foto: O. Gandelmanph: US Lecce
LECCE – Ecco Gandelman: “Sognavo la Serie A sin da bambino”. Trinchera conferma: “In entrata mercato chiuso”
Giornata di presentazioni in casa Lecce. Il direttore sportivo Stefano Trinchera ha introdotto alla stampa uno dei nuovi arrivati, il centrocampista israeliano Omri Gandelman, cogliendo l’occasione per fare il punto sulle strategie del club a ridosso della chiusura della sessione di mercato.
Trinchera ha subito chiarito la linea della società: «Prima di iniziare le presentazioni, gradirei fare una brevissima introduzione sul mercato, dove noi lo consideriamo definitivamente chiuso». Una porta chiusa agli arrivi, ma non del tutto alle partenze: «A quei giocatori che hanno giocato poco o niente, che ci chiederanno di andare via, cercheremo di accontentarli alle giuste condizioni. Visto che l’organico è al completo, non avremmo l’intenzione di rimpiazzarli».
Presentando il nuovo acquisto, Trinchera ha poi illustrato le caratteristiche del classe 2000 prelevato dal Gent: «I numeri sono dalla sua parte: 107 presenze realizzando 33 gol e 14 assist. Questo ha portato noi a prendere un centrocampista offensivo con tempi di inserimento importanti e un grande fisico. Ha sorpreso in maniera positiva l’approccio che ha avuto con la squadra: è già un punto fermo della formazione di mister Di Francesco».
Presa la parola, Gandelman ha espresso la propria soddisfazione per l’accoglienza ricevuta in Salento: «Sin da subito ho apprezzato molto la squadra, i miei compagni e l’atmosfera che si respira qui a Lecce. I primi dialoghi avuti con i direttori mi hanno subito invogliato a fare del mio meglio per raggiungere l’obiettivo prefissato».
Sollecitato sulle proprie origini familiari (il padre cestista e il nonno allenatore di basket), il centrocampista ha spiegato la scelta del calcio: «Mio padre era un giocatore di basket però ha origini brasiliane e lì sappiamo bene che tutti amano il calcio. In casa si respira aria di sport, quindi è più una questione di mentalità sportiva che di scegliere uno sport».
Gandelman ha poi commentato le parole del tecnico Di Francesco, che lo seguiva da tempo: «È veramente un piacere parlare con il mister e sapere che mi seguiva prima del mio arrivo. So cosa il mister si aspetta da me in entrambe le fasi di gioco, per questo voglio continuare a lavorare sia dal punto di vista offensivo che difensivo».
Il salto dal campionato belga a quello italiano non sembra averlo intimorito: «Si tratta di un campionato differente rispetto a quello belga però ho sempre seguito la Serie A, la seguivo già da quando ero piccolo e ho sempre sognato di giocare in questo campionato. Posso aiutare nelle situazioni box-to-box a dare più intensità alla squadra, ho la possibilità di fare ciò che il coach mi chiede».
In chiusura, lo sguardo è andato alla prossima sfida di campionato e ai riferimenti sportivi del centrocampista: «Sinceramente mi sento molto emozionato per questa partita contro il Torino, però considerando la grande performance di squadra che si è vista con la Lazio ho pensieri positivi. Faremo di tutto per portare a casa i tre punti».
Infine, un richiamo ai modelli che hanno ispirato la sua crescita: «Per il mio background brasiliano posso dire di aver sempre ammirato Kakà, è sempre stato il mio idolo sin da bambino. Ma cerco di prendere qualcosa dai grandi giocatori, posso fare un altro nome: Raul».
