LECCE – Corvino difende l’impresa della Primavera: “Vinciamo seguendo le regole, così diamo fastidio”
Dopo il bilancio di fine stagione effettuato ieri, oggi nuova conferenza stampa in casa Lecce. Stavolta i protagonisti sono stati settore giovanile e mercato, con la prima parte affidata al direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino.
GIOVANILI. “Da quest’anno sotto la mia responsabilità ci saranno Primavera e Under 18. Annuncio ufficialmente la riconferma di Federico Coppitelli per un altro anno e di Simone Schipa per l’Under 18. Siamo orientati per la parte tecnica a contrattualizzare gli allenatori per un solo anno, queste sono le linee guida. E’ un rischio per tutte le categorie e lo è anche per Coppitelli e Schipa. Detto questo, io sono il supervisore del settore giovanile. Ieri si è parlato poco di quest’aspetto che, devo essere sincero, voglio approfondire”.
PRIMAVERA. “C’è stata una narrazione sbagliata di quello che facciamo e come lo facciamo. Certi argomenti sensibili devono andare oltre il livello locale perché ci troviamo a che fare con narrazioni internazionali e nazionali sul Lecce. A livello locale bisogna riportare la verità, il perché siamo portati a fare delle cose con certi motivi e, se condivise, farle vostre. Ho trovato molto ingiusto fare delle narrazioni che non tengono conto di argomenti sensibili. Intanto, si chiede ai club perché hanno debiti, deficit, il calcio fa debiti, non usa bene le proprie risorse però poi c’è un club che si sforza a stare dentro questa sostenibilità nella gestione, nell’equilibrare a livello finanziario e nel fare le riforme Primavera si parte da un presupposto italiano sul Lecce che ha una squadra di stranieri. Si fa la riforma perché il Lecce ha gli stranieri e non si tiene conto del perché li ha. Se gli altri pensano che il Lecce deve solo partecipare con le risorse obbligatorie che è costretto ad avere…qui c’è una società in primis, un responsabile in primis che queste cose cerca di non portarle avanti”.
STRANIERI. “Noi siamo figli di un territorio. Vogliamo portare il Salento in evidenza fuori per come facciamo le cose e come non le facciamo. Il Salento non partecipa perché obbligato. Noi vogliamo giocarcela con le armi degli altri. Gli stranieri del Lecce non sono il problema della Nazionale Italiana. Le riforme vanno fatte a livello di prime squadre. Allora si può parlare di Nazionali e colpe di un sistema tecnico e di potenzialità che non ci sono. Ormai è un terreno arido, il calcio italiano è arido. Nella mia provincia è secco, non è il problema della Primavera del Lecce. E’ un tema troppo profondo per racchiuderlo dentro una risposta alla vittoria del Lecce. Il Lecce va in giro non per partecipare ma per giocarsela, per creare delle risorse per la prima squadra e non per vincere per forza. Io non posso partecipare con chi viene lasciato nel mio territorio dai grandi club o fare deficit. Non funziona così. Non si può cambiare il sistema per gli 11 stranieri del Lecce, vincere un titolo e avere uno spazietto piccolo sul giornale. Il Lecce non vince perché spende e spande, non è così”.
NUMERI. “Pensano che paghiamo in altra maniera. Noi siamo una società seria, retta, paghiamo solo con i conti a posto sotto la luce del sole. Il monte ingaggi della Primavera è di 360mila euro, costo aziendale 517mila euro contando tutto. Ho pagato 145mila euro i cartellini 2022/2023 e 86mila di commissioni più 200mila euro per il riscatto di Dorgu. Samek a parte. Questi sono i costi della mia Primavera. Se io avessi trovato le potenzialità migliori di quelle che ho dovuto trovare per esaltare il mio territorio in giro per l’Italia l’avrei fatto, mi sarebbe costato meno energie. Trovare gli stranieri è difficile, bisogna mettersi su aerei e treni, qui basta andare a piedi. Qui c’è aridità! C’è secchezza! Non perché a Corvino piacciono gli stranieri. Faccio sto lavoro da 40 anni, avrei voluto trovare un genitore che mi sputasse in faccia e l’avrei accettato quello sputo per l’interesse dei ragazzi. Per questo il Lecce fa la Primavera in un certo modo. L’altra volta i Pellè, i Vicedomini, gli Esposito, i Rullo venivano qui perché c’era appeal insieme a dirigenti e allenatori che avevo cresciuto. Quando sono tornato non sapevate dove giocava la Primavera, altro che Corvino e gli stranieri. Ci sono 2000 persone, a Sassuolo c’erano tifosi del Lecce che gioivano, altroché. Scusate i toni, ma la storia degli stranieri è stata così. Se il Lecce fosse arrivato sotto le prime sei nessuno avrebbe parlato”.
SISTEMA. “Noi siamo gli ultimi, ma serve essere uniti, fuori da qui ci tengono lontani e dobbiamo difenderci da soli. Cercano di parlarne poco e lo abbiamo visto sul campionato Primavera, lo abbiamo visto e qualcuno ha parlato di noi solo con un pezzettino e focalizzandosi sugli stranieri. Al posto di esaltare i numeri di una Primavera, si fa altro. Un club normale compra 20 calciatori per la Primavera e deve comprarli da club dilettantistici. Per ognuno, la Federazione vuole un prezzo minimo con dei parametri da rispettare, molto superiore ai numeri che vi sto dando. Poi non parliamo se tratto calciatori in club di Lega Pro, perché i giovani importanti di club importanti non vengono a Lecce perché non ha appeal, lo ha perso. Io come devo fare a creare risorse tecniche? Oggi partono dalla Primavera, un domani spero dal settore giovanile, ma non ho la fabbrica di cera. Prendere gli stranieri è una virtù, una capacità, è coraggio. Noi siamo criticati perché vinciamo ma vincere non è portare il titolo italiano, è portare Gonzalez in prima squadra e fargli fare 35 partite. E ce ne saranno altri quest’anno. Se poi vinciamo il titolo italiano siamo capaci di scegliere calciatori e tecnico, di dare un bel gruppo di lavoro. Chi parla di queste cose? Si dice solo degli stranieri. Questo ci fa ribollire dopo che siamo arrivati in cima al Monte Bianco. Nel mondo è l’Everest e ora faremo la Youth League. Confrontarci a livello europeo è voglia di scalare l’Everest. Io andrò in Youth League per arrivare in fondo. Chi fa riforme deve tenere conto del lavoro che fanno club del nord che bloccano ragazzi a 12-13 anni. Serve bloccare i ragazzi fino a una certa età e non le regole in risposta al Lecce Primavera. Il Lecce dà fastidio, ecco, uso termini forti. L’anno scorso il problema stranieri non c’era”.
