ph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Infortuni e rendimenti ancora non soddisfacenti: serve un’idea tattica sino alla riapertura del calciomercato
Da quanto si dice in giro e si legge sui social, la gran parte della tifoseria (e anche qualche addetto ai lavori) sarebbe più favorevole a veder giocare il Lecce con un altro modulo rispetto a come gioca oggi.
RITORNO AL 4-4-2? SÌ, MA… – A Udine la squadra si è schierata con il solito 4-3-3 con Coulibaly più avanti rispetto a Ramadani e Pierret, quasi a fungere da trequartista, ma con risultati abbastanza scarni se si guarda alla pratica. Molto bene, fin quando gli ha retto il fiato, il pressing altissimo sul primo portatore di palla udinese. Ma si sa, quest’interpretazione di ruolo comporta un enorme dispendio di energie, giacché, oltre al pressing altissimo, Coulibaly è dovuto ovviamente arretrare sia sulla linea dei mediani per dare una mano in termini di filtro e di rottura dell’azione bianconera, sia su quella della difesa in occasione di corner, calci piazzati e simili.
DIFESA E CENTRALI – Eppure un trequartista di ruolo il Lecce lo avrebbe in panchina, sinora mai utilizzato se non un’oretta in Coppa Italia, ed è Filip Marchwinski, attualmente giudicato non pronto da Gotti. In generale, l’utilizzo che il tecnico giallorosso sta facendo dei suoi calciatori mette in evidenza che la squadra ha delle lacune. Non in porta, dove, oltre a Falcone, il Lecce porta in panchina ben altri tre portieri (cosa ci si faccia con quattro portieri a referto in ogni partita, è un mistero). Certamente nel reparto dei centrali difensivi, dove bisogna accendere un cero a sant’Oronzo e sperare che non si facciano male né Gaspar, né Baschirotto, in quanto Jean sinora si è cimentato con la Serie A solamente per 15 minuti più recupero nella gara casalinga contro il Cagliari, prima di essere riaccantonato in panchina; Bonifazi, notizia di oggi, si è appena operato, nuovamente, al ginocchio e i tempi di recupero sono abbastanza incerti. Improbabile, però, vederlo in campo nel 2024. Altri centrali, in rosa, non se ne vedono a meno che non si voglia comprendere Esposito della Primavera come una valida alternativa alla coppia di titolari. E non c’è più nemmeno un Blin da adattare. Per il ruolo di terzino destro, Guilbert si sta rivelando un buon elemento con buoni margini di miglioramento, considerando che si è calato da pochissimo in una realtà ben diversa dalla Ligue 1. Quando è mancato l’ex Strasburgo e Aston Villa, causa squalifica, Gotti si è trovato davanti a un bivio: lanciare titolare Pelmard, disastroso (come tutti) in Coppa Italia o adattare Dorgu anche come terzino destro? L’allenatore ha optato per la seconda e non sappiamo se e quando Pelmard potrà recuperare terreno nelle gerarchie di squadra. Per cui, anche in questo caso, altro cero per sant’Oronzo per scongiurare un raffreddore a Guilbert. Il ruolo di terzino sinistro è coperto da Gallo e dal solito tuttofare Dorgu anche se, il danese ha dimostrato di essere più portato all’offendere (o all’appoggiare l’azione) che a difendere.
