foto: W. Falconeph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Falcone chiude la serranda, Krstovic zampatina letale: esordio vincente per Gotti. Le pagelle
LE PAGELLE DI SALERNITANA-LECCE
Falcone 8,5: Sulla vittoria di Salerno ci sono tutte e due le sue manone sante. Stratosferico a fine primo tempo su Maggiore nell’uscirgli incontro a braccia larghe per restringergli lo specchio della porta. Attento e reattivo in altre quattro occasioni, stradecisivo su Somy e Gomis a 15 dalla fine. Perfetto in due tempi sul tiro cross perfido di Candreva. Che dire? Grazie Wladimiro, per l’ennesima volta.
Gendrey 6,5: Scioglie le briglie al cavallo in occasione del gol di Krstovic. Davanti a sé non ha avversari di grosso calibro e riesce spesso a sganciarsi per supportare la manovra offensiva. Imperfetto su qualche pallone alto (sponda di Manolas per Maggiore e miracolo di Falcone nel primo tempo), ma qui paga un deficit strutturale. Chiude coi crampi, dopo aver raschiato sino all’ultimo goccio di energia.
(90′ Venuti) sv
Pongracic 6: Più pulito negli interventi rispetto a Baschirotto, non perfetto nella prima parte del primo tempo, quando tutta la squadra soffre più del dovuto. Nella ripresa alza il suo livello e la squadra soffre un pizzico di meno. L’impostazione da dietro lascia ancora a desiderare.
Baschirotto 6: Esce alla distanza dopo un avvio di gara di sofferenza, quando la Salernitana mette sotto il Lecce nei primi 15 minuti. In ritardo in paio di occasioni, si riprende nella ripresa quando non molla mezzo pallone.
Gallo 6: Nel primo tempo, Tchaouna gli fa passare dei brutti momenti e il duello forse lo perde ma rimedia con la corsa, la generosità e l’intelligenza tattica nel capire il momento di intervenire in diagonale difensiva. Mette in mezzo un paio di palloni interessanti non sfruttati a dovere dai suoi compagni.
(71′ Sansone) 6,5: Ingresso utilissimo per tenere alta la minaccia alla Salernitana, sia nel tener palloni, sia nel fornire appoggio ai compagni nello scarico. Buon lavoro anche nel compattare la linea quando la squadra di Liverani stava tentando il tutto per tutto.
Ramadani 6: In una gara sporca come quella di Salerno, l’albanese ci sguazza. Le prende e le dà in mezzo al campo, spendendo anche un fallo tattico per stroncare sul nascere una potenziale ripartenza granata (che gli costa l’ennesimo cartellino giallo). Stavolta si fa vedere di più in fase di costruzione, ben supportato da Blin al suo fianco, ma può e deve dare di più, anche caratterialmente. Nel finale è decisivo in un paio di chiusure.
Blin 7: Chi osa avvicinarsi alla metà campo giallorossa deve fare i conti con lui. Uomo-ovunque nella mediana, pronto dei raddoppi, nel pressing basso o alto, a sporcare palloni potenzialmente pericolosi, a spazzare via quando conviene. Imprescindibile per questa squadra nel dare equilibri a centrocampo.
Almqvist 6,5: Gara di grande corsa e sacrificio a tutta fascia, con più di un decisivo intervento in ripiegamento e con il merito di ispirare l’azione del gol-non gol di Krstovic. Prova anche un paio di volte la conclusione personale, ma con troppa poca forza e cattiveria.
Oudin 5,5: Da trequartista centrale non incide granché, giocando qualche pallone con sempre qualche errore di troppo. Si riprende un po’ nella parte finale di primo tempo, poi Gotti decide di lasciarlo a riposo e ridisegnare la parte avanzata.
(46′ Dorgu) 6,5: Nella prima parte di ripresa lascia partire la gamba, senza doversi curare della fase difensiva, avendo alle spalle Gallo. Una delle novità di Gotti, sicuramente da riproporre. Guadagna gialli e punizioni a favore, chiude la gara in maniera ordinata da terzino sinistro.
Piccoli 6: In coppia con Krstovic, nel primo tempo gli gioca alla sua sinistra, lavorando diversi palloni ma peccando un po’ d’egoismo. Deve ritrovare cattiveria sotto porta. Utilissimo in fase di ripiegamento nel pressare il portatore di palla o nello svettare sui palloni alti, in ausilio ai centrali.
Krstovic 6,5: Ancora un’autorete gli toglie la gioia del gol, come contro il Frosinone, ma poco importa. Gioca una gara di sacrificio, difendendo palloni su palloni ma stavolta ha i compagni più stretti e più vicini a lui e spesso gli scarichi vanno a buon fine. Utile anche in fase di ripiego, ci mette lo scarpino sul tiro-cross di Almqvist, procurando la deviazione di Gyomber nella propria porta. Esce davvero stremato.
(78′ Gonzalez) 7: Diciotto minuti a tutta, come fatto vedere contro la Fiorentina. Sradica palloni, corre, si propone, suggerisce, inventa e tampona.
All. Gotti 6,5: “In pochi giorni non posso fare granché, al massimo posso suggerire un paio di idee” aveva detto in conferenza stampa di presentazione. E questo è stato. Il Lecce centra l’obiettivo e cancella lo zero dalla casella “vittorie in trasferta”, soffrendo più del dovuto contro una squadra ormai in Serie B, ma poco conta. Oggi contava vincere e vittoria è stata. Adesso la sosta per riordinare le idee. Gotti sorprende tutti osando mettere in campo Krstovic e Piccoli insieme, così come, nel secondo tempo, Gallo e Dorgu, schierato esterno d’attacco. Cosa impensabile fino a pochi giorni fa con D’Aversa. La squadra è corta, fa densità in mezzo al campo e, quando può, prova a pungere. Non lascia voragini a centrocampo, è ordinata e compatta. Si può e si deve migliorare sulla qualità del gioco d’attacco, ma è già importantissimo non aver preso gol dopo 23 partite di fila con almeno una rete sul groppone. Ed è ancora più importante aver vinto dopo le sconfitte pomeridiane di Udinese, Cagliari e quella di ieri dell’Empoli. L’era Gotti nasce sotto una buona stella. Con un po’ di fortuna, che non guasta mai, che può rendere più facile ciò che, sino a ieri, era difficilissimo.
