[ESCLUSIVA SS] GALLIPOLI – Sportillo: “Domenica abbiamo dato un segnale forte. Vi spiego quali sono i motivi della nostra forza…”

sportillo (passeri)

Foto: P. Sportillo (©Passeri)

In campo un leone, autentico leader e uomo spogliatoio, Pietro Sportillo sta vivendo una stagione ad altissimo livello con la maglia giallorossa. Domenica, a coronare l’ennesima prestazione superba, il secondo gol messo a segno nel torneo, con l’urlo di tre punti che sembravano ormai acquisiti, strozzato in gola dalla capocciata al fotofinish di Cioffi. Il numero 5 del Gallo racconta le sue sensazioni, la stagione e il Gallipoli in un’intervista esclusiva per Salentosport.

Pietro, a distanza di diverse ore dal fischio finale della gara di Terlizzi, quanto è ancora grande il rammarico per il gol beffa nel finale? “Tanto, comunque tutti pensavamo ormai di avercela fatta a tornare a casa con i tre punti. Si è trattato di una vera e propria beffa: non è però la prima volta che capita quest’anno e ciò deve far riflettere. Forse dobbiamo migliorare negli ultimi minuti, e se diamo il cento per cento dobbiamo arrivare a dare il centodieci”.

Nonostante tantissime assenze, resta comunque la prestazione importante: è un ulteriore passo avanti nella consapevolezza della propria forza da parte della squadra? “Sicuramente. Faccio alcune considerazioni: non abbiamo praticamente mai avuto Puglia e Tarantino, fuori dall’inizio della stagione; Aragao è stato out per quasi tre mesi, in più a Terlizzi abbiamo dovuto fare a meno di Presicce, Alessandrì e Savino. Domenica abbiamo dato segnale fortissimo di crescita della squadra, giocando senza timori in casa di un avversario costruito per vincere”.

Finora sei stato il calciatore più utilizzato, sempre presente, rendimento elevatissimo e ben tre gol tra campionato e coppa. Possiamo parlare di una seconda giovinezza per Sportillo? “Giocando insieme tanti giovani sicuro (ride, ndr): senza che me ne vogliano gli altri, ma un ragazzo che ho preso particolarmente in simpatia è Solidoro; ha diciassette anni, potrei essere suo padre. A parte scherzi, spero di continuare così, restando sempre a disposizione del mister. Sono contento per l’annata e felice ed orgoglioso di giocare con questo gruppo e per questa società”.

Dopo il gol domenica hai corso, per festeggiare, puntando l’indice, verso il settore ospiti: era una dedica particolare? “Si, peri tifosi e per tutti quelli che fanno parte di questo gruppo Gallipoli, chi ne ha a cuore le sorti. Il gol è nostro, di tutti quanti. Mi spiego meglio: chi era squalificato o infortunato ha seguito comunque la squadra, eravamo tutti presenti e questo è un segnale di grande attaccamento. E ovviamente anche a tutti i nostri tifosi che ci seguono dappertutto”.

A Vieste quel 4 a 1 fu la prima vera uscita del Gallipoli targato Calabro, esattamente un girone dopo cosa è cambiato? “A Vieste effettivamente è stato l’inizio dell’impronta di Calabro. Giocammo a calcio come voleva il mister, anche se il ricordo che ho di quella partita è dell’infortunio di Vito (Tarantino, ndr). A distanza di un girone posso dire che il Gallipoli si è consolidato nel gioco e nell’autostima: va dato merito al mister per quello che è riuscito a fare. Ora siamo una squadra matura, che, al di la del risultato, perché si può vincere o perdere, sa sempre cosa fare in campo, in tutte e due le fasi di gioco, e riesce a metterlo in pratica contro qualsiasi avversario. Questa è la nostra forza”.

Luigi ALEMANNO
Giornalista pubblicista dal 2011, vicedirettore di SalentoSport.net. Responsabile della redazione sportiva di Teleonda dal 2009 al 2012, corrispondente per Piazzasalento dal Comune di Gallipoli dal 2012 al 2014, responsabile della comunicazione per la S.S.D. Gallipoli Football 1909 Srl dal 2012 al 2015.

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