LECCE – Amarcord, 16 giugno 1985. Trent’anni dopo la prima promozione in Serie A
Il 16 giugno non è un giorno come gli altri per un tifoso del Lecce. In modo particolare, assume i connotati del ricordo indelebile per quegli appassionati giallorossi a cui, in quel giorno della tarda primavera del 1985, le circostanze anagrafiche e/o geografiche consentirono di partecipare più o meno attivamente ad una festa di cui nei decenni successivi i supporters salentini poterono godere più volte. La festa per la promozione, la storica prima in quel caso, nel massimo campionato di calcio italiano.
Decorrono oggi i trent’anni da quella in tutti i sensi calda giornata in cui il capoluogo salentino (e le tante città, italiane e non solo, ricche di immigrati da Lecce e dintorni) prima si fermò in attesa del lieto evento e poi esplose di un’armonia di colori e magica passione per lo storico traguardo, dell’Unione Sportiva Lecce, una delle più conosciute e prestigiose eccellenze del suo unico territorio accarezzato, magari meno che altre città italiane di quegli anni, dal boom economico. Pareggiando 1-1 a Monza (ma vista la sconfitta della Triestina a Campobasso anche una sconfitta sarebbe andata bene) i giallorossi del presidentissimo Franco Jurlano conclusero la Serie B 1984/1985 al secondo posto, mancando la vittoria del torneo cadetto solo per la peggior differenza reti rispetto al Pisa ma conquistando una storia salita in Serie A.
Una promozione dedicata in particolare agli sfortunati compagni Michele Lorusso e Ciro Pezzella, la cui scomparsa aveva colpito il gruppo allenato da Eugenio Fascetti solo nella stagione precedente. Una promozione che, arrivata grazie ai gol di Paciocco, Alberto Di Chiara e Cipriani, ma anche grazie all’agonismo ed alla solidità di Miceli, Stefano Di Chiara e Vanoli su tutti, rimarrà per sempre nella storia del calcio leccese, che non vive oggi i suoi tempi migliori.
