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LECCE – Dj Cosmi e Semeraro, i Negramaro, Perugia, Firenze e la magia del Salento: “Io ci credo!”

Il tecnico del Lecce Serse Cosmi si è confessato davanti alle telecamere di TeleRama, durante la trasmissione “A tu per tu” condotta in studio da Max Persano. Un’intervista a tutto campo in cui il perugino parla di sé, di calcio, dei suoi interessi e hobby, della sua famiglia e ovviamente del Lecce. Eccone alcuni interessanti estratti.

IL PICCOLO SERSE “Da piccolo ero così biondo che tutti mi scambiavano per un tedesco. E anche i bimbi tedeschi che incontravo a Pesaro, luogo in cui passavo le vacanze estive, volevano giocare solo con me. A Perugia c’è la mia vita, la mia famiglia e la mia casa, tanto bella che è stata anche apprezzata dai ladri che sono venuti a svaligiarla. Amo la musica in generale, soprattutto quella italiana d’autore, e nelle serate tra amici mi diletto nel fare il deejay, in particolar modo a proporre ai miei invitati alcune selezioni house. Una cena per me non è qualcosa di stantio, ma è un’occasione per discutere, approfondire, consolidare amicizie e rapporti umani. Ho un buon rapporto con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che ho conosciuto qualche tempo fa anche grazie alla sua amicizia con Jovanotti e che, per puro caso, sono andato ad ascoltare in un concerto a Perugia solo qualche giorno prima che arrivasse la chiamata del Lecce”.

LECCE E DINTORNI “A Lecce mi trovo molto bene sotto tutti i punti di vista, sia professionali sia personali. La città mi ricorda la mia Perugia, piccola ma ricca di fermento e di arte. Non mi ci trovo a vivere nelle grandi città e poi basta col dire che Lecce è la Firenze del Sud. Tutto sembra, tranne che Firenze. Lecce è Lecce, in Salento ogni cosa è magica: la luce, i colori, le persone, il cibo. È impossibile non essere attratti da tutte queste cose”.

LECCE SPORTIVA “Amo il calcio, è sempre stata parte integrante della mia vita. Il calcio ha tre padroni: le società, i calciatori che sono padroni del proprio destino e i tifosi che sono padroni della fede verso la maglia della propria terra. Al Lecce ho subito detto sì perché in questo mestiere si deve andare dove si pensa di poter lavorare al meglio. Avrei preferito vivere in un momento con una società  più ‘vicina’, adesso è un periodo così e così, speriamo finisca in fretta. I Semeraro – e non me ne voglia nessuno – sono sempre stati ben descritti da tutti ed esprimono quei valori che il 90% dei presidenti di società calcistiche hanno ormai perso. Ci trattano a ‘pacche sulla spalla’, come se il nostro destino sia ormai già scritto e fossimo già retrocessi. Noi però abbiamo ancora dei valori da poter tirar fuori, credo ci siano le possibilità di un miracolo e di una bella vittoria sportiva. Adesso viene lo step più difficile. La squadra deve dare un segno a società e tifosi, lottando in campo sino al 96° minuto. Dobbiamo compattarci per i prossimi tre mesi. Che cosa preferirei fosse detto delle mie squadre? Non mi piace molto l’idea che molti hanno di me, ossia quella del ‘sergente di ferro’. Preferirei e auspicherei che la stampa scrivesse che «Le squadre di Cosmi esprimono la stessa passione del suo allenatore». Io sono sicuro che possiamo farcela”.