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foto: P. Corvino
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Corvino: “In campagna mi concentro meglio. Ho ancora tante motivazioni…”

Il dt del Lecce Pantaleo Corvino ha rilasciato un’intervista, pubblicata su Tuttosport in edicola oggi, della quale riportiamo qualche passo.

GIORNATA TIPO“È la stessa di sempre. Sveglia presto poi subito al centro sportivo per occuparmi del coordinamento di tutta l’area sportiva, dalla prima squadra all’Under 18 e alla Primavera. Da quando sono tornato a Lecce non riesco a prendere un caffè con mia moglie la mattina. A fine giornata mi piace fermarmi in campagna, è lì che riesco a concentrarmi maggiormente, stare nella natura mi dà la giusta energia per continuare a lavorare. Dentro di me il fuoco non si è mai spento, ho ancora tante motivazioni…“.

MOMENTI COMPLESSI“Due in particolare mi hanno cambiato la vita: le morti di Davide Astori e Graziano Fiorita. Quando accadono queste tragedie è davvero difficile voltare pagina. Ti rendi conto del valore delle cose e il calcio non può che passare in secondo piano. Due ferite che resteranno sempre aperte…”.

ORGOGLIO DEL TERRITORIO“Dopo Firenze e Bologna sono tornato a Lecce perché Sticchi Damiani aveva bisogno di me in un momento in cui la squadra era tornata in Serie B. Mi chiese innanzitutto stabilità economica e di rendere il club sostenibile. Poi i risultati hanno superato qualsiasi aspettativa a livello sportivo e finanziario. La consideravo una sfida con me stesso. Volevo che il territorio fosse orgoglioso della sua squadra. E così mi sono imposto di riportarla dove l’avevo lasciata.  Per me è un orgoglio vedere come stia crescendo il club giorno dopo giorno”.

HJULMAND“Avevo bisogno di un regista da piazzare davanti alla difesa, lui giocava in un altro ruolo nell’Admira Wacker. Sapevo che non mi avrebbe deluso, lo capii dal modo in cui toccava palla. È un ragazzo straordinario sotto tutti i punti di vista, un leader nato. A Lecce giochiamo ogni anno per la salvezza, un traguardo che richiede una certa dose di sofferenza. Capitava spesso che mi vedesse preoccupato o incazzato e allora veniva da me a tranquillizzarmi. Mi diceva di stare tranquillo che insieme ai compagni avrebbe risolto ogni guaio. Aveva personalità e determinazione”.