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L’AVVERSARIO – Bassano, Seeber: “In campo non si vince col blasone”. Poi su Mosca e Perucchini…

Werner Seeber, direttore sportivo del Bassano, è convinto che i veneti possano giocarsi le proprie carte nel playoff contro il Lecce. “Se il blasone fosse decisivo per l’esito delle partite – dichiara – tra Lecce e Bassano non ci sarebbe storia, in quanto il club salentino vanta una tradizione di prim’ordine ed è una piazza che ha conosciuto per tanto tempo i fasti della Serie A. In campo, però, conta il presente ed in quest’ottica, pur nella consapevolezza di dovere affrontare una compagine di assoluta caratura per la Lega Pro, siamo convinti delle nostre qualità e decisi a giocarci bene le carte che abbiamo a disposizione”.

Seeber ricorda di avere avuto, nel corso della sua carriera dirigenziale, due calciatori che attualmente militano nel Lecce: “Uno è Davide Moscardelli. Nel 2003 l’ho portato io alla Triestina dalla Sangiovannese. Da lì l’attaccante romano ha iniziato la scalata che lo ha portato sino alla Serie A. Ha 36 anni, ma è sempre un calciatore importante. L’altro è Filippo Perucchini e faceva parte dell’organico del Lecco, in C2, nel 2011/12. Era agli inizi e giocò poco. Ora è diventato un portiere capace di dare sicurezza. Ma tutti gli atleti in forza alla società salentina sono di primo piano. Sappiamo, quindi, di essere attesi da un match difficile, ma non sarà facile nemmeno – conclude Seeber – per i nostri rivali”.