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foto: E. Di Francesco

LECCE – Pre-Pisa, Di Francesco: “Minimo vantaggio importante ma ora servono i punti che contano”. Dubbio Pierotti, Camarda scalpita

Il pareggio di Verona ha mosso la classifica, con il Lecce ora avanti di un punto sulla Cremonese. Eusebio Di Francesco guarda però già alla sfida di domani contro il Pisa con la consapevolezza che il momento decisivo è arrivato.

«Non esistono partite facili — ha dichiarato il tecnico giallorosso dal ritiro veronese — siamo venuti a Verona per fare tre punti, ma abbiamo trovato una squadra che aveva già messo in difficoltà altri in precedenza. Nel secondo tempo abbiamo avuto un po’ di sopravvento ma non siamo stati capaci di fare gol. Il vantaggio di un punto è importante, ma sappiamo che dobbiamo cominciare a fare i punti più importanti dalla prossima».

In difesa torna Tiago Gabriel dopo la squalifica. Di Francesco ne ha sottolineato il valore: «Sta facendo un campionato straordinario. Mi auguro che anche in queste ultime partite dia il suo contributo non solo in fase difensiva: come abbiamo visto contro la Fiorentina ha grandi qualità sul gioco aereo e può darci qualche soluzione in più sui calci piazzati». Nonostante l’assenza di Gaspar, il tecnico si è detto soddisfatto delle alternative disponibili, Jean in testa: «Avere giocatori come lui e i nostri difensori centrali in questo momento crea soluzioni importanti».

Capitolo Camarda: il giovane attaccante, rivisto a Verona dopo quattro mesi di infortunio, potrebbe essere impiegato dall’inizio. «Si è presentato con una testa libera, come piace a me. Lì davanti abbiamo avuto oggettivamente delle difficoltà a fare gol e lui potrebbe darci quel qualcosa in più. Può partire dall’inizio come essere decisivo a partita in corso».

L’unica nota di incertezza riguarda Pierotti, che non si è ancora allenato con il gruppo: «È l’unico in dubbio come soluzione offensiva. Valuteremo le sue condizioni domani prima della gara».

Sul tema del Lecce che cresce nel secondo tempo, Di Francesco ha voluto chiudere con una riflessione netta: «Può dipendere dall’andamento della partita, ma può essere anche una condizione fisica che regge meglio degli avversari. Voglio però smettere di usare il discorso mentale perché può diventare un alibi. Dobbiamo impattare meglio sulla gara e portarla avanti per 90-95 minuti. Ci sono momenti in cui sei incudine e momenti in cui sei martello: la capacità è quella di essere martello per il più tempo possibile».

Infine, un pensiero ai 1.100 tifosi che hanno esaurito in pochi minuti i posti del settore ospiti: «Quest’anno non abbiamo sempre potuto avere vicino a noi la nostra curva. In questa gara hanno riempito immediatamente il settore appena ne hanno avuto la possibilità. Sono convinto che il loro calore sarà molto importante, ma nello stesso tempo anche noi dobbiamo essere focalizzati sulla partita e cercare di trascinarli a nostra volta».