foto: N. Stulic insegue ancora il primo golph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Piccoli segnali di progresso ma il problema principale rimane il gol
Sei punti in sette partite non sono un bottino esaltante per il Lecce ma le ultime tre uscite ufficiali danno qualche piccolo segnale confortante dopo il pessimo avvio di campionato.
I giallorossi, comunque vada Cremonese-Udinese di stasera, chiudono la settima giornata al quintultimo posto a pari merito col Parma che ieri si è salvato a Genova grazie ai guantoni del suo portiere Suzuki. Più tre, dunque, sulla zona salvezza che, ad oggi, vede coinvolte due squadre di rango (sulla carta) superiore come la Fiorentina e il Genoa. Anche nello scorso anno i grifoni si trovavano tra le ultime tre dopo sette partite, con cinque punti e a pari merito col Lecce. Dunque, leggero miglioramento per i salentini, sia di punti racimolati, sia di posizione in classifica dopo le prime sette giornate rispetto al 2024/25. Migliora anche il bilancio delle reti incassate, 12 contro le attuali dieci, con due cleen-sheet consecutivi tra Parma e Sassuolo, così come succedeva, l’ultima volta, nella penultima e ultima giornata dello scorso campionato contro Torino e Lazio. Nel confronto c’è un progresso anche nei gol fatti: tre nel 2024/25, cinque oggi.
Ma tutto questo, sebbene siano dei piccoli segnali di progresso e di speranza, non può bastare. Il Lecce ha incamerato punti nelle ultime tre partite ma deve ancora risolvere i problemi nel tiro in porta e nell’ultimo passaggio. I siti specializzati di statistiche relegano il Lecce all’ultimo posto per xG, ossia per aspettative di gol rispetto al gioco e al tipo di azioni offensive create. La gara di Stulic è stata forse la migliore da quando il serbo è arrivato a Lecce: ha partecipato di più al gioco collettivo, sganciandosi dalla posizione di centroboa per arretrare e toccare più palloni smistandoli ai compagni; ha anche sfiorato il primo gol personale con un mancino che ha messo i brividi a Muric agli sgoccioli del primo tempo, ma poi poco altro. Stessa gara di Camarda, che avrà toccato nemmeno dieci palloni in mezzora.
Contro il Sassuolo si sono rivisti Pierret ed Helgason, le cui ultime presenze risalivano ad agosto. Continua ad accumulare panchine invece Sala: ora sono tre consecutive senza mai entrare in campo nemmeno per un minuto. Nella distinta ufficiale è comparso nuovamente Maleh dopo l’estromissione dalla rosa delle ultime settimane. Sono loro, Maleh, Helgason e Sala, a dover alzare il livello qualitativo delle giocate nella tre quarti avversaria, giocando più in verticale per andare a caccia del compagno o dei compagni in area o, magari, per andare direttamente al tiro. E anche gli esterni devono fare la loro e di più.
