LECCE – Conferenza fine mercato: Sticchi su bilanci e affare Dorgu: “Reinvestiremo, i tifosi stiano tranquilli”
Conferenza stampa oceanica oggi per l’area tecnica del Lecce e per il suo presidente, occasione per tracciare il bilancio del mercato invernale ma anche per chiarire alcuni punti riguardanti l’aspetto societario.
Parte prima, intervento di Saverio Sticchi Damiani.
BILANCI E DORGU – “Partiamo da una certezza assoluta: il modo della nostra gestione ci permette di essere trasparenti, senza dover nascondere nulla. Noto da più parti una richiesta di trasparenza e sono qui per darvi tutte le spiegazioni richieste. L’ultima sessione di calciomercato è coincisa con una straordinaria operazione che va nella direzione del percorso di crescita del club, ossia la cessione di Dorgu, la cessione più importante della nostra storia, di gran lunga, in un momento storico di grande salute del nostro club. Chiariamo un aspetto: la cessione non colmerà le criticità pregresse degli anni Covid, che con un piano di risanamento triennale abbiamo già autonomamente risanato o quasi. L’operazione Dorgu porta al club ricchezza da tutti i punti di vista. Più di una volta in questi giorni avevamo detto che non eravamo disponibili a cederlo a gennaio. Questa volta è successa una cosa differente che è giusto spiegare. Quando il Manchester ci ha ufficialmente dichiarato il suo interesse, in data 17 gennaio abbiamo risposto nettamente che non eravamo interessati alla cessione. Forse questa netta risposta ha lasciato loro immaginare che il calciatore fosse di particolare valore ma per noi non c’era alcuna strategia. Invece di fermarsi, hanno rilanciato, soprattutto col calciatore, poi anche con noi. Per non scontentare Dorgu, abbiamo chiesto di posticipare l’operazione a luglio. Il Manchester però ha ulteriormente rilanciato: o adesso o mai più. A quel punto impuntarsi diventava una cosa stupida, avremmo rischiato di fare danno al club“.
DESTINAZIONE DELLE RISORSE – “Alcuni tifosi spesso si chiedono: dove saranno destinate queste risorse? Ai debiti? Il percorso di risanamento triennale partiva da –27 milioni dell’anno di B, in cui avevamo calciatori con stipendi da A. Pochi erano i calciatori in proprietà come Falco o Petriccione, potevamo fare poco. Il primo anno di A, poi, lo abbiamo chiuso a +1; l’anno scorso +14. Ora dovremmo fare +11 per sanare quei -27 milioni ma quel +11 era già nelle nostre potenzialità, affare Dorgu a parte. Il -27 di debito comprende una parte di passività immateriali, ossia si svalutazione dei calciatori, che non sono soldi che dobbiamo dare a qualcuno ma sono comunque delle passività. La parte debitoria con banche e fornitori è stata chiusa già dopo un anno e mezzo. Per chiudere la parte della svalutazione dei calciatori servono tre bilanci e ci saremmo arrivati anche senza cedere Dorgu, la cui cessione ci ha dato la possibilità di essere ancora più strutturati. Ciò non significa però che dobbiamo buttare 30 milioni sul mercato, ma dobbiamo continuare a farlo in ottica Lecce, ossia prendere giocatori che valgono otto a due e io non so come facciamo questi signori al mio fianco (Trinchera e Corvino, ndr), ma lo fanno! Pierotti, preso a 1,2 milioni, tutti ci dissero che non stavamo facendo sforzi sul mercato, oggi se mi offrono otto nemmeno lo cedo. Questa è la mia risposta. Ribadisco che i soci non hanno mai preso un euro dalla società. Il nostro obiettivo, come ha fatto il Napoli, è diventare un club autosostenibile. Anni fa abbiamo fatto da privati un regalo al nostro territorio, mettendo 26 milioni che sono tanti e non stava scritto da nessuna parte che poi saremmo arrivati in A. Oggi stiamo costruendo un’azienda sostenibile, generando ricavi e reinvestendo. Escluso l’ultimo mercato, al netto delle commissioni sugli affari Pongracic e Gendrey, abbiamo incassato 40 e speso 42, ma sono certo che quei 42 diventeranno 200. Il tifoso ha numeri sbagliati, su questo tema si ruppe tutto ai tempi di Semeraro che investirono 100 milioni e fu loro detto che si mettevano un tasca i soldi. Un equivoco che voglio chiarire. Le risorse di Dorgu saranno investite allo stesso modo, i tifosi possono stare tranquilli. Dorgu ci sarà pagato in cinque anni. Vedere il nostro club che gode di una reputazione straordinaria anche in Europa ci fa capire che stiamo vivendo una stagione memorabile che va goduta. Siamo a 15-16 punti dalla storica terza salvezza, ce la dobbiamo andare a prendere tutti insieme. A Parma il pubblico ha inciso sulla vittoria. Spingiamo tutti verso questa direzione. Auspico il fairplay finanziario. Noi ci misuriamo con due tipologie di società: chi spende più dei ricavi e ha la proprietà che a fine anno ripiana e chi non ha forze e continua a indebitarsi. Bisogna introdurre un tetto ingaggi, quantomeno in proporzione ai ricavi, un 60 o 70%. Noi ce lo siamo autoimposto ma dovrebbe essere una regola per tutti, così tutti competiamo ad armi pari e vediamo chi se la cava meglio. Siamo stati criticati perché, quando abbiamo perso qualche partita, continuavamo a parlare del centro sportivo ma mai una sconfitta del momento ci impedirà di parlarne. Se avessimo avuto il centro sportivo, avremmo avuto anche qualche infortunato in meno e qualche punto in più. È come avere un giocatore in più in rosa“.