CENTROCAMPO – Sono nove i centrocampisti in rosa, oltre ad Helgason che è ai margini. I più impiegati sinora sono stati Ramadani, Coulibaly e Pierret, che giocano prevalentemente nella zona mediana centrale. Berisha è ai box da tre partite e si spera possa ritornare contro la Fiorentina, qualora Gotti volesse giocare con un 2-3 a centrocampo: l’ex Primavera sembra essere l’unica pedina affidabile per rivestire, alla larga, il ruolo di un trequartista. Ci sarebbero anche Oudin o Rafia ma il francese è stato schierato solamente una volta su sette tra i titolari e il tunisino non riesce ad incidere in quel ruolo, non avendo né i tempi, né il piede da trequartista, D’altronde, lo stesso Gotti lo vede come un playmaker, sebbene a Lecce non sia mai stato utilizzato da playmaker. Sta per tornare Kaba ed è un’ottima notizia, anche se, fino a quando entrerà in forma accettabile, passeranno diverse altre settimane. Marchiwnski, su cui il Lecce ha fatto un notevole sforzo economico in estate, non riesce ancora a decollare nelle gerarchie dell’allenatore. Da più parti si auspica un ritorno al 4-4-2 che, nella parte finale della scorsa stagione, ha portato punti e risultati al Lecce, facendogli tagliare il traguardo salvezza con tre turni d’anticipo. Sarebbe anche una soluzione interessante ritornare a giocare con uno schema più equilibrato, che permetterebbe, per esempio, a Rebic di affiancare il povero Krstovic in attacco. Con Dorgu esterno di centrocampo a sinistra, a riformare la catena mancina con Gallo che tanto bene ha funzionato l’anno scorso, si pone la questione dell’esterno destro: chi davanti a Guilbert?
LA QUESTIONE ESTERNO DESTRO – Oudin a destra sarebbe in grado di coprire la fascia col suo connazionale, assicurando anche un’efficace fase difensiva? Lo abbiamo visto agire in quella zona nelle ultime gare dello scorso anno, da Sassuolo in poi, alternandosi con Almqvist e Gonzalez. È un ruolo che, dunque, potrebbe ricoprire, a patto di sacrificarsi anche in fase di ripiegamento. Berisha, Rafia, McJannet sone delle mezzali; Ramadani, Pierret, lo stesso Kaba e Coulibaly sono dei mediani di battaglia in mezzo al campo. Il ritorno di Sansone tra i disponibili è anch’essa una buona notizia: ma l’ex Bologna, a 33 anni, sembra essere più un’ala offensiva (e sinistra) che un esterno di centrocampo di corsa e sostanza. Questo buco potrebbe essere tappato da Banda che, insieme a Dorgu, potrebbe agire da esterno di metà campo, sempre che lo zambiano ritorni ad avere una condizione fisica accettabile e che non si faccia male ogni due per tre. Banda ha corsa per avanzare e per arretrare, e magari anche il piede per il cross (sul tiro in porta si può, sinora, stendere un velo abbastanza pietoso). Banda e Dorgu, però, il loro meglio, lo hanno espresso sulla fascia sinistra. Quindi, la questione dell’esterno mediano destro rimane irrisolta, non potendo considerare Pierotti in grado di svolgere quel ruolo. Rimane Morente che, in passato, qualche partita da esterno di centrocampo destro l’ha giocata, con l’Elche. Lo spagnolo potrebbe sicuramente essere efficace in avanti, così come potrebbe assicurare quantomeno corsa per dare una mano in difesa, sempre che non si trovi davanti un Theo Hernandez che lo passa a velocità doppia, come in occasione del raddoppio del Milan in Milan-Lecce 3-0.
UN COMPAGNO PER KRSTOVIC – In attacco, è decisamente necessario che Krstovic possa dialogare con un compagno che agisca o sulla sua stessa linea, o immediatamente alle sue spalle. È impensabile vederlo ancora a combattere con almeno due difensori avversari, provare a fare sponde per i compagni, correre a caccia del pallone e poi averlo anche lucido al tiro. In questa specialità, attualmente eccelle in Europa, ma solo per la quantità. Tolti Rebic e Krstovic, come attaccante di ruolo rimane il solo Burnete, che ancora non trova spazio e minutaggio in prima squadra. Oltre a Pierotti, difficilmente identificabile come punta centrale. Altre punte di ruolo non se ne vedono.
Allo stato delle cose, al Lecce serve un cambio di marcia, in primis mentale, poi anche tattico. Gotti non ha molte scelte a sua disposizione, non ha un doppione per ogni ruolo e in alcune zone è decisamente scoperto, dovendo adattare il materiale umano che ha. Questo è lo scoglio più grande da superare per il tecnico veneto, almeno sino a gennaio, quando si riapriranno i cancelli del calciomercato e quando l’area tecnica giallorossa dovrebbe e potrebbe mettere mano ad una rosa che necessita di essere arricchita.
