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foto: M. Calabuig

RACALE – Chiuso il biennio con Calabuig: “Percorso emozionante e positivo sia umanamente che calcisticamente”

Matias Calabuig e l’Atletico Racale si salutano. Il tecnico argentino, ormai anche italiano a tutti gli effetti, lascia la panchina dell’Atletico dopo due buone stagioni di Eccellenza: la prima chiusa con un terzo posto nel girone B, dietro Ugento e Manduria; quest’anno, con una salvezza arrivata a bocce ferme dopo la penalizzazione del Manduria e un 13esimo posto finale nel girone unico.

Dopo due anni a Racale, finisce la tua esperienza alla guida dell’Atletico Qual è il tuo giudizio del biennio trascorso da allenatore dei biancazzurri?

“Sono state due stagioni molto positive, sia dal punto di vista calcistico, sia umano. Siamo riusciti a costruire un gruppo di lavoro importante, a trasmettere un certo tipo di mentalità, certo sempre coi nostri pregi e i nostri difetti. Devo dire che ci siamo tolte le nostre soddisfazioni, molte volte andando oltre le aspettative”. 

Decisione consensuale quella di separarsi dal Racale?

“Sì, decisione consensuale. Settimana scorsa ho incontrato il presidente Cimino, il nostro è sempre stato un rapporto molto sincero e diretto e abbiamo deciso di concludere questo ciclo. L’ho ringraziato per tutto, per avermi dato l’opportunità e la fiducia in questi due anni, mettendoci sempre nelle condizioni di lavorare bene”. 

Che ricordi ti rimarranno di questo biennio? Come si lavora a Racale?

“Mi porterò tantissimi ricordi. È stato un percorso ricco di emozioni e di sacrifici, adattandoci alle difficoltà. Lavorando con umiltà siamo riusciti a costruire un ambiente armonico e sereno. Vero che c’era tanto duro lavoro e responsabilità ma c’era anche divertimento e per una squadra giovane come la nostra, questo è stato fondamentale. Abbiamo collaborato bene anche col settore giovanile”. 

Hai dei messaggi o dei saluti da mandare a qualcuno della società, ai dirigenti o a qualche calciatore?

“Parto ringraziando il presidente che ci ha messo sempre nelle condizioni di lavorare bene; il direttore sportivo Gianni Inguscio, senza di lui questo percorso non sarebbe stato possibile. E ancora, il direttore generale Cesare Caputo, sempre attento e molto disponibile; tutti i dirigenti, i collaboratori, sino ad arrivare al magazziniere, il mitico Gigi Astore. Voglio ringraziare soprattutto chi lavora dietro le quinte e lo fa per pura passione. In queste dimensioni si fa di tutto per farti sentire parte di questa famiglia. Per il resto, i ringraziamenti li ho fatti di persona: al mio staff e ai calciatori per la professionalità e l’impegno che hanno dimostrato, e anche per la pazienza. Nella nostra dimensione, a loro si chiede di dare sempre il massimo, da questo punto di vista sono un martello. Per ultimo ringrazio particolarmente la mia famiglia per il sostegno, per essermi stato accanto e anche sopportato nei momenti di difficoltà”. 

Quali saranno ora i tuoi programmi? Ci sono delle trattative in corso con qualche società? Rimarrai comunque qui nel Salento o sei disposto anche a spostarti altrove?

“C’è stata qualche telefonata d’interessamento. Al di là delle categorie che saranno, cercherò di valutare soprattutto il progetto, vedremo cosa succederà”.