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ECCELLENZA – Inguscio a SS: “Francavilla merita la D. Playoff? Sarà dura per il Casarano…”

Il suo anno sabbatico è ormai prossimo alla conclusione. L’ex direttore sportivo di Nardò e Casarano, Gianni Inguscio, studia e si aggiorna: nella prossima stagione, con la speranza che si prospetti un progetto serio, si riparte. Con lui, abbiamo puntato la lente di ingrandimento sul campionato di Eccellenza.

Direttore, la Virtus Francavilla, nell’ultimo turno, ha consolidato il comando nonostante la sconfitta, in virtù del +4 sul Toro a quattro giornate dal termine. Campionato chiuso? “Domenica per il Toro si è trattato di un’occasione mancata. Non credo che da qui alla fine possa cambiare l’attuale classifica: a meno che non siano protagonisti di un crollo improvviso e inaspettato, gli imperiali festeggeranno. La sconfitta di domenica contro il Casarano ci può stare, anche perché arriva in un momento intensissimo di impegni per la Virtus e giocare su due fronti in tempi così ristretti non è per niente facile. Il Francavilla è la squadra più forte del torneo, più organizzata e più attrezzata. Ha pianificato minuziosamente la stagione e, dopo un avvio difficile, è riuscita a recuperare dieci punti sul Vieste e guadagnare la vetta della classifica nonostante le tante assenze nel momento più importante della stagione”.

Chi pensi sia stato determinante nella gestione e sotto il profilo tecnico nel Francavilla per raggiungere la vetta della classifica? “Il presidente Antonio Magrì che ha scelto questo gruppo di lavoro e lo ha difeso nei momenti di difficoltà. Tre sconfitte di cui due in casa e due pareggi consecutivi nelle prime dieci partite, in altre piazze avrebbero portato a optare per cambi inopportuni, invece il presidente biancazzurro ha creduto nella scelta fatta in estate e ha dato fiducia a direttore sportivo e allenatore che lo hanno ripagato con un campionato strepitoso. In più, nonostante la squadra fosse già forte, ha deciso di investire ulteriormente sul mercato di dicembre dando la possibilità a Stefano Trinchera di aggiungere due calciatori di spessore come Bricca e Di Rito, che poi hanno fatto la differenza. Dal punto di vista tecnico, sarebbe scontato dire Antonio Calabro, io invece dico che chi ha il merito di questa entusiasmante stagione è il direttore sportivo Stefano Trinchera. Se dopo la sconfitta casalinga col Bitonto era Trinchera il responsabile dell’opaco campionato della Virtus che stava deludendo, allora è giusto riconoscergli i meriti dopo che le cose stanno andando diversamente, altrimenti passerebbe il messaggio che quando si vince vincono tutti e quando si perde perde solo una persona. Invece non è così: Trinchera ha fatto un ottimo lavoro, ha costruito una squadra importante, supportando bene l’allenatore e le scelte che ha fatto fino ad oggi gli hanno dato ragione, se tutto andrà bene a quattro partite dal termine si potrà togliere qualche sassolino dalle scarpe”.

