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foto: archivio
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Un immenso Falcone regge la baracca. Banda e Cheddira le frecce avvelenate che stendono il Pisa: le pagelle

LE PAGELLE DI PISA-LECCE

Falcone 8: E forse è pure poco. Al 13’ respinge una punizione di Aebischer; al 26’ dice di no a Canestrelli da due passi; al 49’ forse la parata più bella e più difficile a mano aperta su Stojlkovic; al 56’ altro miracolo su Piccinini coi piedi; nel finale ancora decisivo salvando su Aebischer. Che dire, se non un immenso GRAZIE?

Veiga 5,5: Come suo solito, dove non ci arriva con la tecnica, ci arriva con la corsa e col cuore. Dorme sull’assist di Angori per Stojlkovic al 15’ ma per fortuna l’attaccante nerazzurro spara fuori. Primo tempo opaco, meglio nella ripresa quando lo si vede più spesso sul fondo a crossare e a chiudere le linee di passaggio agli avversari.

Siebert 4: Serata da dimenticare. Nelle tre nitide occasioni del Pisa nel primo tempo è lui l’anello debole. Completa la torta con la ciliegina dell’assist per il gol di Leris.

Tiago Gabriel 6,5: Spesso deve mettere delle pezze ai buchi del suo compagno di reparto (al 21′ salva un gol fatto), oggi in giornata no. È meno efficace del solito ma è il più lucido quando il Pisa attacca a testa bassa per non morire.

Gallo 5,5: Impreciso nei suggerimenti e nei cross, dialoga poco e male con Banda, mette dentro pochissimi palloni e, quando lo fa, il pallone viaggia troppo alto e lento. Al 74’ si fa sorprendere alle spalle da Tourè e per fortuna che c’è Falcone a dire di no a Piccinini da due passi.

Ramadani 6: Questa è la sua classica partita in cui c’è da legnare in primis, rincorrere avversari, stringere le linee, dare una mano ai compagni in difesa e poi, se rimane tempo, impostare il gioco. Però il gol di Banda nasce da un suo suggerimento per Cheddira dopo aver calamitato un pallone vagante a metà campo.

Ngom 5,5: Tocca pochissimi palloni, si fa vedere pochissimo in contenimento e anche in impostazione. Anche oggi partita timida e sottotono.

Pierotti 6,5: Corsa, sovrapposizione e sfondamenti non sono mancati nemmeno oggi ma che fatica… Quando ha il pallone tra i piedi ti viene naturale di gridargli “PASSALA!”. E invece la passa sempre un secondo dopo il necessario, oppure l’avversario gli ha già tolto il pallone dai piedi. Il match è omologato al 62’ quando arriva la classica azione alla “Pierotti”, a testa bassa, seminando qualche avversario e poi gettando via la chance. Si rifa con gli interessi al 65’ quando sfonda ma decide finalmente di alzare la testa per darla a Cheddira che sigla l’1-2. All’80’, invece di passarla al meglio piazzato Camarda, decide di andare al tiro colpendo lo stesso Camarda, gol ma in fuorigioco. Nel finale, vicino a Camarda, si muove meglio e serve a Coulibaly il pallone del ko che il maliano subappalta (male) all’azzurrino.

(90+3′ Gandelman) 5: Appena entrato si trova davanti a un classico “win-win” che sciupa clamorosamente. Poteva 1. Andare verso la bandierina (era il 94’) e mandare in archivio l’incontro; poteva 2. Lanciare in porta Camarda che, con ogni probabilità, avrebbe chiuso l’incontro. E invece il tocco per Camarda è lento e goffo e da un possibile 1-3 regala al Pisa la palla dell’ultimo attacco. Inconcepibile.

Coulibaly 5,5: Accumula errori di tocco, di stop, di tiro. Annaspa da trequartista centrale rischiando anche di regalare un rigore per un mani. È lento e impacciato. Al 33’ colpisce malissimo da dentro l’area piccola un bel cross di Banda poi fa lo stesso nella ripresa su invito di Pierotti. Nell’ultima mezzora alza un po’ il livello mediocre della sua gara, guadagnandosi un giallo, tenendo alta la linea, capovolgendo l’azione ma sciupando un assist di Pierotti all’87’, rinunciando a tirare e passando (male) a Camarda un pallone che andava scaraventato in porta.

