LECCE – Corvino sul mercato invernale: “Dobbiamo rischiare per non scomparire. Credo in questa squadra”
Giornata di bilanci di fine calciomercato in casa Lecce, dove ha parlato in conferenza stampa il direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino. Di seguito le dichiarazioni integrali del dirigente salentino.
PAROLA A CORVINO. “Siamo qui per spiegare ai nostri tifosi le logiche che ci sono dietro al nostro lavoro. Lo facciamo per chi ci segue con passione e per chi fa le critiche costruttive al nostro lavoro. Siamo un laboratorio di idee, le idee servono per non essere statici, per evitare una staticità che porterebbe a scomparire. L’attivismo e il cambiamento sono modi necessari che ti evitano di morire. Se non seguiamo questa strada non rimaniamo nel calcio che conta, è l’unica strada”.
RISCHIARE E’ NECESSARIO. “Basta vedere da dove siamo partiti e dove siamo arrivati, sia con prima squadra che con Primavera. Dobbiamo rischiare, abbiamo il rischio nelle vene perché non possiamo prendere giocatori dal Manchester City. Vorremmo non rischiare ma dobbiamo farlo. Noi ci mettiamo impegno e risorse, ma c’è chi ha più risorse di noi ovvero tutte le avversarie di Serie A, più forti di noi sotto tutti i punti di vista. E’ grazie a questi rischi che siamo arrivati dove siamo”.
INSULTI. “Questa società fa un grande sforzo, io e Stefano ci mettiamo grande impegno. A volte puoi però fare poco se gli altri hanno più forza. Se nonostante tutto quello che facciamo devi ancora sentirti dire “chitammuè caccia li sordi”, pur non capendo che non sono miei i soldi, non sappiamo cosa fare. Non sono uno che denuncia il tifoso per quello che dice, anche se non è bello sentirselo dire perché chi lo dice non capisce il nostro tifoso”.
DIFFICILE ACCONTENTARE TUTTI. “E’ stato tanto il lavoro fatto e per noi è molto complesso soddisfare le esigenze prima tecniche, poi di spogliatoio, poi societarie e poi dei tifosi. E’ difficile coniugare tutto, credetemi, questo è il mio cinquantunesimo anno da direttore sportivo ed è sempre più difficile. Tutti parlano, si sparla. Accontentare tutti è complesso”.
LE SCELTE E LE LINEE GUIDA. “Ci sono motivazioni tecniche che vanno di pari passo a quelle societarie. Non possiamo creare situazioni debitorie ed al contempo dobbiamo soddisfare i tifosi. Dobbiamo essere in attivo e tenere basso il monte ingaggi. E dobbiamo tenere una squadra in grado di lottare per la salvezza”.
CENTROCAMPISTA OFFENSIVO. “A livello difensivo c’era poco da fare. Siamo l’undicesima difesa del campionato e questo vuol dire che non serviva intervenire. I numeri dicono che serviva migliorare la fase offensiva. Ci è stato chiesto di prendere un centrocampista assaltatore da aggiungere ai tre attaccanti, due esterni e una punta, con cui giochiamo. E l’abbiamo preso subito non all’ultimo, poi si dice che chi lo fa all’ultimo sia bravo. Alla fine si dice che è mancato il colpo, io è difficile che faccia il colpo agli ultimi giorni di mercato, il nostro sforzo è stato sempre risolvere prima possibile le problematiche. Così per Gandelman siamo intervenuti subito con 2,5 milioni, che per gli altri servono per un giocattolino ma per noi vuol dire prendere un giocatore importante. Parliamo di un giocatore che in Belgio ha fatto 7 gol e 8 assist in metà stagione”.
ATTACCANTE. “Serviva l’attaccante e abbiamo preso Cheddira. Di certo a gennaio non puoi prendere chi gioca titolare altrove ma chi può essere funzionale ed uno che a Sassuolo ha fatto 16 partite può esserlo. Abbiamo risolto il problema della punta? Dopo tanti anni e tanti nomi sento sempre dire che quando non si vince la colpa sia della punta. Le cose non sono cambiate. Era così a Vernole ed anche quando c’erano signori attaccanti qui a Lecce”.
ALTRI INNESTI. “Abbiamo preso altri due giocatori spendendo altri 3 milioni, che possono sempre sembrare pochi. Ci metto la faccia, Fofana l’abbiamo preso per 600mila euro ma potrà valerne molti di più in futuro. Ngom invece, nonostante la giovane età, non rappresenta il futuro ma il presente, ve lo dico. E loro completano il centrocampo con il più offensivo Gandelman”.
ESTERNI OFFENSIVI. “Sugli esterni c’era poco da intervenire. Banda ha fatto due gol, N’Dri ha fatto due gol, Sottil anche considerando quello buono di Roma. Mancano i gol di Pierotti ma come possiamo pensare di trovare meglio di Pierotti sul mercato? Sbaglieremmo se lo pensassimo con queste risorse, saremmo folli”.
IN USCITA. “C’erano dei movimenti da fare perché non potevamo tenere gente scontenta nello spogliatoio. Chi è andato via ce lo ha chiesto. Maleh lo abbiamo preso noi, di certo ci puntavamo e credevamo. Non è che quando fai una cosa è colpa tua, quando va bene poi è merito degli altri, qui è così. Maleh è venuto da me perché voleva andare a giocare di più, ma l’allenatore gioca con due centrocampisti difensivi ed è andato anche da lui. E’ la verità, poi ognuno faccia i film che vuole ma è andata semplicemente così. Kouassi era un’alternativa, il Lecce non può prendere giocatori che sono titolari ie metterli n panchina, a Lecce non rimarrebbero. L’allenatore lo ha ritenuto non pronto, come avvenuto l’anno scorso con Veiga e quest’anno con Siebert, e lui non l’ha accettato. Abbiamo ceduto elementi in sovrannumero”.
