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IL CORSIVO – Il Lecce è ad un bivio. Ma non è una cosa seria…

«Capitano, stiamo perdendo quota, stiamo precipitando!» – «Tranquillo, copilota, è tutto sotto controllo, siamo ancora a 2000 metri dal suolo, non ci facciamo prendere dal panico, restiamo ottimisti!». La situazione del Lecce potrebbe ricordare questo surreale dialogo che si svolge in una fantomatica cabina di pilotaggio di un aereo. Il Lecce si appresta a giocare una delle gare più importanti della stagione a Cesena (e i romagnoli non è che riportino alla mente lieti ricordi…) ma, apparentemente, tutto sembra sotto controllo.

Il tono delle interviste rilasciate nel dopo gara dalla nuova dirigenza preposta alla guida della società di via Templari sembra voler tranquillizzare l’ambiente. Con un “ma”. Il “ma” passa dal “Manuzzi”. Se il Lecce dovesse uscire con le ossa rotte anche contro la squadra del neo allenatore bianconero, il cesenate Daniele Arrigoni (De Canio e altri hanno rifiutato, in extremis, quella panchina) per forza di cose si dovrà prendere delle brusche ma dolorose decisioni.

Massimo rispetto per l’uomo e l’allenatore Di Francesco, che in questa situazione ha la percentuale più bassa di colpe, il Lecce non si può permettere di restare fermo a cinque punti anche dopo domenica prossima. Il tecnico giallorosso ha già dichiarato che a Cesena si andrà per fare bottino pieno. Ma, si sa, molte delle dichiarazioni che si raccolgono sui campi da calcio e nelle sale stampa, sono trite e ritrite. E spesso sono solo delle dichiarazioni di facciata.

Ovviamente i tifosi del Lecce si augurano che l’avventura di Di Francesco continui a lungo sulla bollente panchina giallorossa. Vorrebbe dire che nel pullman che porterà il gruppo da Cesena all’aeroporto “Marconi” di Bologna, il morale sarà alto e magari si starà festeggiando la seconda vittoria stagionale (la prima e sinora ultima, sempre da quelle parti, col Bologna). Ma ci sono da risolvere alcuni enigmi tattici. Come la scarsa tenuta della difesa e la sterilità offensiva. Con un Carrozzieri, sempre più leader, che sta acquisendo confidenza con i propri compagni e con il ritorno a tempo pieno di Olivera e Di Michele (probabile rientro al Manuzzi), e magari con il lancio di Muriel al posto di uno spento Corvia.

Davanti, il Lecce troverà una diretta, direttissima concorrente per la salvezza. Una sfida tra due squadre che hanno fatto disperare i propri tifosi, in queste prime dieci (nove) giornate di campionato. I romagnoli hanno il peggior attacco della serie A (davanti a Lecce e Chievo) e (via agli scongiuri…) non hanno ancora vinto una gara. Giacomazzi e compagni si trovano davanti al classico bivio, alla “Sliding doors”: o dentro, o fuori.

Ci piace segnalare, in conclusione, l’incontro di presentazione del Gruppo donatori di sangue “Gabriele Sandri” tenutosi ieri presso la sala conferenze del Polo oncologico dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Presente Giorgio Sandri, padre di Gabriele, tifoso laziale ucciso tragicamente quattro anni fa da un colpo partito dalla pistola di un poliziotto, nei pressi dell’autogrill di Badia al Pino.

Sandri padre è in giro per l’Italia a parlare di suo figlio e a promuovere, tramite la Fondazione intestata allo sfortunato tifoso laziale, la legalità e la solidarietà. Venerdì 11 novembre, dalle ore 8 in poi, gli addetti del reparto di Immunoematologia e Medicina trasfusionale del nosocomio leccese saranno a disposizione di chi vorrà effettuare una donazione di sangue. Perché, ed è bene ricordare, che il calcio non è poi una cosa così seria come dicono.