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foto: M. Mecacci
ph: M. Orsini

BASKET A2/m – Nardò, l’avventura in A2 finisce in gara 4. Mecacci: “Amareggiato, non disperdere questo patrimonio”

Finisce in gara 4 playout l’avventura dell’HDL Nardò Basket in Serie A2. La sconfitta casalinga (73-82) subita per mano di Cremona ha ufficializzato la retrocessione del club granata in Serie B.

Le parole di coach Matteo Mecacci“Servirebbe un’analisi molto lunga – spiega – ma in questo momento non credo sia utile. Ora è il momento del dolore, il momento del silenzio, il momento dello stringersi intorno a questa società, che comunque dopo traguardi importanti purtroppo oggi conosce la retrocessione in B Nazionale. Ovviamente, oltre al rammarico, c’è da chiedere scusa, perché quando fallisci un obiettivo c’è grande dispiacere. C’è da dire che non siamo stati nemmeno fortunati durante l’arco della stagione. Io personalmente sono molto amareggiato, perché nei mesi che sono stato qui, mi ero affezionato alla città e a tutti. A questa società, a questo territorio, a questi proprietari va il mio abbraccio. Perché chi mette i soldi per fare pallacanestro in un territorio che è bellissimo, ma come sapete che è anche logisticamente non semplice, va ammirato e rispettato. Nardò ha goduto di una grande pallacanestro, mi auguro che possa goderne ancora e che torni più forte di prima. Ora ci saranno delle riflessioni, delle valutazioni a tutto tondo su quello che non ha funzionato effettivamente, non sono affari miei, ma mi permetto di dire che questo patrimonio di territorio, di tifosi, ecc. non va assolutamente disperso. Purtroppo, è lo sport. La formula di quest’anno prevede tre retrocessioni e tra queste ci siamo noi. Ha vinto la squadra più forte, è inutile girarci intorno. Ha vinto la squadra meglio allenata, noi ci abbiamo provato, avevamo Smith con una gamba sola, ma al di là di questo, complessivamente abbiamo giocato una partita un po’ troppo povera su certe situazioni per poter realmente arrivare in fondo”.

L’ultima “carezza” è per tutti i componenti del club, chi ha lavorato dietro le quinte, il motore silenzioso della società di via Volta. “Lasciatemi abbracciare Gabriele, Gigi, Vanni, Matteo, Paolo, Alberto, Mario, tutto lo staff medico, George, Mattia, Simone, Nicholas, Danilo, Alessandra, Raffaello, spero di non aver dimenticato nessuno. A loro va un grande abbraccio, perché non si sono mai risparmiati cercando questa mission impossible che purtroppo non è arrivata”.