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VOLLEY – Dai Falchi al tetto del mondo. Intervista con Massimo Colaci

L’intervista è a cura di Tiziano Esposito, Falchi Ugento

Di nuovo campioni del mondo. La Trentino BetClic conferma il titolo iridato che già deteneva da tredici mesi a questa parte superando nella finale del Mondiale per Club 2010 il PGE Skra Belchatow (3-1) nella finale di Dubai in Qatar disputata il 21 dicembre 2010. Vi chiederete cosa centra con Ugento? La notizia che più interessa a noi cittadini, oltre che a complimentarsi con la società trentina, è la presenza in questa squadra di un nostro concittadino, Massimo Colaci, cresciuto nelle giovanili dei Falchi e approdato nei campionati che contano sempre qui alla corte di Maurizio De Giorgi. Sono momenti che scrivono la storia di un paese, di una società che con tanto orgoglio ringraziano chiunque, in questo caso Colaci, porti in alto i nostri colori, le nostre origini e la nostra città.

Massimo Colaci ha raggiunto tutto questo grazie alla sua grande tenacia, umiltà e spirito di sacrificio. Valori fondamentali nello sport di squadra come la pallavolo. Come sempre ha dimostrato la sua disponibilità appena è stato contattato per rilasciarmi un’intervista e per questo lo ringrazio a nome di tutta la comunità.

Caro Massimo come ci si sente dopo tanti anni di duro lavoro essere sul tetto del mondo?
È una sensazione bellissima. Diventare campione del mondo è il sogno di qualsiasi atleta ma solo in pochi hanno questo privilegio e io fortunatamente posso dire di averlo realizzato. È difficile spiegare a parole quello che si prova.

Appena è caduta la palla del 4° set che significava campioni del mondo. Come ti sei sentito, che emozioni hai provato? A chi dedichi questo successo?
Una gioia incredibile perché quel venticinquesimo punto sembrava non arrivare mai. Inoltre prima c’erano stata 4 azioni lunghe e importanti vinte da noi che ci avevano caricato ancora di più e quindi caduta l’ultima palla abbiamo scaricato tutta la tensione nell’esultanza. Di scuro dedico questa vittoria alla mia famiglia,a tutti gli amici di sempre e in particolare a mio nonno che non c’è più da un anno ormai ma che sarebbe stato contentissimo di questa vittoria.

Ora quali saranno le tue ambizioni personali?
In questo momento sicuramente quello di giocare il più possibile in questa squadra, perché è un piacere starci, migliorare ancora sotto il profilo tecnico e possibilmente continuare a vincere perché la nostra è una squadra che lotta su tutti i fronti e può ancora ambire a tantissimi trofei.

Obiettivo nazionale?
La nazionale è una grande obiettivo per me,non so se mai riuscirò a raggiungerlo per ora l’ho solo sfiorato andando in ritiro un paio di anni fa. Credo che Trento possa essere un trampolino di lancio anche per la nazionale ma non sarà facile perché davanti a me ci sono grandi giocatori,vedremo, io ci spero e lavorerò anche per questo.

Porti sempre con te le origini e i ricordi della tua crescita sportiva di Ugento?
Sempre!!! Io devo tanto ad Ugento e a tutti quelli che mi hanno permesso di crescere e fare esperienza in campo, come Maurizio De Giorgi, Franchino Ozza, Alfredo Stea, Sirio Nicolazzo, il mio personale presidente Maurizio Amante e naturalmente e soprattutto tutta la mia famiglia che mi è sempre stata vicina. Poi, io faccio sempre il tifo per i falchi e spero che possano ritornare in alto.

Un pensiero sui Falchi, primi in classifica che riprenderanno il campionato il 9 gennaio proprio contro lo Squinzano, 2° in classifica a -1. E chiudendo fai un saluto ai lettori.
Seguo sempre i falchi e sono contento per come stiano andando quest’anno. Secondo me la squadra è molto forte e può puntare alla promozione anche diretta ma non sarà facile perché ci sono altre squadre attrezzate. Con lo Squinzano, alla ripresa sarà una partita importante ma non ancora decisiva perché il campionato è ancora lungo. Approfitto per fare gli a auguri di un sereno Natale e felice anno nuovo a tutti i lettori e ai tifosi dei Falchi e chiedo loro di stare vicino alla squadra soprattutto nei momenti di difficoltà, che spero siano pochi, ma che nell’arco di una stagione possono capitare.