foto: M. Olivaph: Sara Urso
UGENTO – Oliva: “Grato al Casarano, ma a noi servono punti”. E poi: “Intasati di scuole calcio, s’investa sui settori giovanili”
Non sarà una gara come tutte le altre quella di domenica prossima, alle ore 16, per mister Mimmo Oliva, allenatore dell’Ugento ma cresciuto calcisticamente – e non solo – a Casarano. La partita del “Comunale” arriva in un momento magico per le Serpi che, domenica scorsa, vincendo il derby col Nardò, hanno dato uno strattone in classifica allungando, in un colpo solo, su Nocerina, Martina e Fidelis Andria. È un momento positivo anche per l’Ugento che da Palma Campania è tornato ingiustamente a mani vuote ma che, specialmente nelle ultime partite, ha dimostrato di avere nelle corde la possibilità di puntare alla salvezza diretta. E per una matricola, al primo anno in assoluto in Serie D, sarebbe un traguardo strepitoso. Il punto di forza della squadra del presidente Massimo De Nuzzo siede in panchina. Dopo aver dimostrato sul campo il suo valore da calciatore, Oliva si sta confermando, anche per quest’annata, uno dei migliori allenatori che il nostro territorio ha prodotto negli ultimi anni. Trovarsi di fronte le casacche rossazzurre – quelle stesse che per tanti anni ha indossato da giovane e che l’hanno lanciato nel mondo del calcio, sino ad arrivare a indossare la maglia della nazionale azzurra nell’Under 18, nei primi anni Novanta – per Oliva non sarà una cosa da poco.
Arriva il Casarano che ha sempre un posto particolare nel suo cuore. Come sta preparando mentalmente la prossima sfida, sia a livello personale, sia a livello di squadra?
«Ovviamente per me sarà una sfida particolare perché, se sto nel mondo del calcio, devo dire grazie solo al Casarano. Sarà una sfida particolare, per noi sarà un onore giocare contro di loro. Sono contento di affrontarli nel momento in cui i rossazzurri sono i primi della classe. Sono felicissimo per loro, forse erano vent’anni che il Casarano non si trovava in questa situazione. Sono tifosissimo del Casarano e mi auguro che quanto prima arrivi nelle categorie che gli competono. Noi stiamo preparando la partita come facciamo con tutte le altre, ne conosciamo l’importanza. Sia loro, che sono nei piani alti, sia noi, che siamo nei piani bassi della classifica, avremo bisogno di punti. Sicuramente sarà una bella sfida e spero per il meglio per entrambe le squadre».
Sulla carta sarà una sfida tra Davide e Golia ma all’andata la vittoria del Casarano fu sudata e l’Ugento non avrebbe meritato la sconfitta. Quali sono le armi a disposizione dell’Ugento per provare a uscire imbattuto dalla sfida alla capolista?
«Non abbiamo né armi a favore, né armi a sfavore. Dobbiamo solo lavorare come stiamo facendo. Sappiamo di giocare contro una corazzata e noi, purtroppo, dobbiamo andare in campo per fare il maggior numero di punti possibile. Daremo tutto per cercare di fare bella figura, vedremo alla fine cosa succederà».
Quale o quali giocatori toglierebbe volentieri alla rosa del Casarano?
«Nessuno. Ho grande fiducia e mi tengo i miei, in questo gruppo ho grandi giocatori e grandi uomini».
Conosce mister Di Bari? E se sì, che giudizio ne dà?
«Non lo conosco personalmente, so solamente che sta continuando a fare un buon lavoro così come stava facendo Laterza, il Casarano era lassù anche col suo predecessore. Forse Di Bari ha portato più entusiasmo e un gioco più offensivo e gli faccio i miei complimenti perché sta facendo molto bene e non era facile».
L’incitamento dei tifosi dell’Ugento potrebbe in qualche modo rendere un pizzico meno difficile il compito della tua squadra?
«I nostri tifosi ci hanno sempre dato una mano e sicuramente anche domenica saranno al nostro fianco, ci inciteranno e lotteranno insieme a noi. Speriamo siano numerosi allo stadio, e non solo domenica prossima, ma anche in tutte le altre partite che restano, perché per salvarci abbiamo bisogno di tutto e dell’aiuto di tutti».
Infine, un parere del tecnico giallorosso sulla situazione dei settori giovanili nostrani che, in generale, hanno difficoltà a produrre giovani calciatori su cui costruire le basi delle future nazionali azzurre: «Sicuramente le nazionali fanno fatica. Il mio pensiero, che ormai porto avanti da anni, è che purtroppo in Italia non esistono più i settori giovanili di una volta, nei quali si insegnava calcio. Ora non c’è più tutto questo, siamo intasati di scuole calcio e di gente incompetente che ci allena o che ci va lì giusto per passarci il tempo. I ragazzi non hanno più una base a livello tecnico-tattico come avevamo noi ai nostri tempi. Per me è questo il problema principale e bisognerebbe tanto tornare a investire nei settori giovanili».
(Nuovo Quotidiano di Puglia)
