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foto: K. Gaspar
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Infortunio Gaspar, la stagione dell’angolano sembra essersi chiusa contro l’Inter

Non giungono notizie confortanti dall’esito degli esami strumentali cui si è sottoposto Kialonda Gaspar, infortunatosi alla prima azione di Lecce-Inter per chiudere lo specchio a Thuram che calciava a rete.

Gli accertamenti clinici per l’angolano hanno evidenziato un trauma distorsivo al ginocchio sinistro con lesione di primo grado del collaterale mediale e una lesione parziale del crociato posteriore. Il difensore angolano seguirà una terapia conservativa, ma il tempismo dell’infortunio è pessimo: con appena tre mesi di campionato ancora da giocare, il rischio che la sua stagione sia giunta anzitempo al capolinea è estremamente concreto.

Eusebio Di Francesco si ritrova così costretto a ridisegnare completamente la propria retroguardia. La prima e più naturale soluzione porta a Siebert, che, dopo l’ottimo impatto mostrato contro l’Inter, sembra destinato a raccogliere l’eredità di titolare al fianco di Tiago Gabriel. Tuttavia, le opzioni per completare il pacchetto dei centrali non mancano, seppur con diverse incognite. Una carta importante potrebbe essere giocata da Ndaba, calciatore duttile che nasce terzino ma che possiede le caratteristiche fisiche e tattiche per traslocare stabilmente al centro della difesa in caso di necessità.

Le altre alternative appaiono decisamente più rischiose o legate a incognite fisiche. Resta a disposizione Perez, il quale però ha collezionato una sola presenza in questa stagione e non sembra godere della piena fiducia dello staff tecnico sul piano dell’affidabilità agonistica. Discorso diverso per Jean, elemento che sulla carta possiede qualità interessanti ma che rientra solo ora tra i convocabili dopo un lunghissimo stop per infortunio. Difficile immaginare un suo impiego immediato dal primo minuto, considerando la mancanza di ritmo partita proprio ora che ogni pallone scotta. Il Lecce dovrà dunque fare di necessità virtù, affidandosi alla freschezza di Siebert e alla versatilità di Ndaba per blindare una salvezza che, senza il suo gigante angolano, diventa improvvisamente più faticosa da raggiungere.