LEGGI & TIFOSI – E’ nato l’albo degli striscioni. “Celo… celo… manca…”

Celo, celo, questo me lo faccio dare da un mio amico che ha il doppione, manca… celo, manca”. È nato l’albo degli striscioni. La decisione, della quale se ne sentiva l’assoluta e impellente necessità, è stata presa nelle scorse ore dall’Osservatorio del Ministero degli Interni. La ratio legis è ammirevole: sveltire le laocontiche pratiche burocratiche che un tifoso (o un gruppo organizzato) doveva seguire per poter ottenere l’autorizzazione dalla competente questura.

E i problemi erano non da poco: pensa ad uno slogan, magari accattivante per non cadere nel banale, poi procurati le materie prime ed un luogo adatto dove poter lavorare in santa pace, senza essere scambiati per pericolosi anarchici insurrezionalisti. Fatto? Fatto! Step successivo: fare una foto al testo dello striscione (…) e/o mandarlo via fax (…) agli organi preposti a rilasciare l’autorizzazione. Fatto? Fatto! Attendere prego. Magari, ore, giorni e settimane (l’Italia, si sa, non eccelle in velocità organizzativa/burocratica…). Arrivata l’autorizzazione? Bene. Ora è tempo di esporlo allo stadio.

Trasportalo, arrotolalo, trova i supporti di sostegno… e poi: arriva all’ingresso, srotolalo, stendilo per terra (se piove? Beh pazienza…) attendi che l’occhio burbero dell’addetto preposto controlli, fax alla mano, la perfetta identità tra il testo su carta e quello su tela. Fatto? Bene, Il meno è fatto! (Vabbè, nel frattempo, magari, la partita è già iniziata ma la legge è legge…).

Dopo tutta sta fatica, lo striscione te lo vuoi tenere nascosto? Nemmeno per sogno. Trova lo spazio, chiedi permesso, sistemalo, stendillo, litiga magari con chi è dietro lo striscione e smoccola perché non ci vede nulla, controlla che sia tutto ok… fatto? Bene. Magari, nel caso da striscioni da ringhiera/balaustra, assicurati che una folata di vento non se lo porti via, trova i “fermi”, cerca di farti largo tra i tanti tifosi che fremono perché la partita sta per iniziare o è già iniziata. Una volta superati tutti questi ostacoli, lo striscione può essere issato. E se c’è un errore di ortografia? O lo slogan non è accattivante e ha fatto flop? Ah beh, allora ricomincia il gioco dell’oca e l’albo del Viminale si arricchirà di un nuovo striscione. E sarà di nuovo “celo… celo… manca… celo… manca…”.

Marco MONTAGNA
Giornalista pubblicista dal 2012, fondatore e direttore responsabile di SalentoSport, collaboratore di Tuttomercatoweb dal 2009, corrispondente per Piazzasalento dai Comuni di Melissano, Racale e Alliste dal 2011 al 2017, collaboratore per la redazione sportiva del Nuovo Quotidiano di Puglia dal 2015.

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