VOLLEY – Colaci, il libero di Ugento che rivuole il tetto d’Europa: “Il Salento è una scuola di pallavolo”

Il titolare della Nazionale gioca per Perugia: "Dopo Scudetto e Coppe nazionali non ci nascondiamo: vogliamo la Champions"

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Foto: Massimo Colaci

Pur rappresentando da ormai dieci anni il top a livello mondiale nel suo ruolo, Massimo Colaci non ha mai dimenticato le sue origini. Libero classe 1985, attualmente in forza ai Campioni d’Italia in carica della Sir Safety Perugia e da cinque stagioni titolare della Nazionale azzurra, si è raccontato nel corso della trasmissione radiofonica sportiva 99° Minuto, ponendo l’accento sulla qualità che c’è nelle scuole di pallavolo salentine in generale e in particolare circa i fondamentali di difesa e ricezione.

Colaci ha spiccato il volo nella società della sua cittadina d’origine, Ugento: “Al mio paese e al club che mi ha lanciato sono molto legato. La Falchi Ugento rappresenta un punto di riferimento della pallavolo salentina e lo è stata in passato anche a livello nazionale, concentrandosi poi sull’insegnamento del volley e il lancio di giovani talenti, cosa che fa tutt’ora. Da noi c’è una gran fame di questo sport e ci sono maestri e scuole importanti, come si vede dagli ottimi risultati che al netto della differenza di investimenti economici con il nord i club salentini stanno ottenendo. La direzione è quella giusta e si può fare molto molto bene. In particolare non è un caso che tantissimi liberi come me provengono dalla Provincia di Lecce, vedi Rizzo, De Pandis, altri che si misurano nei campionati nazionali inferiori e colui che è stato il più grande di tutti, Mirko Corsano. Da noi si fa un gran lavoro tecnico sui fondamentali di difesa e ricezione, e i risultati si vedono. Certo, su ciò influisce il fatto che non cresca molta gente di due metri, ma il lavoro che c’è dietro allo sviluppo di determinate abilità resta straordinario, tra i migliori d’Italia”.

Il presente del libero salentino si chiama Perugia: “Lo scorso anno sono arrivato in una società seria, ambiziosa ed attrezzata, ed abbiamo vinto subito lo Scudetto. Quest’anno credo il livello si sia alzato ulteriormente, come dimostra anche la finale del Mondiale per Club vinta da Trento contro Civitanova, dunque per noi non sarà facile. Però non ci nascondiamo, vogliamo confermare il titolo nazionale e puntiamo anche alla Champions. Magari non siamo i favoriti perché ci sono avversari del calibro dello Zenit Kazan, delle stesse Modena e Civitanova e delle polacche, ma abbiamo le carte in regola per provarci”.

Una battuta anche sulle nazionali maschile e femminile, reduci da due Mondiali che avrebbero potuto anche consegnare un doppio successo: “Per quanto ci riguarda, noi avremmo potuto e dovuto raccogliere qualcosa in più dalla rassegna iridata. C’è delusione non solo perché i Mondiali si svolgevano in Italia, ma anche perché ci stavamo esprimendo alla grande. Poi è arrivato quel black-out con la Serbia, ed è bastata una brutta prova per compromettere il nostro cammino. Non credo fossimo inferiori né ai serbi né alla Polonia campione che tra l’altro abbiamo battuto. Forse solo Russia e Stati Uniti avevano un gruppo sulla carta più forte, ma nemmeno loro sono andati benissimo. Sulle ragazze nulla da dire. Sono state quasi perfette, e l’unico peccato sono stati i punti finali del tie-break con la Serbia che ha deciso primo e secondo posto. Nel loro caso affrontavano secondo me una Nazionale più forte per fisico ed esperienza, dunque sono state bravissime. In futuro sia noi sia loro abbiamo margine per fare molto bene”.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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