MANCATI ARRIVI. “Non abbiamo preso un altro terzino perché l’allenatore ha tutta la libertà di trovare alternative come proporre Veiga e Pierotti esterni. Morente ci chiesto la cessione alla fine del mercato per motivi familiari, glielo abbiamo detto non sarebbe stato facile. Con quattro esterni e l’alternativa di altre soluzioni tattiche può andare bene così”.
INDEBOLITI. “I tifosi dicono che ci siamo indeboliti? La risposta sarebbe facile, ovvero non seguire i social. Io non li uso, ma voi riportare l’umore di mille persone sui social. Ognuno può criticarci, compresi ovviamente voi giornalisti. Però io suggerirei di non fare le trasmissione in base a ciò che si dice sui social. Il Lecce ha milioni di tifosi, non quei mille o duemila che sono sui social. Chi ci segue ci apprezza perché dalla B siamo andati in A e da quattro anni siamo nel massimo campionato. La piazza non sono i social, non seguiteli, nemmeno come formazione. Guardate chi va a Torino e vede il Lecce pareggiare con la Juve o stare in partita con le altri. Oggi saremmo salvi, se retrocediamo chiederemo scusa e diremo perché, ovvero perché abbiamo i conti a posto. La Cremonese ha speso 30 milioni, noi 21, non è successo mai. Ma gli altri hanno speso molto di più, il Pisa ne ha spesi 50. Quanto la mia passione ed il mio impegno non verranno capiti la mia passione credo dovrà riposare. Vedo gli sforzi della proprietà e la passione dei tifosi, così ci mettiamo a disposizione dalla mattina alla sera, ma non possiamo ascoltare i nuclei che si creano per criticare il dottore che ha fatto 800 operazioni quando loro non hanno operato neppure un’unghia incarnita”.
FRUSTRAZIONE. “Sei frustrato perché sei da quattro anni in Serie A? Noi stiamo facendo non di più, ma delle cose irripetibili. Sicuramente si soffre ogni anno, ma è la nostra identità, poi sono arrivati grandi successi con promozioni e salvezze”.
SCELTE OFFENSIVE. “Alternative di modulo? Ogni allenatore fa le sue scelte. Perché accusarmi di essere colui che impone i moduli? Che poi sono moduli che ci hanno portato a grandi risultati. Ad esempio nella Primavera sono io ad aver suggerito a Schipa, alla luce dei tanti forti centrali in rosa, di passare al 3-5-2. Non siamo talebani, non siamo integralisti, vogliamo le cose migliori. Sul mercato volevamo un profilo come quelli di Cheddira e Gandelman”.
ESTERNI OFFENSIVI. “Non siamo alla Play Station e speri sempre che chi, come Pierotti, che ha fatto degli ottimi numeri, possa ripeterli ancora. Se poi non lo farà lo accetteremo, ma non si cambia così un giocatore in cui credi. Quattro esterni possono essere sufficienti anche perché si seguono logiche di spogliatoio, di non avere giocatori insoddisfatti perché poi non giocano perché anche questo poi va ad influire molto”.
QUALITA’ IN MEZZO AL CAMPO. “Ormai la verticalizzazione non dipende dal singolo ma dal modo di gioco. C’è chi gioca solo in orizzontale, c’è chi verticalizza di più. Cercate nelle altre squadre chi sono i giocatori che danno luce. A noi è stato chiesto il centrocampista offensivo per occupare l’area di rigore e l’abbiamo dato, abbiamo ragionato così. E la palla all’assaltatore la dà chi la recupera. Siamo su tematiche tecniche, nel calcio attuale se hai il centrocampista offensivo hai bisogno poi di due difensivi altrimenti chi si deve salvare è condannato. Poi mi ricordo, tornando indietro, che quando è arrivato Hjulmand c’era Tachtsidis ed eravamo agli stessi argomenti”.
PROBLEMA DEL GOL. “Facciamo il possibile, credo ognuno faccia il possibile. Quest’anno abbiamo preso Stulic e ci credevamo forte perché veniva da 16 gol fatti. Crediamo in questa squadra, di più non potevamo fare rispetto a quello che abbiamo preso. Fare di più sarebbe perdere la nostra identità. La nostra identità è lottare finché c’è lotta. Poi si, si può cambiare un’alternativa con un’alternativa, ma comunque giocherebbe poche volte e quindi a cosa serve? Quando finisce il campionato si giudica un giocatore, noi abbiamo pensato a fare l’interesse della squadra. Abbiamo rifiutato offerte per Tiago Gabriel, Gaspar, Banda e Coulibaly. Non ho interesse a dirlo. Ci sono elementi arrivati come alternative e diventati titolari, quindi non mi serve cambiare tanto per. Poi si può cambiare idea, non crediamo che tutto quello che sappiamo sia parola di Dio. Devi sperare sempre che chi ha fatto bene si ripeta, se non lo fa sei fregato perché non puoi bruciare giocatori così”.
MESSAGGIO AI TIFOSI. “Non sono io a lanciare messaggi ai tifosi ma loro che li lanciano a noi. Noi lo facciamo per loro, credetemi. Nessuno poi parla del nostro contratto. Io ho detto al presidente di essere stanco, per i tanti impegni ovviamente. Lui ha depositato in Lega un rinnovo triennale di contratto e non l’ha comunicato. Quando me ne andrò lascerò tutto lì. Questo per dire che non lo facciamo per i contratti ma per i tifosi”.
