Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

LECCE – Infortuni, imprevisti e difesa da reinventare: le opzioni sul tavolo e la scommessa Esposito

Di solito, fortune e sfortune nel calcio si equivalgono a fine campionato. Se qualcuno ha appellato Marco Giampaolo come “fortunato”, dopo il rocambolesco successo di Venezia e il gol del pari a tempo scaduto contro la Juve, ora potrebbe anche definirlo “sfortunato” per aver perso due titolari come Antonino Gallo e Kialonda Gaspar e un quasi titolare come Lameck Banda nel giro di poche settimane dal suo arrivo nel Salento. Nel calcio, come nella vita, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Sembra, però, che, in fase di costruzione della rosa, l’area tecnica, col benestare della proprietà, non abbiamo dato il giusto peso alla variante “imprevisti”.

Se di portieri ce ne sono sin troppi a disposizione (oltre a Falcone, il Lecce ne porta a referto altri tre, in ogni partita), la coperta è paurosamente corta in difesa.

COPERTA CORTA – Di difensori ce ne sono ben pochi. Gaspar rischia di saltare la stagione; Bonifazi ha dei tempi di recupero lunghi e incerti e il suo storico infortuni non era di certo incoraggiante; Pelmard e Jean sembrano ancora delle scommesse; Gallo è fuori per un mesetto. Chi schierare, dunque, nelle prossime partite, in vista della riapertura del mercato? Guilbert è stato preso come sostituto di Gendrey. Il classe ’94, pur giocando nello stesso ruolo del suo connazionale, sembra più predisposto alla fase difensiva che a quella offensiva. Per intenderci: non ce lo vediamo a fare le sgroppate sulla fascia come ci aveva abituato Gendrey. Gli altri due suoi connazionali Jean e Pelmard potrebbero trovare spazio – o più spazio – nelle prossime partite: Jean come centrale accanto a Baschirotto; Pelmard come esterno difensivo sinistro, da schierare sulla linea dei difensori in caso di ritorno alla difesa a quattro o qualche metro più in avanti nel caso di conferma dello schieramento a tre dietro. Sarebbe anche la soluzione più naturale, senza troppi stravolgimenti e senza arretrare per l’ennesima volta Dorgu, che è meglio stia in avanti. Il punto è: sono affidabili Jean e Pelmard? Negli scorci di partite loro concessi (quattro presenze Jean e tre per Pelmard, entrambi una sola volta da titolari) i due hanno dato l’idea di essere ancora lontani dal poter fronteggiare l’impatto con un campionato di certo più performante di quelli da cui provengono. D’altronde, poi, non è che nemmeno Baschirotto si stia esprimendo sugli stessi livelli della prima parte della stagione 2022/23, quando mise anche a segno tre gol e mezzo. Si dirà che allora giocava accanto a Umtiti e che nella scorsa stagione giocava accanto a Pongracic. Quest’anno, sinora, ha giocato insieme a Gaspar che è è un tipo di calciatore decisamente diverso rispetto agli altri due sopra citati.

ADATTAMENTI – A partire da domenica contro il Monza, dunque, Giampaolo dovrà fare i salti mortali per schierare una difesa competitiva. L’anno scorso, una falla del genere la si sarebbe potuta chiedere utilizzando Blin, che ora purtroppo è ai box per un serio infortunio subito con la maglia del Palermo.

S. Esposito (UsLecce)

Si può rispolverare una situazione simile, adattando un centrocampista? Si potrà pescare dal serbatoio della Primavera quel Sebastian Esposito che, a detta di Corvino, sarebbe già pronto per l’utilizzo in prima squadra? Pelmard è stato prelevato dal Clermont dopo aver giocato un’intera stagione da difensore centrale in Ligue 1. Certo, il Clermont, a fine stagione, è retrocesso da ultimo dopo aver incassato quasi due reti a partita, e dunque… uhm. E, a dirla tutta, di partite da difensore centrale, Pelmard, in carriera, ne ha giocate circa 130. Due stagioni da difensore centrale ce le ha anche Jean, ma in Ligue 2 e con l’Annecy.

Ci potrebbe essere una mossa alla Blin, ossia adattare (verbo che, purtroppo, quest’anno si deve usare spesso, visto che la rosa denota lacune e doppioni) in difesa? Né Berisha, né Helgason, né Ramadani, né Coulibaly, né Kaba hanno mai giocato da difensori centrali nella loro carriera, con altre maglie.

SOLUZIONI – Rimane, dunque, l’ultima opzione: Esposito, difensore centrale alto 191 cm, di nazionalità australiana ma di chiare origini italiane, da due anni in crescita costante con la Primavera (quest’anno ha anche già segnato due gol) e aggregato alla prima squadra nel ritiro austriaco di quest’estate.

Queste le carte sul piatto. Nel frattempo, la buttiamo lì: perché non cercare di riportare a Lecce, anche pro tempore, Marin Pongracic, che a Firenze non sta trovando uno straccio di spazio, tra infortuni e crescita esponenziale di Comuzzo e Ranieri?