foto: P. Corvino
LECCE – Corvino alza la voce: “Siamo un miracolo di sostenibilità, restiamo uniti”. Il punto mercato
Dopo le parole di mister Eusebio Di Francesco alla vigilia di Genoa-Lecce, il direttore generale dell’area tecnica del Lecce, Pantaleo Corvino, ha fatto il punto sul mercato e sulla filosofia societaria, ribadendo con forza il modello che da cinque anni regge il club giallorosso: sostenibilità, continuità e realismo.
“Il nostro impegno in questo periodo è stato totale – ha dichiarato Corvino –. Ogni mercato riflette le linee guida della società. Quando sono tornato, ripartendo dalla Serie B, l’obiettivo era costruire un modello di continuità, simile a quello dell’Empoli. Oggi, dopo cinque anni, abbiamo la prima squadra stabilmente in Serie A e una Primavera che ha vinto uno scudetto. È la dimostrazione che la strada è solida, anche se inevitabilmente ci saranno alti e bassi”.
Il dirigente ha sottolineato ancora una volta la difficoltà di restare competitivi senza derogare ai vincoli di bilancio: “Siamo l’ultimo monte ingaggi della Serie A, è impossibile confrontarsi sui parametri economici con gli altri club. Ma la nostra forza sta nell’equilibrio e nella capacità di sostituire i pezzi migliori senza fare debiti. È un miracolo che finora abbiamo saputo realizzare, e lo dicono i numeri”.
Sul fronte del mercato, Corvino ha spiegato le scelte fatte: “In difesa siamo intervenuti con Perez, Siebert, Kouassi e Ndaba, ringiovanendo il reparto. A centrocampo c’è fiducia in chi ha garantito le salvezze, pur consapevoli che migliorare certi elementi, per le nostre possibilità, è quasi impossibile. Sull’attacco stiamo lavorando per sostituire Krstovic, ma sempre restando dentro i nostri parametri. Arriverà uno nuovo, come già successo in passato con Colombo o Piccoli, ma va dato tempo per giudicare”.
Il dirigente non ha risparmiato stoccate a chi, a suo dire, rema contro: “Ci sono falsi protagonisti che aspettano il giorno della pioggia per esultare. Noi lavoriamo da 50 anni nel calcio, loro fanno solo rumore. Il Lecce ha 23 mila abbonati, un patrimonio straordinario, ma io devo confrontarmi con i numeri: quattro milioni di incasso non bastano a comprare un grande giocatore. Dobbiamo restare realisti e uniti, tifosi e società insieme”.
Infine, uno sguardo alle prospettive: “Abbiamo fatto 15 cessioni tra prima squadra e Primavera, ma anche inserito giovani di prospettiva come Milos Jovic, un 2006 (attaccante 19enne in forma all’IMT Belgrado, acquistato ma lasciato ancora un anno nella sua vecchia società, ndr). È questo il nostro progetto: sostenibile, lungimirante, attento alla crescita tecnica e strutturale del club. Non possiamo permetterci follie, ma possiamo continuare a costruire il futuro del Lecce con coraggio e identità”.
Chiudendo sul mercato, Corvino ha spiegato che tra i calciatori desiderosi di cambiare c’è chi è rimasto per mancanza di offerte adeguate, mentre chi è partito lo ha fatto con proposte soddisfacenti per club e giocatore. Il Lecce si muove per prevenire eventuali altri addii: il profilo di Alex Sala (centrocampista 2001 in forza al Cordoba, Spagna, ndr) resta un’opzione, intanto è stato messo a bilancio il 2006 Milos Jovic, punta centrale inserita in un percorso di crescita “alla Nastasic-Vlahovic”. Sulle suggestioni Cerri, Cutrone e Belotti il dirigente non si sbilancia: «non confermo e non smentisco». La linea resta invariata: programmare, ringiovanire e competere dentro i numeri, con realismo e unità.