Banda 6,5: Fa e disfa. Nel primo tempo si accentra da sinistra ma spara in bocca a Semper, colpendo anche male. Oggi scivola di meno ma qualche pasticcio di troppo, con annessa dose di egoismo, non manca. È l’unico che non ha paura di affondare i colpi e di questo gli va dato merito. Al 52’ trasforma in oro l’assist di Cheddira diventando il miglior marcatore della squadra con quattro gol. Esce che non ne ha più e non gli si poteva chiedere altro.

(71′ Jean) 6: Fa il suo dovere nel convulso finale, aiutando i colleghi di reparto con ordine e precisione.

Cheddira 7: A fine primo tempo è quello che ha corso di più. Ma è sempre stato un correre disperatamente per inseguire un pallone giocabile che i suoi compagni non gli recapitano mai. Ha difficoltà nel tenere palla, sembra destinato a rimanere a riposo nell’intervallo. Poi al 52’ si intestardisce nel difendere un pallone e smistarlo verso Banda che fulmina Semper. E al 65’ lo imita, dall’altro lato, sganciando un destro che fa scoppiare il cuore ai giallorossi. Esultanza con lacrime e cartellino giallo. Finalmente!.

(71′ Camarda) 6: Si auspicava il suo ingresso anche all’intervallo. Dà una mano alla squadra a tenere alta la linea e a pressare i difensori avversari. Ha una buona palla ma la spedisce sull’esterno della rete. Va in gol fortuitamente su tiro di Pierotti, annullato per offside. Tiene palla con carattere. Può e deve dare una mano per la volata finale.

All. Di Francesco 6: Premessa: i tre punti sono oro colato. Il Lecce aveva bisogno esclusivamente di quelli e i tre punti sono arrivati. Sul come, se ne può discutere. Nel primo tempo, come a Verona, il Lecce sembra l’avversario in fondo alla classifica e l’avversario sembra il Lecce a +1. L’approccio alla gara è ancora una volta timoroso, floscio, titubante e il Pisa, che non ha nulla da perdere, ne approfitta per farsi avanti. Dopo un tiro centralissimo di Banda comincia la superserata di Falcone che salva almeno tre nitide palle gol. Se il Lecce va al riposo ancora sullo 0-0 il merito è solo del suo portierone. L’azione è sempre affidata alle improvvisazioni e si deve solo sperare che il caso faccia girare la sorte dal lato giallorosso. Nell’intervallo nulla cambia e ci si aspettava quantomeno un cambio. L’atteggiamento è diverso nella ripresa. La squadra sembra essersi scrollata di dosso le paure e la tensione e attacca con più criterio e più determinazione. Falcone salva ancora a mano aperta su Stojlkovic e il Lecce va avanti con Banda servito da Cheddira. Ma i regali non sono finiti: Leris sfrutta un’ingenuità difensiva e rimette tutto in discussione. Quando sta per entrare in campo Camarda (presumibilmente per Cheddira – in sala stampa il tecnico ha spiegato che sarebbe dovuto uscire Ngom, nota di aggiornamento delle 00.20), il marocchino tira fuori dal mazzo il gol partita dopo il classico sfondamento a testa bassa di Pierotti, unico riuscito oggi. Per una volta, il temporeggiare sui cambi ha portato dei frutti. Le lacrime di Cheddira sono quelle di tutto il popolo giallorosso che, a Pisa o lontano dalla Torre Pendente, freme, impreca ma non smette mai di spingere la squadra. Il Lecce però sbanda e Di Francesco attende solo il 71 per cambiare qualcosa, passando a 5 in difesa coi tre centrali. Un altro miracolo di Falcone su Piccinini salva la squadra e forse la stagione. Il finale è convulso, le ingenuità giallorosse si sprecano ma alla fine la barca entra in porto col bottino pesante. Tre punti che servivano come il pane, un provvisorio +4 addossato sulle spalle della Cremonese che domenica dovrà rispondere, carica di pressione. Tre punti e va bene così.