foto: De Nuzzo con mister Oliva
UGENTO – Il presidente De Nuzzo racconta l’exploit giallorosso: “Ora cerchiamo di mantenere l’ossatura per la D”
Il miracolo Ugento ha il nome e il volto di Massimo De Nuzzo, classe 1972, commercialista con la passione per il calcio, presidente della società neo promossa in Serie D per la prima volta nella sua giovane storia. «La mia esperienza con l’Ugento Calcio è decennale – attacca De Nuzzo –, ne ho assunto la presidenza nell’estate 2014 allorché la squadra si preparava a disputare il campionato di Prima Categoria. Dopo dieci anni, siamo qui a festeggiare la promozione in Serie D».
È vero che tutto arriva per chi sa aspettare, ma ciò non basta. Per costruire un progetto serio occorre lavorare con passione, sottraendo tempo e risorse alla famiglia e alla propria attività professionale, mettendo in preventivo che il cammino non sarà esente da ostacoli. «Le difficoltà incontrate non sono state poche – aggiunge De Nuzzo –, perché per fare calcio nelle nostre realtà locali, bisogna raddoppiare i sacrifici e gli sforzi, soprattutto in una piazza come Ugento che, dal punto di vista calcistico, è giovane. Si sono vissuti anche momenti difficili ma i risultati ripagano e ne sono orgoglioso. Vedere i nostri tifosi sostenere senza fiato la squadra è stato straordinario. L’attaccamento di un’intera città mi riempie di gioia, e questo lo dico a nome di tutti gli altri soci».
Il numero uno giallorosso ripercorre, poi, la recente storia della sua società, ricordando i tempi in cui militava in Prima Categoria: «Nel 2016 ho avuto il piacere di avere un colloquio con mister Mimmo Oliva, con cui è nata subito un’intesa che definirei magica». E il connubio è da subito vincente: Oliva porta l’Ugento dalla Prima all’Eccellenza nel giro di tre stagioni. A chiudere il cerchio, l’ascesa in Serie D colta domenica a Francavilla contro il Bisceglie. Decisivo anche il ruolo di un dirigente esperto e di valore come Massimo Alemanno: «Col direttore – spiega il massimo dirigente del club sud-salentino – abbiamo iniziato a collaborare già dallo scorso anno. Ha confermato di essere, oltre che una splendida persona, anche un professionista serio e competente, sapendo individuare le pedine giuste e mantenere gli equilibri generali». Di Alemanno sono le scommesse azzeccate, setacciando soprattutto il mercato spagnolo. Come il modello Lecce insegna, una società che vuole mantenersi sostenibile non deve badare ai nomi risonanti, ma alla qualità unita alla voglia di affermarsi: «Avevamo in rosa ragazzi stranieri alla loro prima esperienza in Italia – argomenta il presidente ugentino – e la squadra, dopo lo scorso anno, è stata completamente ricostruita. Non si potevano, dunque, fare proclami, se non puntare alla salvezza, facendoci scivolare via tante cose e andando dritti per la nostra strada. Col lavoro quotidiano si è capito il nostro potenziale e con gli acquisti mirati di dicembre, si è puntellato la rosa. L’Ugento è stato stabilmente in testa per tutto il girone di ritorno, con un vantaggio tale che ci ha permesso di tagliar via i playoff. Per questioni di budget, abbiamo deciso di puntare non sui nomi, ma su ragazzi giovani che hanno fame e voglia di mettersi in mostra, lo facciamo già da qualche anno. Così si può fare calcio sostenibile e competere, al tempo stesso, per i vertici».
Importanti, per una piccola società, sono i canali di finanziamento: “Nel corso degli anni abbiamo avuto sponsorizzazioni importanti. Ne cito una, Ameco del senatore Filograna, che ci ha sostenuto nei primi anni di Eccellenza insieme a numerose aziende locali che continuano a darci fiducia e credere nel nostro progetto. Oggi abbiamo il sostegno di Vivosa, realtà turistica internazionale di Ugento, magistralmente guidata dal dott. Reale. Voglio ringraziarli tutti perché il nostro sogno grazie a loro è diventato realtà”.
E adesso, la Serie D: da dove ripartire?: «Servirà consolidare e incrementare la struttura finanziaria – conclude De Nuzzo -, includere nuove e importanti sponsorizzazioni che non siano fini a se stesse ma vere e proprie collaborazioni e lavorare soprattutto col marketing. E su questo ci tengo a ringraziare lo staff della comunicazione che ha fatto un lavoro incredibile, eccezionale. Li cito uno ad uno: Riccardo Primiceri, social manager; il video maker Luciano Basile; la fotografa Sara Urso. Sono stati tutti eccezionali, ognuno di loro è stata una rivelazione, siamo orgogliosi come società di essere riusciti a valorizzarli. Una dedica per la vittoria? Alla mia famiglia, ai miei affetti più cari. Un ringraziamento va ai nostri tifosi e a tutta la gente che ci ha seguito durante questo percorso; ai nostri sponsor, che hanno creduto nel nostro progetto e all’Amministrazione comunale. Grazie anche a tutte le persone e i collaboratori che compongono l’Ugento Calcio, dai dirigenti allo staff medico, tecnico e di comunicazione. Sono tantissimi e rischierei di dimenticarne qualcuno. Ora ci godiamo qualche giorno di festa, poi ci confronteremo con le componenti societarie, dirigenziale e tecniche, cercando di mantenere quest’ossatura». Il futuro, a Ugento, è già arrivato.
