ARADEO – Politi: “Non ho rimpianti né sensi di colpa. Mai smesso di lottare…”

"Voglio salutare i dirigenti e tutti i componenti dello staff tecnico, sempre vicini e premurosi con la squadra. E poi non posso non pensare ai ragazzi, che hanno reso possibile questa fantastica avventura"

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Foto: Politi con De Paolis

“Quando si smette di fare qualcosa ci si spegne un po’”. Sono affidate a questo pensiero le emozioni di Gianluca Politi all’indomani dell’esonero. La disfatta di Bisceglie è costata la panchina al tecnico della promozione in Eccellenza. “In queste situazioni si rimane delusi perché si tiene moltissimo alla causa e perché si vorrebbe arrivare fino alla fine e credo che la delusione sia un sentimento importante – sottolinea Politi -. “Quello che la squadra mi ha dato in questi due anni nessuno me lo può togliere”.

La straordinaria cavalcata verso il massimo torneo regionale, poi una stagione mai decollata. “Speravamo in qualche risultato in più. Sicuramente avremmo potuto fare di più anche noi, ma si è succeduta una serie di fattori contrari che hanno caratterizzato una stagione nata storta. Nonostante le sconfitte, il gruppo è rimasto coeso. Era forte la convinzione che di lì a poco le cose si sarebbero sistemate”.

Otto punti in quattordici giornate hanno rappresentato un bottino troppo misero per non indurre la società a cambiare la guida tecnica. D’altra parte, quando i risultati non arrivano, l’allenatore diventa il parafulmine giusto. “Ringrazio la società per avermi scelto per un progetto così ambizioso, ma è anche giusto che la società ti mandi a casa se lo ritiene opportuno. Non ho rimpianti o sensi di colpa, non ho mai smesso di lottare, ho lavorato ventiquattro ore su ventiquattro, fino all’ultimo istante. Il calcio funziona così”.

Due anni, comunque, da conservare nei cassetti della memoria. “Voglio salutare i dirigenti e tutti i componenti dello staff tecnico, sempre vicini e premurosi con la squadra. E poi non posso non pensare ai ragazzi, che hanno reso possibile questa fantastica avventura. Mi porto via ricordi indelebili. Faccio l’in bocca al lupo per la salvezza, mi sarebbe piaciuto conquistarla insieme a loro”. E infine una precisazione. “Avrei voluto restare in silenzio, ma ritenevo doveroso ringraziare la società. Esco di scena tranquillo, ho mantenuto il basso profilo nei momenti più esaltanti, è giusto mantenerlo anche adesso”.

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