Ti allinei al pensiero secondo cui il campionato di Eccellenza, quest’anno, sia livellato verso il basso? “A parte due-tre squadre di buon livello, non è stato il solito torneo. Personalmente non amo il campionato a 16 squadre, lo preferisco a 18 con l’inizio della stagione ad agosto come la Serie D e la finale di Coppa Italia regionale a gennaio. Quest’anno non si sono viste grandi novità, a parte qualche eccezione, né per quanto riguarda i singoli né per ciò che concerne il gioco di squadra. Il problema del calcio italiano in generale e di quello dilettantistico in particolare è che conta solo il risultato. Se vinci sei forte, se perdi non lo sei. Tutto qui. Invece la valutazione dovrebbe essere un po’ più ampia e guardare con attenzione ciò che si costruisce in una società, da dove si parte e dove si arriva e soprattutto in quanto tempo si arriva. E questo ha un valore più importante dei tre punti che ti dà una partita. Oggi in Serie A la novità si chiama Empoli di mister Sarri, che tutti gli addetti ai lavori indicano come una delle squadre che gioca meglio a calcio ma lo scorso anno lo stesso tipo di lavoro, quello della linea difensiva ai 16 metri, l’uomo portato sempre all’interno e il lavoro sulle linee di passaggio, lo facevamo noi a Casarano con Antonio Rogazzo, una novità assoluta in Eccellenza. Mi piacerebbe vedere un torneo più competitivo e soprattutto più competenza da parte di chi deve giudicare un gesto tecnico, una partita o un’intera stagione. Oggi è diventato più difficile fare calcio a tutti i livelli. Un tempo contavano competenza e rete di rapporti personali: oggi c’è internet che ha cambiato l’ordine delle cose. Chi smanetta su Youtube si reputa un esperto calciofilo: impara due date di nascita e qualche statistica e si sente autorizzato a criticare e denigrare il lavoro di chi, invece, lo fa da anni professionalmente”.

Da ex rossazzurro, diamo uno sguardo al Casarano. Che idea ti sei fatto sul campionato del team di Filograna? “Il Casarano è intervenuto pesantemente nel marcato di dicembre migliorando senza dubbio l’organico, grazie agli sforzi del suo presidente, unico artefice del rilancio dei rossazzurri: Filograna ha dapprima tutelato Toma, difendendolo da tutti, poi non ha risparmiato energie per il bene del Casarano.  Sicuramente partendo con questo gruppo avrebbe navigato sempre nelle zone alte della classifica. Però per dire che avrebbe vinto il campionato o avrebbe lottato fino alla fine con le altre per vincere, credo che occorra fare una considerazione importante: cioè dovremmo immaginare anche Nardò e Francavilla con gli attuali organici dall’inizio, perché viceversa sarebbe un’analisi non corretta. Possiamo prendere in considerazione gli incontri di campionato dopo il mercato dicembrino. In 14 partite il Casarano ha totalizzato 31 punti, 33 il Nardò, 37 il Francavilla. Pertanto, in questo mini campionato dopo 14 giornate il Casarano starebbe a 6 punti dal Francavilla primo, a 2 dal Nardò secondo e quindi terzo in classifica. Ma ogni considerazione oggi su ciò che poteva essere lascia il tempo che trova, perchè nelle vittorie dei campionati entrano in gioco tanti fattori che variano volta per volta e che sono imprevedibili. Partendo dall’inizio, quindi, la classifica potrebbe essere un’altra”.

Sulla corsa ai playoff? “Se il campionato fosse finito domenica, avremmo il Nardò direttamente alle fasi nazionali perché a più sette dal Vieste. Ragionando quindi che i dauni rientrino nella griglia diminuendo ad almeno sei punti il distacco dalla seconda, nelle quattro partite che restano il Casarano dovrà cercare di vincerle tutte e dovrà sperare che il Nardò e il Vieste abbiano un brusco stop. Altrimenti, per come è strutturato il calendario, il Casarano vincendo le partite contro Vieste e Trani potrebbe o escludere tutti dai playoff (il Vieste si stacca 7 punti dal Nardò) o escludere solo la quarta (il Trani si stacca 7 punti dal Vieste), cioè la posizione in classifica a cui ambiscono le serpi per entrare nella griglia. Quindi per i playoff è difficile fare una previsione a priori in quanto i fattori che interverranno sono molteplici, tutto sarà in bilico fino alla fine dovendosi incrociare una serie di risultati. Infine, un pensiero lo rivolgo ad Antonio Dongiovanni massaggiatore del Casarano venuto a mancare ieri dopo alcuni mesi di malattia, lo ricorderò sempre con grande affetto perchè era una persona eccezionale e di grande cultura, con lui sono stati due anni molto belli, mi ha aiutato tanto nei momenti difficili lo porterò sempre nel mio cuore”.

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