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ECCELLENZA – Pignataro, una rovesciata da raccontare: “Da subentrato, infortunato e all’ultimo respiro”. Per il titolo: “Punto sul Corato, ma…”

Domenica è risultato decisivo nel match con l’Otranto. Un gol in rovesciata, al 90’, che ha regalato tre punti pesanti al Barletta. Antonio Pignataro di colpi nel repertorio ha dimostrato di averne tanti. Ma quello di domenica scorsa assume un gusto particolare. “È sicuramente uno dei più belli della mia carriera – osserva l’attaccante brindisino -. “Ma vorrei soprattutto sottolinearne l’importanza: l’ho fatto da subentrato, da infortunato e all’ultimo respiro. Con l’Otranto non dovevo neanche essere in panchina. È un gol che arriva a esorcizzare un momento delicato, per me e per la squadra. Per questo assume un significato particolare”.

Un’annata travagliata, a causa soprattutto di un infortunio, la frattura del quinto metatarso. Una roba rognosa, da correggere con l’intervento chirurgico. “Praticamente da dopo Corato ho fatto solo terapie, senza potermi allenare come si deve. Ma non mi abbatto, tornerò più forte di prima”. Nove gol in dodici presenze restano comunque una media molto alta. E potevano essere anche di più, senza i due rigori falliti. Ma tant’è. C’è da pensare a salvare la stagione. Un piazzamento playoff molto difficile, ma aritmeticamente ancora possibile. “Rispetto ai programmi iniziali stiamo a zero. In questo girone di ritorno abbiamo sicuramente migliorato la media punti, tuttavia, nel complesso, abbiamo raccolto troppo poco. Adesso dobbiamo pensare a vincerle tutte, senza fare troppi calcoli sul cammino delle altre. Dobbiamo essere concentrati solo su noi stessi, consci di avere grandi potenzialità. A patto di recuperare gli infortunati”.

Già, gli infortuni. Una delle componenti che maggiormente ha caratterizzato l’annata dei biancorossi. “Abbiamo una rosa competitiva, fatta di ragazzi che ci mettono l’anima, ma fare i conti, ogni domenica, con 5-6 assenze, è mortificante oltre che penalizzante. Pensiamo che il mister non ha mai potuto schierare il tridente titolare”. E che tridente. Da sogno. Con Varsi e Pignataro a dare manforte a quello che l’anno scorso è stato il vice capocannoniere del campionato, con 20 marcature. Nel prossimo turno il Barletta andrà a fare visita alla Deghi. È una formazione da trasferta quella biancorossa. Sui trentuno punti totali, diciotto sono arrivati lontano da casa. Ma perché questo scarso feeling con il “Manzi Chiapulin”? “Il terreno di gioco è molto ridotto, per cui si fa fatica a trovare gli spazi contro le squadre che si chiudono. Inoltre è molto facile andare in contro ad infortuni”.

Incerta è lotta playoff, che potrebbero anche non disputarsi per la famosa regola dei sette punti, incerta è lotta al titolo. Chi vede favorita Antonio Pignataro? “A livello di rosa il Corato non ha rivali. Credo che alla lunga la spunterà la formazione neroverde, anche se il Molfetta dispone di una gran bella squadra, con calciatori di categoria”.

L’anno scorso con le sue reti ha spinto il Brindisi verso la Serie D, seppur non dalla porta principale. Quella è toccata al Casarano, vincitore del campionato. Antonio Pignataro ha indossato entrambe le casacche. “Pur tra mille difficoltà, il Brindisi sta disputando un campionato di grande dignità. Per quanto riguarda il Casarano, forse si aspettava qualcosa in più, ma quest’anno il girone è estremamente competitivo”. Adesso sono il bianco e il rosso la sua seconda pelle. “A Barletta mi trovo benissimo. Spero di poterci togliere delle soddisfazioni. Dal canto mio prometto di metterci sempre il cuore”.