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LECCE – Corvino spiega le questioni Piccoli, Almqvist, Helgason e parla dei nuovi arrivati

Parte seconda della conferenza stampa odierna su mercato e bilanci in casa Lecce.

Il dt Pantaleo Corvino.

PREMESSA – “Quando ho accettato di venire qui, rinunciando a due anni e mezzo di contratto per rimettere i conti a posto, è stata una sfida difficilissima, ancora più difficile se ci aggiungiamo i risultati sportivi. Risanare e vincere insieme è ancora più complicato. Oggi siamo un’azienda sostenibile e ciò fa parlare di noi in Italia e nel mondo. Abbiamo il monte ingaggi in A tra i più bassi. Siamo partiti con poca benzina nel motore, con le cessioni di Falco e Petriccione abbiamo cominciato ad aggiungere poco alla volta per essere sostenibili e senza debiti. Qui a Lecce quando qualcuno crea delle risorse diventa forse un problema, in altre parti ti fanno i complimenti e ti chiedono: Ma come fate? È un merito saper comprare e vendere bene, le plusvalenze non vengono dal cielo ma dal lavoro di chi compra a zero perché non può fare diversamente. Secondo alcuni, più spendi e più sei bravo e sei fai plusvalenze invece sei un deficiente. Oggi con gli utili andiamo a migliorare lo stadio, investire nel centro sportivo e tanto altro. Queste cose sono frutto delle scelte del management da parte della società ed è un lavoro davvero logorante, anche se io non mi sento ancora vecchio anzi mi sento più giovane di quando ero giovane perché mi alzo la mattina sapendo di fare qualcosa verso la mia gente e il mio territorio“.

CALCIOMERCATO: PICCOLI, ALMQVIST, HELGASON E I NUOVI“Il calciomercato invernale è sempre la fase più difficile. Non siamo gente che si contraddice ma nel caso Dorgu c’erano motivi di ragion di società, sarebbe stato surreale farsi rimproverare di non aver fatto un’operazione di messa in sicurezza del club e per mettere altra benzina nel motore per allargarsi ancora di più. Helgason? L’anno scorso mi aveva chiesto di giocare altrove, noi gli abbiamo detto di no ma poi, anche col cambio del suo procuratore, gli abbiamo dato questa opportunità. Quest’anno è tornato e l’allenatore precedente (Gotti, ndr) mi chiese se ci fosse qualche giocatore che lui non conosceva e che avrebbe meritato attenzione. Il fatto di metterlo fuori lista è stata una sua scelta tecnica. Noi comunque abbiamo fatto una nuova proposta al ragazzo, triplicando il suo contratto, ci ha risposto: Ci penso. Giampaolo, poi, ha visto il ragazzo e ci ha detto che avevamo ragione. Così lo abbiamo rimesso in lista e oggi sta giocando titolare. Questo non per fare polemica ma per dovere di cronaca. Piccoli? Rispondo a domanda, e lo voglio sottolineare affinché non si dica che è una mia dichiarazione. Sto rispondendo a una domanda: non abbiamo esercitato l’opzione, non piaceva a Gotti. Idem per Almqvist, queste erano le sue linee tecniche, ripeto, senza alcuna polemica. Se mi sento il Re Mida del calcio italiano? Mi sento il Re Mida per i risultati, non perché vendo bene, ma perché sono arrivato dalla Terza Categoria alla Champions League vincendo la maggior parte dei campionati e vincendo 13 titoli italiani tra Casarano, Lecce e Firenze, non a Milanello, Trigoria o Zingonia. Scott? Operazione che nasce da nostre conoscenze, mentre N’Dri è frutto del nostro scouting, è un giocatore importante e anche il ragazzo, insieme al suo procuratore, ci hanno dato una mano. Tiago Gabriel? Stesso discorso per Gallo, non potevamo prendere calciatori superiori a Gaspar o Baschirotto, sempre poi che è l’allenatore a decidere chi è titolare o no. Abbiamo cercato di lavorare sulle potenzialità, così come con Veiga. Ci è stato facile seguendo spesso l’Estrela Amadora. Tiago e Veiga per me sono titolari come Jean, se saranno chiamati daranno risposte. Non ho la cultura dei nomi io“.

HASA E BONIFAZI E OFFERTE RIFIUTATE“Nel calcio si verificano a volte alcune situazioni. Prendi dei calciatori sconosciuti perché ci intravedi delle potenzialità, poi capisci che non corrispondono alle esigenze dell’allenatore. In Hasa, preso gratis, abbiamo intravisto queste potenzialità ma in cinque mesi non è mai stato considerato. Col presidente abbiamo pensato: lo teniamo senza che sia mai considerato o lo diamo al Napoli facendo una piccola plusvalenza, tenendoci una percentuale sulla rivendita futura? Il presidente mi ha detto: fai ciò che ti dice il cuore. Bonifazi: Abbiamo fatto i conti con le liste e gli imprevisti. Dorgu copriva due ruoli, noi avevamo un posto da extracomunitario libero e lo abbiamo colmato con N’Dri. Come terzino sinistro invece non potevano prendere un altro titolare per non alterare gli equilibri con Gallo, allora per prendere un italiano dovevamo liberare una casella per stare in regola con la lista. Abbiamo rifiutato un’offerta di quattro milioni di euro per Morente e anche per Krstovic, il cui prezzo lo decide sempre il mercato”. Aggiunge Sticchi Damiani: “L’anno scorso abbiamo parlato di cento milioni di offerte ricevute, non ci credevano, ora abbiamo venduto tre calciatori su quattro della scorsa difesa, Dorgu, Gendrey e Pongracic, e abbiamo incassato 60 milioni“. E ancora Corvino: “A Parma abbiamo giocato con Falcone in porta pagato 2,5 milioni; Guilbert pagato zero; Jean pagato 700mila euro; Baschirotto pagato 200mila euro; Gallo pagato zero. E un giornalista mi ha detto che a Parma avremmo perso 6-0. Noi andiamo a giocarcela con tutti in ogni campo”.

ROTTA PERSA E RITROVATA“A novembre dissi che ero preoccupato della perdita della rotta della nostra squadra perché in quelle 13 partite la squadra aveva spesso cambiato i connotati di modulo e formazione rispetto al passato. Ora il nostro allenatore sta giocando con quattro in difesa e tre a centrocampo, fedele alla linea che per due anni ci ha visto salvi“.

Il ds Trinchera su Giampaolo: “Il mio pensiero si di lui è molto positivo, è un lavoratore, persona seria e leale, si è calato in una realtà che non conosceva e dal primo giorno ha precisato che per lui è fondamentale conoscere ogni calciatore per proporre i suoi nuovi principi di gioco. La nostra squadra ha caratteristiche precise, lui ha preso atto di questo e ha cercato di incidere nella qualità del gioco, mettendoci molto del suo. Siamo molto contenti del suo lavoro”.

QUI LA PRIMA PARTE DELLA CONFERENZA