VE LO RICORDATE? – Kerlon, la foca mon(a)ca in affitto dall’Inter
Più funambolico di uno yorkshire del Circo Togni, più sgusciante di una saponetta vegetale, più fragile di un vaso Ming in bilico sul comò. Un calciatore chiamato foca: si è tornato a parlare di lui in questi ultimi giorni, in merito alla trattativa onerosa dell’Inter per portare in neroazzurro il gioiellino Lucas Moura. Il nostro eroe fa Moura di secondo nome, conosciuto come Kerlon, ma probabilmente anche la madre lo chiama Foquinha. Il motivo? Il Ronaldinho di Ipatinga (mah…) preferisce dribblare gli avversari con la palla incollata alla testa, con conseguenze sulla sua incolumità personale (in Brasile non sono tanto teneri): “La Foquinha è solo uno dei miei colpi – spiega ai giornalisti – non è mia intenzione mancare di rispetto agli avversari. La loro reazione non mi spaventa, mi dà solo più motivazioni”.
L’Inter si invaghisce del talento carioca nel 2005, in occasione del Mondiale Under 17 in Venezuela: in questa rassegna Kerlon realizza ben otto reti, condite da spruzzate di follia carioca e dalla famosa giocata circense. Manchester United e Lione si lasciano ammaliare dai suoi numeri, ma il Cruzeiro – dove fondamentalmente non è ancora mai esploso – chiede cifre astronomiche. Il fenomeno Foquinha si dilegua per qualche tempo finchè nel febbraio 2008 il ragazzo subisce un brutto infortunio: lesione ai legamenti del ginocchio destro.
E qui scatta il piano malefico del Pizzaiolo di Angri, al secolo Mino Raiola: il celebre agente vuole ripetere l’operazione di un altro suo assistito, Maxwell, approdato all’Inter nel 2006 dopo la rottura del crociato (con una breve parentesi all’Empoli). Il procuratore italo-olandese convince i nerazzurri a seguire la riabilitazione del ragazzo e persino ad attivarsi in prima persona per l’operazione: il dott. Francesco Benazzo lo opera a Pavia, in veste di medico di fiducia dell’Inter, ma dalle fattezze di un volontario della WWF che tenta di salvare una qualsivoglia specie di mammifero tropicale in via d’estinzione.
L’operazione va a buon fine, Kerlon ricomincia pian piano a correre con il pallone e a divertirsi con tutti i suoi giochini volanti, ma in estate viene ceduto al Chievo nell’ambito dell’operazione Obinna, anche perché i nerazzurri non vogliono correre il rischio di sprecare l’ultima casella extracomunitari: “Sono felice di essere arrivato in Italia e di avere l’opportunità di giocare in Serie A, di questo sono grato al Chievo – si legge sul sito ufficiale della società clivense -. Non vedo l’ora di mettermi alla prova anche se dovrò avere un po’ di pazienza: sto recuperando ancora dall’infortunio al ginocchio e ho bisogno di almeno due-tre settimane per ritrovare in pieno la condizione”. Il ds clivense Sartori gongola per l’affare, più fiducioso della fama di vice Ronaldinho che di quella di foca semi-invalida bruciata dalla troppa pressione.
Il campionato parte ma del funambolico brasiliano nessuna notizia: “Non riesce ad entrare in forma”, “Il ginocchio fa le bizze”, c’è chi ipotizza persino di un problema di saudade. In una stagione in gialloblu racimola la miseria di quattro presenze, tutte dalla panchina: in questi scampoli di gioco mostra fragilità fisica, poca corsa e fantasia col contagocce, vabbè ma almeno ha palleggiato con la testa per tutto il campo in sella ad un cavallo col pennacchio, con Bogdani a rincorrerlo vestito da clown? Macchè, neanche un dribbling, un tunnel, un balletto improvvisato.
Per uno strano caso del destino (leggi il Pizzaiolo) l’Inter se lo riprende in estate e gli assicura un triennale, ma il solito strano caso del destino lo impacchetta, appiccica un adesivo bello grosso con su scritto “pacco fragile, maneggiare con cautela” ed il 31 agosto lo spedisce ad Amsterdam, sponda Ajax. Il 13 novembre il pacco fragile si rompe il ginocchio sinistro, stagione finita.
Torna nell’Inter del Triplete, pronto per la stagione seguente: il nuovo allenatore Rafa Benitez non “egrave; convinto né delle qualità né della tenuta fisica del ragazzo che, puntualmente, subisce un infortunio alla caviglia ed è costretto a tornare sotto i ferri. Qualcuno alla Pinetina inizia a comprare corni magici, altri si abbandonano alla più classica ed economica “grattata”, Raiola non ha più carte nel mazzo ed attende una futura beatificazione per risolvere i problemi del suo assistito.
Lo scorso gennaio approda al Paranà, Serie B brasiliana, totalizzando una sola presenza. Dopo cinque mesi il ds Paulo Cesar Silva annuncia sconsolato: “Kerlon ci ha incontrati ed abbiamo deciso di non continuare assieme, in particolare per le lesioni che ha subito in passato e che ne condizionano il rendimento”. In estate è passato al Nacional, circo non troppo prestigioso della cittadina di Minas Gerais.
Nei summit di mercato nerazzurri si parla dei rinnovi di Samuel e Chivu, ma la coppia Ausilio-Branca ignora il ragazzo con la palla sulla testa. Il motivo? La fiaba stile Esopo tra la foca e il pizzaiolo non ha registrato il consueto lieto fine e Kerlon, a soli 22 anni, si ritroverà… senza compagnia.
