NARDÒ – Tundo riparte dal Toro: “Qui si respira calcio vero. Pronto per i playoff nazionali”
La scalata verso il professionismo, la rottura del crociato, il baratro. Una parabola discendente che avrebbe abbattuto chiunque. Ma non lui, Alberto Tundo, tenace a crearsi quegli spazi, proprio come faceva e farà in campo, per tornare a sentirsi un calciatore vero. Una carriera, quella del classe ’93, che lo ha visto salire alle luci della ribalta sin da subito, fulgido talento già nei settori giovanili, nei quali brillava, di Lecce, Taranto e Gallipoli. Poi le esperienze, ricche di successi e vissute da protagonista sulla fascia mancina di difesa, egregiamente ricoperta tanto in fase difensiva che di spinta, in Lega Pro (con Brindisi, Aprilia e Martina Franca) e Serie D (con lo stesso Martina, Bisceglie e Real Metapontino). Nel mezzo anche una breve ma prestigiosa parentesi a Siena.
Poi, appunto, la rottura del crociato del ginocchio sinistro e l’attuale stagione, inevitabilmente, compromessa ancor prima che potesse avere inizio. «Non potevo aggregarmi ad alcuna squadra – ricorda Tundo, galatonese doc – ho subito l’operazione e ho intrapreso il percorso riabilitativo lavorando da solo. Sono stati momenti duri: mi mancava il campo, la vita nello spogliatoio, il calore dei compagni di squadra».
Ma dal tunnel, in fondo, filtravano sprazzi di luce. «Nel mese di marzo il ginocchio rispondeva bene. Decisi quindi, di mia spontanea volontà, di chiedere al Nardò di potermi aggregare alla squadra. Senza alcuna pretesa. Poi, in ottica playoff nazionali magnificamente conquistati dai ragazzi, il tecnico Nicola Ragno ha richiesto il mio contributo. E, ovviamente, ho accettato senza remore. Qui si respira calcio vero, la piazza è eccezionale e il progetto attraente». Come a dire: Toro, sono pronto. La “Frecciarossa” della corsia mancina è tornata macinare chilometri. Scusate il ritardo.
