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CRONACA – Aggredirono giovane arbitro in Cavallino-Cutrofiano del 2014, arriva una doppia condanna

Si è chiuso con una doppia condanna il processo a carico di Massimiliano Lo Deserto e Ivan Franco, ex calciatore e tifoso del Cavallino, per l’aggressione di cui si resero responsabili ai danni dell’arbitro Luigi Rosato durante la partita Atletico Cavallino-Cutrofiano del 26 ottobre 2014, campionato di Seconda Categoria leccese. Proviamo a rinfrescare i fatti.

In quella gara, l’arbitro decretò un calcio di rigore a favore degli ospiti al 35′ del secondo tempo, scatenando le ire di vari giocatori del Cavallino tra cui quelle di Lo Deserto. Quest’ultimo colpì con un pugno al volto l’arbitro, che, a sua volta, fischiò la fine anticipata dell’incontro per impossibilità fisica a proseguire, recandosi presso gli spogliatoi per le cure mediche. L’ingresso negli spogliatoi, poi, gli fu impedito, secondo la ricostruzione del Giudice sportivo dell’epoca, da un dirigente del Cavallino, Gerardo Monittola, che non gli consegnò le chiavi d’accesso, permettendo l’arrivo del tifoso del Cavallino che lo colpì con calci e pugni. Solo dopo, il suddetto dirigente aprì lo spogliatoio all’arbitro, senza, peraltro, consegnargli le chiavi. Rosato fu poi costretto alle cure del Pronto Soccorso da cui fu dimesso con una prognosi di 21 giorni.

Fece molto discutere, poi, l’intervista a Sololecce.it dell’ex presidente del Cavallino, Rosario Fina (QUI), secondo il quale “due schiaffi sarebbero stati pochi” e che “se fosse capitato fra le mie mani l’avrei ammazzato“. Per queste parole, Fina fu inibito a vita dal Tribunale federale territoriale. Tali dichiarazioni, poi, vennero “stemperate” dallo stesso Fina che parlò di “un’intervista fatta per sdrammatizzare, finita per sbaglio sulla pagina Facebook della società“, aggiungendo che “non ammazzerei mai nessuno, figuriamoci un ragazzo di 17 anni“. Fina si dimise da ogni incarico subito dopo, prima di essere colpito da Daspo insieme al calciatore Lo Deserto e al tifoso Franco. Il Giudice sportivo, poi, sancì la sconfitta a tavolino per il Cavallino, la squalifica di 5 anni con preclusione definitiva per Lo Deserto e Monittola e un’ammenda di 2.500 alla società, con squalifica del campo sino a tutto il 30 giugno 2015.

La sentenza decisa dal Tribunale di Lecce negli scorsi giorni – riporta il Corriere Salentino – ha stabilito la condanna per Lo Deserto e per Franco, rispettivamente, alla pena di nove mesi e un anno di reclusione. Entrambi, poi, dovranno risarcire l’arbitro, per lesioni aggravate in concorso, la somma di 6.500 euro che l’ormai ex fischietto devolverà, al netto delle spese, in beneficienza.