli, il difensore ex Novoli giunto ad Avetrana a fine novembre, dopo essersi ripreso da un grave infortunio. “Quando una squadra scende in campo non vuole mai perdere o fare brutte figure. Non crediamo a un Maglie privo di motivazioni: mi aspetto una battaglia. Sottovalutare l’avversario sarebbe l’errore più grande. Per questo dobbiamo pensare alle due partite che ci restano come a una semifinale e a una finale di Champions. Non possiamo fallire l’obiettivo, ci giochiamo la storia di questa società”. Per il modo appassionato in cui ne parla, è come se difendesse quei colori da una vita. In realtà sono passati pochi mesi dal suo arrivo. “Quando mi lego ad una squadra, la sua maglia diventa per me una seconda pelle. E poi è sempre bello vincere dei campionati. Io so cosa si prova: la felicità ti resta addosso per mesi. Mi piacerebbe poter riprovare quella sensazione”.

Lo vuole lui, lo vogliono i suoi compagni, lo vuole la società, lo vuole una città intera. Una cavalcata straordinaria quella dell’Avetrana, forse al di sopra delle più rosse aspettative. Ma che cosa risponde Indirli a chi considera il Galatina più forte a livello di organico? “Io credo che siano i numeri quello che conta. E le statistiche dicono che siamo la miglior difesa e il quinto miglior attacco. Il Galatina ha una rosa di grande livello, ma bisogna analizzare le qualità tecniche dei singoli giocatori e io credo che i nostri non abbiano da invidiare niente a nessuno”. Dal singolo al gruppo. Un aggettivo per definire la squadra.Umile. Noi siamo come quelle squadre di serie A che pur essendo grandi giocano da piccole. Ecco, noi abbiamo affrontato ogni impegno sempre con quel piglio, come se fossimo stati una squadra che si doveva salvare. E questo ci ha spronati a mettere sempre quel qualcosa in più. La forza della squadra è nella forza del gruppo, un gruppo forte e coeso, scevro da cattiverie. E poi naturalmente tutto il resto lo hanno fatto la bravura del mister e la serietà della società.

Ma come si gestisce l’emozione di questi giorni?. “Abbiamo il giusto mix di tensione, convinzione e voglia di raggiungere l’obiettivo. La tensione, quando è positiva, aiuta ad affrontare meglio ogni incontro. Siamo carichi al punto giusto”.